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frosinonedematthaeisaerea 350 260di Ivano Alteri – Un tempo, con l’approssimarsi delle elezione, cresceva la nostra eccitazione per un evento che ogni volta ci pareva dirimente. Ora invece, nelle medesime circostanze, ci coglie l’ansia da prestazione elettorale, e i nostri ragionamenti sembrano svigorire, e diventare contraddittori fino al reciproco annullamento. Domande che mai ci saremmo sognati di porci in tutta la nostra vita, noi che nella politica ci siamo nati dentro, vanno ora ad occupare ogni posto nei nostri pensieri: chi voteremo? quale candidato? quale lista? perché? Una volta, la risposta era quasi scontata, e l’unico dubbio era come convincere anche altri a rispondere allo stesso modo. Poi passammo amaramente, come tanti, a turarci il naso… fino ad arrivare, pian piano, ai “mitici” programmi, che presto scoprimmo essere del tutto fasulli, utili solo ad accalappiare gli allocchi.

Temi:
Acqua Pubblica

Tuttavia ora non ci resta altro, e riteniamo che questi, con opportuni accorgimenti, potrebbero supplire, in qualche modo, al progressivo venir meno di una visione organica d’insieme, caratteristica ormai generalizzata delle forze politiche. Alcuni temi, infatti, sembrano capaci di fornirne un qualche surrogato di complessità, se aggregati organicamente in un programma amministrativo (ma forse è soltanto un appiglio della nostra psiche, che cerca di contrastare la caducità dei tempi).

Tra questi, annoveriamo senz’altro la gestione pubblica dell’acqua. In queste settimane abbiamo visto tornare in auge la questione-Acea, a seguito della delibera dei sindaci per la rescissione del contratto. Riteniamo sia stato un atto doveroso da parte degli amministratori pubblici aderire finalmente alle fondatissime rimostranze di cittadini e comitati che da dieci anni lamentano comportamenti inaccettabili da parte del gestore. Però, per adesso, siamo di fronte soltanto ad una delibera, utile per la campagna elettorale, non certo per cacciare Acea. Quando la campagna elettorale sarà passata, a noi resterà un contenzioso che potrà durare anni, con costi e conseguenze imprevedibili e incalcolabili. Si dovrebbe perciò individuare una soluzione un po’ più concreta e meno dilatoria, che veda il ritorno in campo della politica, in luogo delle dispute avvocatesche.
Ma soprattutto c’è da notare che quegli stessi sindaci, tardivi e interessati difensori del popolo, si guardano bene dal parlare di gestione pubblica dell’acqua, che è la vera questione; essi si limitano a sbraitare contro Acea, senza alcuna presa di posizione sul principio di fondo. Ciò è particolarmente grave, poiché sta a significare che il ceto politico continua a non tenere nella minima considerazione il risultato referendario del 2011, con cui gli italiani hanno optato nettamente per la gestione pubblica del servizio idrico. In tale condizione di ambiguità delle forze politiche, perciò, si corre il rischio che all’attuale gestore privato del servizio se ne sostituisca semplicemente un altro, con le stesse identiche priorità di Acea: le proprie e quelle delle clientele partitiche! Non v’è dubbio, dunque, che su questo punto dovrebbe esserci maggiore chiarezza da parte delle forze politiche, e chiare indicazioni programmatiche su cosa intendano fare, dopo la campagna elettorale, in tal senso.

Gestione dei Rifiuti

Un altro tema con caratteristiche intrinseche di complessità, che noi consideriamo perciò paradigmatico, è quello dei rifiuti. Riteniamo che non sia più sopportabile, per la nostra salute e dignità, continuare ad essere trattati come la discarica dei campani e dei laziali. Pensiamo che i ciociari abbiano il dovere di passare dall’indignazione all’azione. Non limitandosi a dire di no, ma proponendo e pretendendo soluzioni per sé vantaggiose. Ed una soluzione vantaggiosa noi riteniamo che sia prospettare la creazione di un Polo industriale del Riuso e Riciclo dei rifiuti in provincia di Frosinone. Abbiamo più volte insistito sulla questione, anche in precedenti nostri interventi (per un approfondimento leggi qui), consapevoli di suscitare perplessità proprio in coloro che, secondo il nostro parere, dovrebbero essere più d’accordo con noi; e non ce ne meravigliamo: dopo tutto quel che abbiamo visto accadere in politica, come potremmo mai avventurarci a sostenere un’impresa simile senza avere il terrore che il tutto si risolva in un immondezzaio infernale peggiore di quello attuale? Tuttavia, riteniamo che con opportuni accorgimenti molti dei rischi incombenti potrebbero tramutarsi in pericoli assolutamente gestibili. Innanzitutto, iniziando a distinguere tra immondizia e rifiuti che, come abbiamo più volte scritto, non sono la stessa cosa: l’immondizia costituisce un costo economico e un rischio per la salute; i rifiuti producono ricchezza e il loro accurato trattamento preserva l’ambiente.
I vantaggi, investendo energie in tale direzione, sarebbero evidenti: avremmo un immediato ritorno occupazionale, economico, ambientale, paesaggistico, di relazione con le istituzioni sovraordinate.

