GabriellaPietrantoni 350 260

GabriellaPietrantoni 350 260Mi chiamo Maria Gabriella Pietrantoni. Vivo a Cosenza e insegno Latino e Greco nel Liceo classico “Gioacchino da Fiore” di Rende (Cosenza) e ho un forte legame con la Ciociaria.
Sto seguendo con particolare preoccupazione la campagna referendaria, sforzandomi di mantenere un atteggiamento equilibrato, cercando (come è mia deformazione professionale) di informarmi correttamente sulle ragioni concrete del sì e del no, e resistendo con la razionalità al moto istintivo di antipatia e sfiducia verso questo Esecutivo, consapevole che la scelta del voto dovrà riguardare essenzialmente il merito della riforma costituzionale.
Il giudizio autorevole di esperti studiosi (come il giudice Imposimato, il giurista Prof. di Diritto Pubblico Michele Ainis, il grecista e politologo Luciano Canfora) ha contribuito a rafforzare la mia scelta di votare NO, certamente per ragioni squisitamente tecniche, sulle quali essi si sono espressi in modo chiaro e inequivocabile; ma mi preoccupa oltremodo l’ interesse morboso, e sospetto, da parte delle grandi istituzioni internazionali che si occupano di economia e finanza, intorno all’esito di questo referendum, per cui, in caso di vittoria del no, si sprecano le profezie apocalittiche sul destino dell’Italia (Quale Italia? Quella del popolo o della finanza?), su una sua eventuale uscita dall’Euro o su qualche altro misterioso disastro.
Tale interesse esagerato avvalora la mia antica, personale, convinzione che vi sia un disegno, non tanto occulto, da parte delle grandi forze politiche ed economiche mondiali, per indebolire le forme di sovranità popolare. Le recenti iniziative del governo italiano come il “Jobs act”, ma soprattutto il mancato rilancio della sanità pubblica e della scuola pubblica (precipitata nel caos dalla riforma Giannini) mi appaiono come il segno di un disinteresse per i bisogni reali del popolo, o forse, peggio, della volontà di farlo ripiombare in una condizione di inerzia e sofferenza che ne riduca la volontà di rivendicazione sociale. Un popolo malato, ignorante, sfiduciato (e affamato) è meno incline alla protesta e alla rivendicazione dei diritti, ancora di più se la Costituzione ne riduce (come nel caso di questa sciagurata riforma) gli spazi di intervento attivo.
Penso con amarezza che aver spaccato in modo così traumatico la coscienza civile dell’Italia e persino del PD (o di quel che ne resta) è in contrasto stridente con lo spirito di condivisione e collaborazione da cui nacque il progetto altissimo e nobile della Costituzione, che doveva scongiurare il pericolo di future dittature o guerre.
Mi pare purtroppo che la guerra civile sia dietro l’angolo, come dimostrano le manifestazioni di folla arrabbiata, sempre più scomposte e violente nell’accogliere in ogni città a suon di urla fischi e proteste i rappresentanti del Governo: un clima di odio alimentato dall’insoddisfazione generale ma anche dai pittoreschi quanto inopportuni epiteti coniati del nostro premier, che apostrofa come “gufi”, “rosiconi” “accozzaglia” tutti quelli che mostrano un pensiero divergente dal suo.
Questo non può essere di buon auspicio per la democrazia.
Il mio invito è quello di votare NO, mantenendo, tuttavia, toni civili e rispettosi di questa democrazia, così faticosamente costruita dai nostri padri, e oggi messa a dura prova dall’arroganza e dalla prevaricazione intellettuale e politica.

Ho un forte legame con la Ciociaria e in particolare con Giuliano di Roma. Sono infatti la figlia di Arcangelo Pietrantoni e la nipote di Eligio e don Alvaro.

Di Maria Gabriella Pietrantoni

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

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