di Angelino Loffredi – Qualche giorno fà Sara Battisti, vicesegretaria del PD frusinate, a ridosso del voto referendario, ha rilasciato una dichiarazione preoccupata e nello stesso tempo allarmante. Preoccupata per quanto riguarda il significato da assegnare a quel No in provincia, superiore del 10 % rispetto al dato nazionale. Il tema allarmante invece riguarda il riferimento che la Battisti riserva alla Provincia, non un cane morto o un ectoplasma. E indirettamente al voto di gennaio, alle alleanze e al futuro. Ho ritenuto tale intervento parziale e tardivo ma comunque serio e da non lasciare cadere. Ne riprendo e propongo una necessaria lettura una parte della Nota che ritengo essere seria e fuori dal coro delle banalità.
«A dato referendario acquisito credo che debba essere un’urgenza quella di chiarire il vulnus legislativo che, se da una parte definisce le Province Enti di Secondo livello, dall’altra la Costituzione le inquadra nei livelli di governo territoriale a rappresentanza popolare.
Il voto di ieri respinge la nostra proposta di riforma costituzionale, pertanto visto che bisogna andare a rinnovo del Consiglio Provinciale, siano i cittadini a scegliere i propri rappresentati in quell’assise. Una necessità che impedisce confusione, divisone e lacerazione riconsegnando ai cittadini la responsabilità della decisione».
Se andiamo sul profilo della vice segretaria rileviamo che finora ha ricevuto 41 mi piace e 29 commenti. Il fatto che più mi lascia incredulo e che in tutti i commenti, tolti alcuni critici, presumibilmente fuori dal campo PD, i restanti esprimevano simpatia e fiducia politica verso l’autrice. Nessuno riprende, accenna, entra nel merito circa il destino della Provincia.
Purtroppo non ho letto una parola da parte del segretario Costanzo nè di iniziative da parte dei parlamentari frusinati (Scalia, Spilabotte, Pilozzi). E vero che Sara Battisti sviluppa i suoi interventi sempre in modo rispettoso, procedendo con molta cautela, ma quello che ha scritto non è un capriccio. Non è una invenzione per ricercare un conflitto a tutti i costi. Potrebbe essere una esagerazione (non lo credo) ma allora qualcuno intervenga, ristabilisca l’autentico profilo istituzionale.
Ma, se la Battisti avesse ragione e si andasse l’8 gennaio al voto non popolare e se prima o dopo qualcuno che più di me mastica elementi di diritto, fa ricorso e dovesse avere ragione chi pagherà i cocci rotti?
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