La Partecipazione

A corollario di questi due argomenti (che non sono esaustivi di un intero programma, certo, ma sicuramente di carattere strutturale) ve ne è poi un altro che presenta caratteristiche ancor più dirimenti e di fondo, per un giudizio di credibilità sui programmi; e riguarda il tema della Partecipazione. Vale la pena ricordare che un tempo vi erano i partiti a fornire il luogo politico della partecipazione; ma oggi i partiti sono ridotti a comitati elettorali, nel migliore dei casi; nel peggiore, a comitati d’affari. E non c’è da credere che il loro svuotamento di senso sia frutto di accidenti od errori; lo scopo, invece, è stato scientemente perseguito, blaterando di partiti leggeri e scacciando a male parole gli attivisti più impegnati ed accorti, fino a lasciar rimanere soltanto carrieristi, cacciatori di prebende e cortigiani.
Ma come si può constatare quotidianamente con un semplice sguardo a quel che accade, senza la presenza costante dei cittadini nei luoghi della politica tutto si avvia a veloce deperimento, morale, sociale, culturale. La democrazia delegata è diventata una finzione, a tal punto che gran parte delle istanze dei cittadini sono rimaste senza rappresentanza nelle istituzioni. Ed allora accade che mentre per le famiglie in difficoltà non si trovano quattro spicci per dar loro da mangiare e da bere, si trovino però venti miliardi nel giro di ventiquattro ore per salvare le banche, alla faccia della lentezza della Costituzione! Le banche sono rappresentate abbondantemente, quindi, i cittadini non lo sono affatto.
Ma la parola partecipazione può restare una parola vuota, se con essa s’intende un vago coinvolgimento al momento del voto. Con partecipazione, invece, dovrebbe intendersi un coinvolgimento integrale dei cittadini: prima, durante e dopo il voto. Pur nel rispetto delle prerogative delle diverse istituzioni democratiche, partecipazione dovrebbe voler dire la costante presenza informata e associata di cittadini nei luoghi delle decisioni. Solo questa presenza può fornire una qualche speranza contro il proliferare della corruzione, l’allontanamento progressivo delle scelte politiche dagli interessi collettivi, il pericolosissimo annidarsi nelle istituzioni di interessi mafioidi.

Ecco, come dicevamo dai programmi non possiamo aspettarci più di tanto, essendo essi immaginati, nella maggior parte dei casi, per interessi elettoralistici, in puro stile di marketing. Ma essendo l’unico stimolo rimasto per non restare politicamente impotenti e infecondi, tanto vale trarvi il meglio che possiamo, pretendendo che diventino dei compendi di temi stringenti e vincolanti, come quelli che abbiamo cercato di descrivere. I quali, pur nella loro evidente parzialità, ci paiono capaci di fornire un qualche piccolo riferimento valoriale, una piccola weltanschauung, una piccola visione del mondo. Senza pretendere di sostituire quella più grande che ci è andata in frantumi.
Frosinone 28 dicembre 2016

Di Ivano Alteri

Ivano Alteri: Libero professionista di Frosinone, esperto in problemi del lavoro, ha collaborato prima con edicolaciociara.it sul cui sito ha pubblicato interventi relativi al mondo del lavoro e alla politica più in generale. Ha collaborato alla ricerca sugli infortuni sul lavoro svolta dall'associazione Argo per conto della Provincia di Roma, poi pubblicata dalla stessa. Dalla nascita di unoetre.it è membro della sua Redazione

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