di Emanuela Piroli* – Mi ritrovo, curiosamente e con sorpresa a scrivere di una Festa dell’Unità, quella di Giuliano di Roma (19 – 21 agosto), simile sicuramente a molte altre, con l’intento di trasmettere le sensazioni belle che ho provato, riscoprendo il gusto di vivere in una comunità con valori condivisi. Perché è giusto, ogni tanto, ricordare quanto c’è di buono nel nostro partito, è giusto riconoscere l’impegno costante dei dirigenti ed attivisti di molti circoli locali. Sarà perché a Ceccano le Feste dell’Unità sono ormai un ricordo lontano, sarà perché rimandano ad un passato “glorioso”, sarà perché ho la tendenza ad emozionarmi quando ho l’occasione di parlare di politica con la gente, personalmente ho vissuto le due serate a cui ho partecipato (sabato e domenica), con allegria e motivazione, e, inevitabilmente sono stata indotta ad una riflessione.
Al di là degli interventi programmati, interessanti ed equilibrati, della ottima cucina, al 100 per 100 tipica, della musica che pure serve ad alleggerire l’atmosfera, ciò che ci tengo ad evidenziare e che secondo me conta più di tutto il resto, è l’incontro – confronto che si è realizzato durante la festa tra il popolo e gli addetti ai lavori. E così, di fronte ad un piatto di baccalà, si è avuta la possibilità di discutere ed interagire con rappresentati del Governo, della Regione, dei comuni, degli enti, di approfondire le ragioni del si e del no al Referendum costituzionale, con un giovane costituzionalista ed una senatrice, sorseggiando un bicchiere di vino rosso, seduti su delle panche di legno, senza formalizzarsi e senza pregiudizi, con semplicità e naturalezza.
In fondo l’azione politico – amministrativa, dovrebbe basarsi proprio sull’ascolto delle problematiche, delle esigenze e dei dubbi della società civile. Mantenere le distanze da essa allontana dalle priorità. E ci si rende conto, quindi, che la passione politica, l’interesse per la vita pubblica, sono ancora vivi nel PD, a dispetto di chi continua a propagandare il contrario. E’ questa l’importanza e la forza delle nostre feste, la comunicazione diretta tra tutti i livelli della società, il riscoprirsi UNITI, appunto, negli ideali e nelle intenzioni, il toccare con mano il disagio sociale e i problemi quotidiani. Non esistono strategie che tengano di fronte a tale realtà che è quella da cui ripartire, non esistono inciuci o propaganda elettorale, ma esiste e resiste il PD.
Probabilmente ho ecceduto un po’ in romanticismo in questa mia riflessione, con una certa vena nostalgica, dopotutto sono sempre quella, che per qualche amico è in preda ad un “innamoramento politico”, ma il mio romanticismo è lo stesso di quei 15 – 20 compagni e amici che domenica 21 agosto si sono attardati, incuranti dell’ora, nonostante gli impegni lavorativi del giorno dopo, continuando a discutere di politica nazionale e locale, fin oltre le due di notte, con la passione negli occhi e nelle parole, passione che solo il nostro popolo può ravvivare e che deve essere la forza motrice per riacquisire fiducia e credibilità.
Sono queste le riunioni che preferisco, spontanee ed improvvisate. E allora grazie al circolo di Giuliano di Roma e viva le Feste dell’Unità!
*Emanuela Piroli (PD Ceccano – dirigente provinciale)
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