Sora Ospedale 350 260

Sora Ospedale 350 260di Nadeia De Gasperis – C’è un macchinario che è costato 3 miliardi, destinato alla chemio, ma mancano gli elettrocardiografi, mi riferisce una volantaria del Tribunale per i diritti del malato di Sora. Sì, tre miliardi, lo dice in lire, perchè lo strumento è vecchio e mai utilizzato ma vecchia è sopratutto la pratica di sperperare denaro con il favore di case farmaceutiche et similia. Di 115 miliardi della spesa sanitaria, 30 miliardi vanno in ruberie.. L’interesse non è più quello della salute ma il fatturato, e con la privatizzazione e i rimborsi a prestazione si incita anche il personale medico a delinquere.
Se non fosse stato per il TDM (Tribunale per i Diritti del Malato – ndr) a Sora, non si sarebbe mai tenuta una gara di appalto per la mensa ospedaliera, un pasto con vassoi personalizzati, una puntuale corrispondenza con il PIT (Progetto integrato di tutela) che si avvale di consulenza legale gratuita, come gratuita è la collaborazione dei volontari.
L’articolo 118 della costituzione prevede una norma fondamentale in tema di sussidiarietà: Stato, Regioni, città metropolitane, province e comuni favoriscono l’autonomia iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà. Una sussidiarietà orizzontale, che promuova l’interesse generale attraverso il coinvolgimento dei cittadini, singoli o in associazine tra loro.
Dal governo sono state presentate le linee guida per la riforma del terzo settore, con una interpretazione molto strumentale dell’articolo 118. Insiste su modelli di assistenza privato-sociale, una tendenza degli ultimi anni che non può che condurre alla degradazione del pubblico. Eppure basterebbe rispettare la costituzione, le azioni più significative messe in campo dai cittadini riguardano non tanto e non solo l’erogazione di servizi di assistenza, ma la tutela dei diritti, il sostegno ai soggetti deboli.

Cittadinanza attiva, il suo valore

La cittadinanza attiva, nelle sue varie forme, è un soggetto politico, protagonista con le proprie peculiarità della ricerca dell’interesse generale e capace pertanto di indirizzo sulle politiche pubbliche.
Ma questa è una idea di Stato che controlla e si ritrae, che punisce le regioni virtuose, che non controllando il gioco lancia in aria il tavolo.
«Siccome è illecito togliere agli individui ciò che essi possono compiere con le forze e l’industria propria per affidarlo alla comunità, così è ingiusto rimettere a una maggiore e più alta società quello che dalle minori e inferiori comunità si può fare». (definizione del “principio di sussidiarietà” quella indicata nel 1931 da Pio XI nell’enciclica Quadragesimo Anno)
L’intento di Renzi è quello di rottamare la sussidiarietà.
Se lo Stato emanasse una norma generale in ambito sanitario che non contempli la libertà di scelta, le regioni virtuose in tema sanitario sarebbero costrette a smantellare il pilastro sul quale si regge il proprio sistema e grazie al quale si sono raggiunti riconosciuti livelli di eccellenza. Oppure, Regioni ed enti locali non avranno più voce in capitolo neppure nell’attribuzione delle risorse e nell’organizzazione sul territorio dei livelli intermedi di governo.
la riforma del Titolo V della Costituzione prevede la modifica dell’articolo 117, che disciplina la divisione di competenze tra Stato e Regioni, definendo i rispettivi ambiti di potestà legislativa.

“legislazione concorrente” e “clausola di supremaziaPRC NO

Gli elementi di interesse per la sanità sono almeno due. La “legislazione concorrente”: la riforma prevede che spetti allo Stato non solo la «determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale», ma anche le «disposizioni generali e comuni per la tutela della salute, per le politiche sociali e per la sicurezza alimentare». Spetta alle Regioni la potestà legislativa in materia di programmazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali.
Prevede poi la “clausola di supremazia” intervenendo, in favore dell’interesse nazionale, su qualsiasi materia. Ma su questa strada era orientata già la Legge di stabilità del 2016, che definiva stringenti criteri sia economico-finanziari, sia di qualità clinica cui le singole Aziende sanitarie regionali sono chiamate a conformarsi. Oppure con il “decreto appropriatezza” dove si cercava di controllare dall’alto l’attività dei medici.
La riforma in fondo non fa che costituzionalizzare ciò che costituzionale non pare.
Garantire che i LEA livelli di assitenza essenziali siano uniformi e omogenei su tutto il territorio nazionale non vuol dire avocare ogni prerogativa delle regioni, colpire le virtuose, tanto più che non c’è mai stato un vero monitoraggio.
Il monitoraggio da parte del ministero della salute e le applicazioni delle norme è solo formale con delibere copia-incolla. È necesssario portare le regioni, verso quelle più virtuose.
Il sistema nazionale di monitoraggio LEA, non contemla ad esempio il tasso di rinuncia alle cure, l’accesso alle terapie innovative, i tempi effettivi di attesa.
Il nuovo titolo V è disseminato di insidie e parole ambigue che rischiano che le formule dell’unità giuridica o economica e le altre che giustificano l’intervento sostitutivo del Governo vengano interpretate in modo talmente lato da neutralizzare l’ampliamento delle prerogative regionali.
Si farà operare il principio di sussidiarietà verso l’alto anzicheè verso il basso, come la costituzione declama.
Il regionalismo è un grido di vita contro la paralisi ed è il grido degli italiani delle campagne e delle città contro il parassitismo della capitale o delle capitali che dominano, attraverso lo Stato e la burocrazia, tutta la vita del nostro paese». (Don Sturzo, 1919)

 
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Di Nadeia De Gasperis

Nadeia De Gasperis, nata a Sora (Fr) il 10 agosto del 1977. Dopo aver frequentato il liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Sora, nel 1996, si iscrive alla facoltà di Scienze Ambientali presso l'Università degli studi dell'Aquila, dove lavora come borsista, presso la biblioteca della Facoltà di Scienze. Dopo gli studi, collabora come docente nel campo della formazione destinata ai professionisti. Dal 2009 inizia la collaborazione con la rivista di fotografia documentaristica Rearviewmirror, un magazine di reportage documentaristico edito da Postcart, dove collabora alla cura dei testi e dell'archivio. Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE Rearviewmirror

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