di Ermisio Mazzocchi – Si susseguono gli interventi dei Carabinieri e di altre forze di polizia per debellare la marcata e preoccupante presenza della criminalità organizzata nella provincia di Frosinone che intensifica la propria organizzazione per lo spaccio di droga. Ultimo caso, sono gli arresti operati a Sora. Un fenomeno che deve essere combattuto con fermezza e decisione.
E’ sempre più allarmante la crescente attività nel traffico e nello spaccio di stupefacenti e dell’usura che ha investito numerose città della provincia, a partire dalla stessa città capoluogo, Frosinone, come un fenomeno che non è eccezionale né occasionale, ma ha radici antiche e implicazione di ampia portata che deve essere combattuto con un costante impegno di tutte le Istituzioni della Repubblica italiana.
Deve essere rivolto un forte apprezzamento e un pieno riconoscimento alle forze dell’ordine che in precedenti mesi con l’operazione denominata “Intoccabili”, arrestarono di 36 malavitosi dediti allo spaccio di droga e che oggi con l’operazione Fireworks hanno sgominato un’organizzazione feroce e senza scrupoli arrestando 52 malavitosi operanti in via Selva Piana, in cui si confezionava e si vendeva al dettaglio la droga per un valore in guadagni, che raggiungevano cifre dell’ordine di decine di migliaia di euro al giorno. E, oggi 5 arresti a Sora.
L’appello del questore Filippo Santarelli rivolto alla piena collaborazione e a operare per una adeguata sensibilità sociale per impedire una espansione dei fenomeni di corruzione e le infiltrazioni camorristiche, riveste un significato preciso. Le stesse parole del Vescovo Ambrogio Spreafico vanno accolte e condivise. Non c’è dubbio che la critica situazione socio-economica della provincia costituisce un terreno favorevole alla corruzione, ad azioni malavitose e criminose. I dati sono chiari.
Il Paese scivola verso livelli di povertà molto alti. Nella diocesi di Frosinone, i Centri di raccolta soddisfano bisogni per 800 famiglie di cui il 27% nella solo città di Frosinone. Una condizione che dovrebbe impegnare a tutto campo le istituzioni della Stato a iniziare dai comuni.
Questo impegno, a eccezione di qualche caso, non avviene e talvolta si assume un atteggiamento di sottovalutazione. Significativo è quanto è avvenuto al Consiglio comunale di Frosinone.
Il sindaco Ottaviani e suoi rappresentanti hanno snobbato, arrivando al dileggio, i consiglieri del PD che con l’intervento di Stefania Martini, richiamavano questa amministrazione a intensificare le proprie iniziative nei confronti della consistente ramificazione della criminalità organizzata in particolare quella dello spaccio della droga.
Un comportamento adottato nel totale spregio delle regole democratiche, respingendo un confronto costruttivo e sereno, soprattutto non tenendo in nessuna considerazione quanto viene dichiarato dalle forze dell’ordine e non solo. Preoccupa questa mancanza di attenzione da parte di molte amministrazioni.
Non basta qualche operazione di facciata per rassicurare i cittadini e combattere la criminalità organizzata.
Occorre una azione più incisiva e di più ampia consistenza su tutto il territorio provinciale, governando i processi di cambiamento della società, a difesa dei loro interessi quale quelli del lavoro, della sicurezza, della migliore qualità della vita.
I recenti avvenimenti richiedono di mobilitare un vasto fronte di forze politiche, sindacali, sociali, per denunciare e orientare l’opinione pubblica e a sostenere secondo le proprie competenze e attraverso i propri rappresentanti istituzionali, l’operato degli organismi dello Stato preposti a debellare la criminalità organizzata e di fornire loro la piena collaborazione nell’interesse dell’intera comunità civile per affermare i valori della legalità e della sicurezza.
Credo che l’attuale momento richiede una eccezionale iniziativa in rapporto alla eccezionalità degli avvenimenti. Un compito che devono assolvere tutti per l’interesse di una società civile, onesta, laboriosa, democratica.
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