FIUME FIBRENO 350 260

FIUME FIBRENO 350 260di Giuliano Fabi – Turismo e provincia di Frosinone: una idea vincente in campo. La digitalizzazione provocherà di qui a dieci anni una enorme diminuzione degli spostamenti per motivi di lavoro, ma un aumento degli spostamenti per motivi di piacere, cultura e turismo. Può la nostra provincia intercettare in qualche modo quel flusso turistico che ci vede per il momento agli ultimi posti nel Lazi? L’attenzione sarà rivolta a quei luoghi facilmente raggiungibili che offrono curiosità, cultura natura, accoglienza per famiglie, possibilità di attività fisica e buon cibo. Si apriranno spazi interessanti per il turismo di fine settimana delle famiglie per il turismo passaggio sulla A1, con un forte ritorno in termini di occupazione, trattandosi di un turismo non legato a doppio filo con la stagionalità. Un discorso a parte va fatto per i circuiti eno-gastronomic,i per il trismo sanitario e della terza età, e l’area inesplorato dei figli dei nostri ex emigranti. Si troverà avvantaggiato chi ha qualcosa da offrire e sarà organizzato per offrire.
Al di là dei punti di forza e di debolezza, qui mi preme fare una analisi su ciò che genera in un territorio un flusso turistico importante e se questa nostra provincia può offrire qualcosa in tal senso.
Noi sappiamo che ciò che genera un flusso turistico in un territorio è il fatto che ci sia un luogo unico da scoprire e da godere, che abbia caratteristiche di unicità al mondo, che emozioni, che identifichi e fissi nella mente quel territorio, che sia facilmente fruibile e raggiungibile, che spinga una volta tornati a casa, a ricordare, a raccontare, a trasmettere e a creare quel passa parola che è la migliore forma di pubblicità e che faccia venire il desiderio di tornarci i compagnia perché si è visto qualcosa di una bellezza unica. Per fare degli esempi I trulli di Alberobello, i Sassi di Matera, Civita Bagnoreggio, le Terre di Siena, Le Cinque Terre, il parco Fluviale del Brenta ecc.

Domanda : Esiste in provincia di Frosinone un luogo con tali caratteristiche?

I nostri punti di forza sono: il circuito delle mura megalitiche, il circuito delle abbazie benedettine, il circuito dei castelli medievali, il circuito del brigantaggio e della seconda guerra mondiale, ora si va aggiungendo il circuito della paleontologia , ma si tratta di cose un po’ settoriali, quasi da specialisti, da elìtes e che difficilmente muovono le famiglie o flussi importanti. Ebbene questo luogo nella nostra provincia esiste ed è “la terra dei cinque miracoli”.
Dove si trova? Semplice, in quel tratto di 14 km che va dalla Riserva Naturale del Lago di Posta Fibreno segue il fiume Fibreno fino alle cascate di Isola del Liri:

villa lefevre 350 260Primo miracolo: Il padreterno ha messo uno strato di argilla impermeabile sotto il comune di Posta Fibreno, consentendo a 50 sorgenti di riversare da noi tutta l’acqua del Parco Nazionale d’ Abruzzo e creare quella meravigliosa perla del Lago di Posta Fibreno
Secondo miracolo: il lago dà origine al fiume Fibreno che a Carnello forma un’isola artificiale intorno all’abitato e alla Torre Follona di ciceroniana memoria, formando cascatelle e riversando li un’acqua pulitissima alla temperatura costante di 12 gradi che,non consentendo lo sviluppo di muffe e batteri, è adatta alla lavorazione della carta, della lana e qui sorsero le più antiche cartiere
Terzo miracolo: A San Domenico ii fiume Fibreno si getta nel Liri. Il Liri avendo carattere torrentizio va in piena l’inverno con le piogge, il Fibreno avendo carattere è cascata e fiori rosasorgivo ha il suo massimo di portata in estate con lo scioglimento delle nevi e questa simbiosi rendendo costante la portata e la bellezza delle cascate di Isola Liri ne ha consentito lo sviluppo industriale. Se non è un miracolo questo!!!!!!
Quarto miracolo: le tre cascate di Isola Liri. Un miracolo che si commenta da solo. Se ne conosce solo una, ma sono tre,. Tutte di una bellezza unica anche se quella del Valcatoio ha subito la mano pesante dell’uomo.
Quinto miracolo: L’acqua, cadendo da tre cascate sulla città, forma due rami che abbracciano Isola Liri. viste dall’alto, accanto al castello, sono uno spettacolo unico al mondo, con tutta l’archeologia industriale delle cartiere, dei lanifici, dei feltrifici e concerie, case degli operai e ville dei vecchi industriali.

Qui c’è una storia millenaria

Ora chiudete gli occhi e immaginate di avere sul Fibreno un parco fluviale pedonabile e ciclabile e navigabile di poter raggiungere in barca, con approdo a San Domenico, (Fiera di Sora uscita superstrada per Roma); sia le cascate di Isola Liri che il Lago di Posta Fibreno, il tutto in circa 14 km. E poi da qui poter pubblicizzare ciò che la nostra provincia offre in termini di cucina storia natura e arte e le cose che elencavo prima. E mi fermo qui. Inutile pensare ad altro. Il turismo in provincia di Frosinone potrà decollare solo concentrando le energie e valorizzando questa: “La terra dei cinque miracoli”, nella sua complessa unicità, un luogo unico al mondo, una terra che identifica il nostro territorio e la sua storia millenaria e la nostra memoria collettiva, una terra che se mostrata e raccontata emoziona e fa venire il desiderio di tornarci.
Questo è un lembo d’Italia dove natura e storia sono incastonate quasi a dipingere un quadro di bellezza unica, dove forte si percepisce il respiro della Storia. La pressioneIsolaLiri SOCIETA OPERAIA 217 degli anni in cui, in nome del benessere economico, ritenevamo fosse tutto lecito qui non è riuscita a scalfire, ci ha lasciato tutto intatto e dobbiamo mostrarlo al mondo.
Qui c’è la storia millenaria dei pelasgi, che costruirono le mura ciclopiche, c’è la casa natale di Cicerone dove ambientò il suo testo De Legibus dove parla di rapporto tra leggi e giustizia sociale, qui ha soggiornato San Francesco con la visione dell’angelo che lo portò alla rinuncia del ministero sacerdotale e rimase umile frate a vita (messaggio forte alla politica). Qui c’è la Storia di Gregorio XIII, quello del calendario gregoriano che usiamo ancor oggi, del figlio Iacopo Boncompagni che valorizzò il castello della Cascata con affreschi di scuola del Cavalier D’Arpino, maestro di Caravaggio. Qui c’è la storia della prima e della seconda industrializzazione, di Napoleone, dell’illuminismo e delle nuove idee della rivoluzione francese, degli industriali francesi, della invenzione della macchina continua di Lefebvre, delle lotte operaie delle cartiere meridionali, delle società operaie di mutuo soccorso tra le più antiche d’Italia e di una delle prime università popolari d’Italia.
Aver chiuso gli occhi per anni di fronte a tanto ben di Dio e alle potenzialità di questo territorio è cosa grave. Se questa, la terra dei cinque miracoli avesse avuto la fortuna di trovarsi più a Nord staremo parlando di “PATRIMONIO DELL’UNESCO”. Non ci resta quindi che metterci in lista d’attesa per il “sesto miracolo”. Da chi? semplice…. dalla politica, perché il Padreterno sa di averci dato molto e sicuramente non ci metterà più mano.

Di Giuliano Fabi

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

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