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Pci 20lug16b 350 260di Ignazio Mazzoli – “Prima di ogni altra cosa siamo alternativi al Pd”, è passato da poco mezzogiorno, nella sede del Pci frusinate, quando Oreste Della Posta così avvia la conferenza stampa indetta dal suo partito per presentarsi in provincia di Frosinone dopo l’appuntamento del 24, 25, 26 giugno a Bologna che ha ricostituito il Partito Comunista Italiano. I frusinati presenti nel Comitato centrale comunista sono ben cinque, Della Posta, Federico Maurizio, Ugo Moro, Gino Rossi e Antonietta Vasetti. Quattro di loro hanno partecipato alla conferenza stampa. Giovedì 20 giugno a viale Napoli, 50 c’è stato un interesse palese dell’informazione, L’Inchiesta, La Provincia, Ciociaria Oggi, UNOeTRE.it hanno seguito questo evento.
Grande l’entusiasmo non solo dei dirigenti, ma anche dei presenti che avevano deciso di seguire l’evento. Cercavano di trasmetterlo insieme all’orgoglio di partecipare alla rinascita di un partito che vuole raccogliere integralmente l’eredità di una grande forza politica e culturale come il Pci, sciolto fra il 1989 e il 1992. Nei richiami a Gramsci, Togliatti e Berlinguer si capisce l’intendimento di riallacciare un filo interrotto di storia della politica italiana, ma anche della grande capacità di costruire iniziativa e consenso. Federico Maurizio nel rispondere ad una domanda ha precisato che il “PD tutt’al più è l’erede della DC”.
La nostalgia si ferma qui. Le proposte raccolte in un sintetico ed incisivo documento sono tutte attuali: NO alla deforma costituzionale, via i ticket sanitari, con la novità interessante di quattro punti specifici per una politica da attuare in questo territorio della provincia di Frosinone. Lotta alla disoccupazione e conquista di un reddito di sopravvivenza; sanità pubblica bloccando l’arrembante privatizzazione con la riapertura dei plessi territoriali ospedalieri; l’acqua bene comune, torni ad essere libera (libera soprattutto da Acea ndr); un reale bonifica del nostro territorio a partire dalla Valle del Sacco.
Fin qui gli intendimenti, che possono trovare un’ampia e interessata platea. Chi ha filo da tessere lo tessa e realizzi la propria tela. Noi qui abbiamo il dovere di chiederci che spazi ci sono per un progetto di questo genere.
Dall’osservatorio che abbiamo a disposizione, questo territorio, che vediamo? Insieme al crescere della rabbia per i disagi economici e sociali di molti, moltissimi nostri concittadini sullo scenario della politica si sono verificati alcuni fatti nuovi. Ad aprile, con la presenza di Paolo Ferrero si rilancia l’iniziativa di Rifondazione comunista ora guidata da un giovane e brillante segretario, Paolo Ceccano, dopo un periodo di difficoltà interne e di inattività. Fra aprile e giugno si ripropone la presenza del Pci. Con il voto delle amministrative, il M5S su questo territorio per la prima volta ha 3 eletti in alcuni comuni della provincia fra cui c’è anche una città come Sora. Coalizioni costruite con il supporto decisivo del centrodestra battono quelle con il PD a Cassino e Sora. Se allunghiamo lo sguardo giungono conferme da Roma e Torino di ciò che si muove.
Cosa hanno in comune questi avvenimenti? Un fatto molto importante: sulla scena appaiono degli outsider per rispondere alla inascoltata domanda di opposizione che viene dalla società. È arbitraria questa elencazione? Non mi sembra. Qui si indicano quelle forze che si oppongono o vogliono opporsi a politiche che generanoPci 20lug16 350 malcontento popolare. Con le parole di Mazzocchi, in una recente intervista, si capisce bene anche la presenza del centrodestra e soprattutto di Forza Italia in questa disamina, «ha saputo interpretare bene la pesante critica presente nella società alle politiche regionali di Zingaretti. Problema centrale reso evidente anche dai nuovi risultati del M5S».
È chiaro che c’è uno spazio enorme da riconquistare alla democrazia ed alla partecipazione, l’altissimo ASTENSIONISMO conferma questa valutazione. Cambiare politiche economiche e sociali per non lacerare ancora di più il Paese è quanto si aspettano nelle società quelli che soffrono.
C’è ancora una osservazione da fare, nel momento in cui appare sempre più evidente che un sistema bipolare è fallito e nel 2016 tutti si accorgono del tripolarismo, si riaprono spazi nuovi ad una diversa rappresentanza politica. Si, ci sono le condizioni per cimentarsi in una battaglia di opposizione che possa raggiungere risultati positivi.
Alternativi al PD, per l’attacco al welfare, ai redditi, all’occupazione, ai diritti del lavoro, perché attua le politiche di Berlusconi, perciò anche alternativi al centrodestra, diversi dal M5S, in sintonia con Rifondazione comunista sulla valutazione del lavoro come asse portante di una nuova società; il nuovo Pci può generare una nuova dialettica fra partiti, anche di opposizione. Saprà conquistare i giovani? Federico dice “non siamo settari”: il nuovo Pci saprà fare la strada necessaria con tutti gli oppositori del PD? Il M5S già pesca doviziosamente nella sinistra del PD e nei resti di SEL. La sua vivacità è la prima sconfitta del far politica di Renzi. Che nessuno lo imiti. Ci sarà una competitività creativa e alla ricerca del “meglio”? Se sì, si può sperare in qualcosa di buono. Torna la voglia di dare voce alle proteste sociali ed al disagio diffuso dei cittadini. Il 2016 sarà l’anno che riscopre l’opposizione politica? 
Resta tuttavia un ma… Manca il movimento di massa, o se si vuole la massa critica, manca cioè la partecipazione, manca il potere di contrattazione di chi è emarginato. Non c’è per 3 ragioni: 1) Manca il sindacato nella maniera e nella misura in cui sarebbe necessario; 2) Pesano le divisioni nella sinistra. Il marasma di sigle produce disorientamenti e disillusione; 3) Una certa passività alimentata dalla cultura della concorrenza fra persone con gli stessi problemi. Sembra che qualcuno abbia colonizzato la testa della gente e nel frattempo la situazione marcisce perché la gente sta zitta.

21 liglio 2016

 
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