di Fausta L’Insognata Dumano – Io che gioco con le parole, che sono una giocoliera, ci sono delle volte che divento dislessica, non trovo le parole, perché mi sembra che diventino dei codici impietosi che non rendono giustizia al senso delle cose che si vorrebbe dire.
Il liceo artistico di Frosinone, il Bragaglia ha perso una delle prof più amate dagli studenti, Maria Borgetti. Una donna che della sua vita ne aveva fatto un capolavoro artistico, trasmettendo ai suoi allievi la passione per l’arte, era una di quelle prof che si sporcava le mani, anche la maglia, non stava mai con le mani in mano.
Dal primo momento che l’ho incrociata ho capito che mi avrebbe colorato la giornata, ho diviso con lei tante idee e tanti progetti. Mi ha insegnato tante cose, ma soprattutto l’ importanza dell’identità, nel caso del liceo l’importanza dell’identità artistica, in un’epoca in cui si tende ad omogenizzare i saperi, a plasmare, unificare, livellare, lei rivendicava con orgoglio la sua appartenenza artistica.. Solare, ma determinata, non girava mai attorno alle parole, franca, schietta e diretta. Ha sopportato la sua malattia con grande stoicismo, con coraggio e dignità, fino alla fine nelle sue email ha scritto “torno presto, appena la voce smette di “sbramarmi” già quel filo di voce che le era rimasto, quel filo di voce che “bisognava
risparmiare”, farne economia, per questo, per comunicare eravamo tornati alla parola scritta, un tempo avremmo affidato le parole al postino, oggi alla velocità virtuale.
Mi piace ricordare che alle feste dei “maturati” era lei che portava le rose alle studentesse e agli studenti, come se fosse lei a dire “grazie”. La grandezza di certi prof la riconosci da piccoli grandi gesti, che ai più sfuggono. Lo striscione realizzato dagli studenti racconta con semplicità il valore umano e il profondo rapporto che legava gli studenti alla prof.
Una vita spesa per la scuola, non sempre generosa con lei, tanti anni di precariato, poi il ruolo per una manciata di giorni, di nuovo precaria, finalmente da qualche anno di ruolo, in una società più equa sarebbe stata in pensione.
I funerali si terranno il 1 novembre alle ore 15, 30 alla chiesa di San Pietro, santuario di San Cataldo a Supino
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iO CHE gioco con le parole , che sono una giocoliera , ci sono delle volte che divento dislessica , non trovo le parole, perché mi sembra che diventino dei codici impietosi che non rendono giustizia al senso delle cose che si vorrebbe dire . Il liceo artistico di Frosinone , il Bragaglia ha perso una delle prof più amate dagli studenti .una donna che della sua vita ne aveva fatto un capolavoro artistico , trasmettendo ai suoi allievi la passione per l’ arte, era una di quelle prof ”che si sporcava le mani , anche la maglia , non stava mai con le mani in mano . Dal primo momento che l’ ho incrociata ho capito che mi avrebbe colorato la giornata , ho diviso con lei tante idee e tanti progetti . Mi ha insegnato tante cose, ma soprattutto l’ importanza dell’ identità , nel caso del liceo l’ importanza dell’ identità artistica , in un’ epoca in cui si tende ad omogenizzare i saperi ,a plasmare , unificare , livellare ,lei rivendicava con orgoglio la sua appartenenza artistica .. Solare , ma determinata ,non girava mai attorno alle parole , franca, schietta e diretta .Ha sopportato la sua malattia con grande stoicismo,con coraggio e dignità , fino alla fine nelle sue email ha scritto ” torno presto,appena la voce smette di ”sbramarmi”già quel filo di voce che le era rimasto , quel filo di voce che ”bisognava risparmiare”farne economia , per questo per comunicare eravamo tornati alla parola scritta , un tempo avremmo affidato le parole al postino,oggi alla velocità virtuale . Mi piace ricordare che alle feste dei ”maturati” era lei che portava le rose alle studentesse e agli studenti, come se fosse lei a dire ” grazie ”La grandezza di certi prof la riconosci da piccoli grandi gesti, che ai più sfuggono . Lo striscione realizzato dagli studenti racconta con semplicità il valore umano e il profondo rapporto che legava gli studenti alla prof . Una vita spesa per la scuola, non sempre generosa con lei , tanti anni di precariato , poi il ruolo per una manciata di giorni, di nuovo precaria , finalmente da qualche anno di ruolo , in una società più equa sarebbe stata in pensione .I funerali si terranno il 1 novembre alle ore 15, 30 alla chiesa di san pietro, santuario di san cataldo a Supino