LuciaValente 350 260

LuciaValente 350 260di Ignazio Mazzoli – A Mazzo’ so’ inc…to nero, me sa che divento razzista, qua se trovano soldi pe’ tutti meno che pe’ chi è senza lavoro. Girando fra i capannelli dei disoccupati arrivati alla spicciolata davanti alla sede della Regione Lazio a Frosinone si può cogliere ed anche ascoltare tutto il malcontento rabbioso verso la sordità e l’inerzia della Giunta Zingaretti. Basta spostarsi di qualche metro per cogliere altre considerazioni amareggiate e ormai quasi senza speranza: «che senso ha proporre 25.000 euro di micro credito ad un disoccupato cinquantenne che vive, con tutta la sua famiglia, grazie ai prestiti del suocero e glieli dovrà pure restituire? Prende i soldi pubblici ad un ottimo tasso, l’1%, ma anche con il massimo della somma che attività si può avviare? Perché non si possono mettere insieme i destinatari del micro credito tanto da fare una somma più congrua? Ma lo sapete quanto ci vuole per avviare un piccolo bar? 80.000 euro.» Questo è un piccolo campionario delle conversazioni in corso mentre si attende di sapere se questo tavolo di oggi sarà diverso dalla delusione del 27 maggio scorso.
Come abbia fatto a dire, l’ineffabile dottor Paolo Orneli, che il clima è cambiato rispetto al 27 maggio non si capisce, qualcuno sa spiegarselo?
L’unica vera novità è rappresentata dall’incontro dell’Assessora al Lavoro, Valente, con una folta delegazione dei lavoratori presenti. Nessuna delegazione ristretta, ma nemmeno la riunione promessa per bocca di Orneli. L’Assessora teme che si faccia troppo tardi (?). In compenso chi voleva sentire poteva sentire e Lucia Valente non è sparita come il 27 maggio scorso ed è rimasta lì, a rispondere alle domande. In prevalenza c’erano rappresentanze dell’ex-Vdc e dell’Ilva, attente e pronte nei commenti, con grande compostezza e però anche con molto senso critico.
Questa volta era assente l’Assessore Buschini, forse perché non ci sono elezioni vicino e, neppure abbiamo potuto raccogliere commenti dei sindacati presenti, Cgil, Cisl, Uil e Ugl.Cartelli
Non sappiamo come si sia svolta la riunione, è stato riferito dall’Assessora che il 20 settembre è partito il bando per il bonus degli 8.000 euro alle imprese che assumono e che avrebbe già avuto 200 adesioni. Subito i disoccupati per bocca di Tiziano Ziroli hanno chiesto che venisse resa pubblica la mappatura delle aziende che vorranno assumere. La gola profonda che circolava nell’androne dove si è svolto l’incontro, raccontava di dubbi da parte delle associazioni imprenditoriali che “spronati” dalla Valente non si sarebbero espressi. Cosa che riportava a galla con forza tutti i dubbi dei disoccupati su questa misura del bonus assunzionale, come Nico Evangelista ha fatto notare subito.
Gino Rossi ha buttato nella discussione il tema del riconoscimento dell’Area di crisi complessa per sapere di alcune cifre che sono circolate sulla stampa (500 euro per 12 mesi a chi? Proroga della cassa integrazione in deroga, per chi? Visto che qui in provincia non c’è e invece c’è la fine della mobilità).
Come morsa dalla tarantola l’Assessora Valente ha replicato stizzita che lei non commenta le inesattezze dei giornali precisando che il decreto deve ancora avere il placet della Corte dei Conti e poi se ne parlerà. A marzo Zingaretti se la prese con i Sindaci e con gli imprenditori che non facevano il loro dovere e oggi è l’ora dei giornali. Forse perché al di là delle ispirazioni editoriali non potevano evitare le critiche che hanno rivolto alla Giunta regionale? Può essere?

Capannello con NicoNonostante il tentativo di non parlarne, il decreto di riconoscimento dell’Area di crisi complessa ha ricevuto l’attenzione che merita. Molti dicono di non sapere che significa questo riconoscimento: esso viene assegnato dal Governo a quelle aree territoriali in gravissima crisi economica e occupazionale e a loro vengono riconosciuti provvedimenti finanziari particolari per fronteggiare il disagio e cercare di riavviare la produttività dell’area.
È una opportunità da sapere utilizzare, ma anche da attuare con il massimo impegno delle Istituzioni (non come hanno operato con l’Accordo di programma).
C’è qualcuno che non gradisce questo tipo di provvedimenti perché sarebbero assistenzialistici. Non si tratta qui di esaurire l’argomento, lo faremo in seguito. Per ora solo alcune rapide considerazioni: 1) Se si chiede di battersi per una politica industriale che manca è una esigenza giusta, ma non si deve dimenticare che è una richiesta inascoltata per lo strano orientamento “culturale” (?) che riconosce all’imprenditore l’assoluta libertà di scegliersi dove investire (è un criterio che seguono anche al BIC Lazio di Ferentino dove interpellati sul tipo di assistenza che si riceverebbe per utilizzare il micro credito hanno riposto che le tipologie di investimento ognuno se le deve scegliere da solo. Loro al BIC che fanno, assistono a riempire i moduli?); 2) Qualcuno mi sa spiegare perché stanziare somme per aiutare i senza lavoro a trovare occupazione è assistenzialismo e invece elargire generosamente somme agli imprenditori è investimento e non è assistenza?Capannello con Rosa
Il riconoscimento del Frusinate quale Area di crisi complessa è una opportunità per l’intera provincia, disoccupati, commercianti, professionisti e tutti i cittadini. Altro da dire è che non si deve aspettare che tutto cammini da solo. Abbiamo visto che così non funziona. Comuni, cittadini, lavoratori, studenti, imprenditori devono assumere sulle proprie spalle l’attuazione delle disposizioni che verranno adottate e l’uso delle somme che saranno disponibili per ben 10 aree di crisi complessa in tutta Italia.
La prima richiesta è: TRASPARENZA, perché nessuno faccia il furbo, né singolo, né partito, né sindacato o associazione.

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