Vittorio Ricci 350

Vittorio Ricci 350

UN “NO” AL GIORNO TOGLIE LA DEFORMA DI TORNO

VOTO NO PERCHE’ SI VUOLE LIMITARE IL “RISCHIO” CHE IL VOTO POPOLARE POSSA NON AVALLARE DECISIONI PRESE IN SEDE OLIGARCHICA

VITTORIO RICCI, DOCENTE DI MATEMATICA NELL’ISTITUTO D’ISTRUZIONE SUPERIORE DELLA CITTÀ DI CECCANO.

Laureato in Statistica si è poi interessato alla Didattica della Matematica. Ha scritto numerosi libri di Storia toccando i temi più disparati.

Il referendum.
Sono fermamente convinto che ci troviamo di fronte alla truffa del secolo e sono fortemente deciso a votare NO e rigettare questo tentativo di sovvertire il nostro ordinamento democratico stravolgendo la Carta Costituzionale, che è diventata per i promotori di questa scellerata riforma terreno di duro scontro politico, senza esclusione di colpi, e di bieco baratto elettorale.
La materia è altamente delicata. Ben 47 articoli vengono profondamente modificati, non da un’assemblea costituente, non da un parlamento eletto con il mandato ben preciso di riformare la suprema legge dello Stato; ma da deputati che occupano lo scanno di onorevoli grazie ad un premio di maggioranza frutto di una legge elettorale riconosciuta come incostituzionale dall’Alta Corte.
E la riforma che viene sottoposta al voto referendario prende le mosse dal pattodel Nazzareno, tra un presidente del consiglio non eletto – e che nessuno avrebbe mai votato se si fosse presentato con il programma portato poi avanti – ed un ex presidente che era stato appena interdetto dall’attività politica e fatto decadere dal Senato.
Una riforma che dovrebbe essere di iniziativa parlamentare invece è stata imposta dal governo, a colpi di fiducia e ghigliottine approfittando del mercato delle vacche grasse dei deputati sempre disposti a vendersi al miglior offerente.
Si vuole Limitare così il rischio che la decisione popolare possa non avallare decisioni prese in sede oligarchica: insomma una certa economia non può tollerare troppa democrazia.
Ecco spiegate tutta una serie di iniziative che riducono il peso dei sindacati ed i diritti dei lavoratori, passando per l’attacco alla scuola pubblica, senza ottenere in cambio nessun vantaggio né in termini occupazionali, nè di potere d’acquisto, né di qualità della vita.
Il discorso si fa lungo; in sintesi il rischio per la nostra democrazia è serio. Rigettiamo con forza la legge di riforma truffa e votiamo NO.

 
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Di Vittorio Ricci

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