rifiuti 350 260

rifiuti 350 260di Ivano Alteri – Dobbiamo correggere, in peggio, un dato che abbiamo fornito in un nostro precedente articolo sui rifiuti, a proposito della raccolta differenziata nel comune di Frosinone. Avevamo scritto che si aggirava intorno al 18%, come risultava dai dati Istat, quando invece è effettivamente intorno al 12%, come emerso dall’intervento del sindaco nel corso di un consiglio comunale. Ciò, oltre a provare che l’ottimismo non ci manca, rinforza la nostra idea che nella gestioni dei rifiuti, tramutati artificiosamente in immondizia, ci sia qualcosa che non quadra. Qualche logica contorta, generata da interessi truffaldini (e vagamente omicidi, bisogna aggiungere), sembra volerci mantenere nel pantano maleodorante e malefico dello status quo.

Dalla discussione pubblica che si svolge sui giornali locali, soprattutto in queste settimane di crisi acuta della gestione romana dei rifiuti, tale logica viene accuratamente occultata dietro posizioni gagliarde e toste che, anziché proporre strategie alternative come ci si attenderebbe legittimamente da amministratori e politici, si limitano a mostrare i muscoletti sgonfi di chi, politicamente parlando, avrebbe soltanto gli occhi per piangere. “No ai rifiuti romani” è il loro grido di battaglia, lanciato gonfiando il petto. Ma dopo questo grido ardimentoso, profluvi di cifre e foto con mascella volitiva sui giornali, non c’è, ahinoi, nessuna battaglia; e i ciociari continuano ad affogare nell’immondizia, propria e altrui.

Anzi. Si continua a confondere (intenzionalmente?) lo smaltimento (oneroso) col recupero (remunerativo), la produzione di energia sporca con la trasformazione dei rifiuti in materia prima seconda, l’immondizia indifferenziata coi rifiuti differenziati. Come se nulla sia accaduto in giro per l’Europa, per esempio in Germania, dove un uso accorto delle migliori tecnologie e delle migliori pratiche di raccolta costituiscono un business importante, e pulito, per quelle comunità; cui anche noi, con amara ironia, contribuiamo alacremente mandandogli a caro prezzo rifiuti di cui noi, invece, non sappiamo cosa fare.

Peggio; si continua a rinnovare appalti facendo copia-incolla con bandi precedenti, come se negli anni nulla sia accaduto in Ciociaria, in termini di inquinamento e malattie, di deturpamento del territorio, contaminazione del suolo e delle falde acquifere… Così è avvenuto proprio a Frosinone, città capoluogo, dove nel 2015 è stato rinnovato un appalto, fotocopia del precedente che aveva causato anche l’arresto del vicesindaco, alla stessa società uscente che già aveva mancato tutti gli obiettivi (tutti!) di differenziata fissati dal bando e dalla legge.

Inoltre, tra le norme imposte al gestore erano già presenti delle sanzioni a suo carico, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata. Per ogni anno era fissato l’obiettivo percentuale; e per ogni punto percentuale in meno rispetto ad esso era prevista una sanzione dai 20 ai 30 mila euro. Considerato che lo scostamento in difetto negli anni scorsi è stato di decine di punti percentuali l’anno, le sanzioni che il gestore avrebbe dovuto pagare al Comune di Frosinone ammonterebbero a milioni di euro. Sono state comminate queste sanzioni? Se sì, sono state anche scorporate dal calcolo della relativa tassa imposta ai cittadini? Se invece non sono state comminate, perché?

Come si può vedere, siamo di fronte ad una gestione del tutto raffazzonata, senza un minimo di studio, senza alcun controllo sui risultati. Una sciatteria politica che impedisce di far valere anche quanto di buono pure è scritto negli stessi contratti redatti dalla pubblica amministrazione; e che consente al gestore di fare il bello e il cattivo tempo con i soldi dei cittadini, con la loro salute e con le loro condizioni di vita generali.

Tutte questioni che andrebbero chiarite al più presto dagli amministratori cittadini (anche da quelli d’opposizione, se possibile), e da tutti gli altri. Anche per fugare il sospetto che dietro le dichiarazioni gagliarde e toste non vi sia invece la recondita volontà di proteggere interessi indicibili e di mantenere l’inaccettabile status quo.

Frosinone 6 agosto 2016

 
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Di Ivano Alteri

Ivano Alteri: Libero professionista di Frosinone, esperto in problemi del lavoro, ha collaborato prima con edicolaciociara.it sul cui sito ha pubblicato interventi relativi al mondo del lavoro e alla politica più in generale. Ha collaborato alla ricerca sugli infortuni sul lavoro svolta dall'associazione Argo per conto della Provincia di Roma, poi pubblicata dalla stessa. Dalla nascita di unoetre.it è membro della sua Redazione

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