italicum sostieni NO 350 260

italicum sostieni NO 350 260di Daniela Mastracci – Ben tre Legislature (XV, XVI, e l’ultima, attuale XVII Legislatura) sono la risultante di un’elezione politica fatta con la Legge Elettorale chiamata Porcellum. Inutile ricordare che il “nomignolo” le è stato attribuito dopo che il suo stesso “padre” l’allora Ministro Per le Riforme Calderoli la definì “una porcata”.
Una legge elettorale assai discussa; oggetto di tante critiche ma anche di un iter inedito e sorprendente, a cominciare dal ricorso del 2009, per giungere all’annuncio di incostituzionalità da parte della Corte Costituzionale il 4 dicembre 2013. Ma dico sorprendente non tanto però per il pronunciamento finale ad opera della Corte Costituzionale, quanto per la pigrizia e immobilismo con cui il nostro Parlamento l’ha accolto. Da tre anni conosciamo la critica aspra della Corte di Cassazione (maggio 2013). Dal dicembre 2013 la Legge Porcellum è stata dichiarata in parte incostituzionale. L’iter si conclude con la Sentenza n.1 del 14 gennaio 2014: i giudici hanno dichiarato incostituzionali le parti del Porcellum che prevedono l’assegnazione del premio di maggioranza e l’esistenza delle liste bloccate senza la possibilità di esprimere preferenze.

Le ambiguità

Ma il Parlamento ci ha messo più di anno a modificare quella legge e vararne un’altra. La lentezza è stata premiata con una buona legge? Una legge che rispettasse e rigettasse quanto di incostituzionale era stato sottolineato nel Porcellum? L’Italicum non è da meno del Porcellum: anche se all’apparenza sembra rispondere alle domande di costituzionalità evase dalla precedente legge, questa legge elettorale ripropone dilemmi forti e come già la sua precedente, non ricuce lo strappo di sovranità e rappresentanza, universale, libera ed eguale. Ma ad aggiungere problema a problema, l’Italicum non è legge elettorale valida per entrambe le Camere del nostro Parlamento: essa riguarda soltanto la Camera dei Deputati. D’altronde è stata pensata assieme all’idea germinale della riforma della Costituzione a proposito dell’eliminazione del Senato. Oggi perciò ci troviamo di fronte al paradossale scenario elettorale con una legge con cui i cittadini potrebbero votare esclusivamente la Camera dei Deputati; non abbiamo una riforma della Costituzione che abbia eliminato il Senato (dunque anch’esso dovrebbe essere votato, ma non ne abbiamo lo strumento), siamo infatti di fronte poi ad una riforma che anziché eliminare il Senato, come da “promesse”, lo riduce di numero, lo stravolge nella composizione, non ne prevede lo strumento di elezione (questione “rinviata”); da ultimo, ci troviamo di fronte ad un ottobre “caldo” con il prossimo Referendum in cui i cittadini si esprimeranno a proposito della riforma della Costituzione; e ancora ad un pronunciamento della Corte Costituzionale, sempre ad ottobre, presumibilmente il 4, a proposito della costituzionalità dello stesso Italicum. In tutto questo bailamme se dovessimo per caso andare al voto?

Difficoltà e opportunismi

Se ne guardano bene ed hanno dalla loro la “scusa” di riforme da sdoganare. Sta di fatto che avremmo grossi problemi a gestire una eventuale tornata elettorale: dobbiamo aspettare l’esito del referendum costituzionale; il pronunciamento della Corte Costituzionale sull’Italicum, e poi anche l’esito del referendum a proposito dello stesso Italicum previsto nella primavera del 2017.
Intanto gli equilibri politici stanno cambiando: chi come il Governo Renzi ha voluto l’Italicum sicuro di vincere le elezioni e di ottenere così l’ambitissimo premio di maggioranza, si trova ad avere a che fare con sondaggi che non lo danno più primo partito d’Italia. E chi, come i 5 Stelle, osteggiava l’Italicum, ma sta divenendo, almeno nei sondaggi, la forza politica maggiore, non sembra più avere voglia di cambiarlo: a dimostrazione del fatto che è una legge troppo orientata, che dà troppo alla lista che dovesse avere più voti, garantendogli un premio ragguardevole e tale da governare senza “intoppi”, avendo sempre “i numeri”.
Una legge elettorale intanto dovrebbe essere in linea con la Costituzione e garantire sovranità universale ai cittadini e piena eguaglianza nel “valore” del voto di ciascuno. E non dovrebbe essere tesa alla “governabilità” se questo obiettivo si deve raggiungere comprimendo lo spazio del voto democratico uguale e sovrano: non è pensabile che il voto di chi votasse la lista vincente varrebbe di più del voto di chi votasse una qualsiasi altra lista non vincente, cioè, dato che la lista vincente otterrebbe il larghissimo premio di maggioranza (340 seggi su 630 cioè il 54%), il voto del cittadino che l’avesse votata, avrebbe un peso di molto maggiore rispetto al voto di altro cittadino che avesse votato liste non “premiate”. Gli impliciti della legge sono ben di più, ma ciò che mi premeva oggi era sottolineare la parentela dell‘Italicum con il Porcellum almeno per quanto concerne il punto indicato in questa riflessione. Il voto libero ed eguale non viene rispettato in nessuna delle due leggi. E’ vero che l’Italicum aggiunge la soglia del 40% come precondizione per ottenere il premio di maggioranza, ma è anche vero che tale soglia scompare nel caso si andasse al ballottaggio: due liste con più voti (ma non si indica alcuna percentuale) in lizza, la vincente avrebbe il premio. L’effetto sarebbe quello di produrre una distorsione enorme fra la volontà espressa dagli elettori e il risultato in seggi, determinando un vulnus intollerabile all’eguaglianza del voto e al principio stesso della sovranità popolare. Nessun sistema elettorale è in grado di assicurare una perfetta corrispondenza fra i voti espressi e i seggi conseguiti da ciascuna forza politica che partecipa all’agone elettorale. Questo però non consente di buttare a mare il principio espresso dall’art. 48 della Costituzione secondo cui il voto è libero e uguale, diretta conseguenza del principio di eguaglianza e di partecipazione espresso dall’art. 3.

 
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Di Daniela Mastracci

Daniela Mastracci.Sono nata l'11 marzo del 1970 e insegno nel Liceo Scientifico del mio Comune, Ceccano. Sono Prof e Mamma di due figli che mi crescono intorno mentre scopro che mi piace scrivere.

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