di Ignazio Mazzoli – Chi l’avrebbe mai d
etto? Cassino e Sora cambiano maggioranza, abbandonano quella che governa la Regione, la sordità del PD genera un voto critico contro Zingaretti, la sua inerzia, la sua incapacità ad ascoltare, un voto forse anche a dispetto, ma certamente un voto che condanna chi ha chiuso occhi e orecchi non vedendo e non ascoltando il grido di dolore che veniva da questi territori. È in particolare un voto contro gli uomini e le donne di questa provincia che fanno parte integrante della maggioranza di Zingaretti e non sono stati capaci di pronunciare mezza parola per sostenere e difendere i diritti dei cittadini frusinati che dovevano rappresentare. Bravissimi Daniela Bianchi, Mauro Buschini, Marino Fardelli, avete fatto un capolavoro! La sudditanza non sa dare altri frutti. Vincono quelle formazioni che hanno mostrato attenzione al disagio sociale. Già commentando il voto del 5 giugno, quello del primo turno, avevano avvisato che si stava muovendo qualcosa nell’elettorato profondo.
In tutto il Lazio
Il voto di Roma, prima di tutto e questo frusinate, parlano chiaro contro annunci inconcludenti, malcostume, affarismo. Programmi disattesi, smentiti. Leggi annunciate e mai avviate alla discussione e approvazione. Un costante presa in giro. Delusione e rabbia danno questi frutti. È la democrazia che punisce. Non solo qui ma in tutto il Lazio.
Facciamo un esempio che ci è caro. 74 sindaci di questa Provincia firmano un documento per fronteggiare l’emergenza disoccupazione. Nessuno smentisce i dati sui numeri dei disoccupati, ma si rifiutano le misure di emergenza che in quel documento vengono richieste. Nessuno lo difende a parte i disoccupati. Tutti visionari? Cosa dice il documento? Parte dal fatto che in questa provincia ci sono oltre 130.000 disoccupati e aggiungiamo, 380.000 nel Lazio, cifre mai contestate. Che fine hanno fatto quei sindaci? Che fine ha fatto il Presidente Antonio Pompeo? Perché i sindaci hanno firmato un atto insignificante di adesione alle proposte, assolutamente inadatte alla situazione di crisi, illustrate da un funzionario della regione il dottor Paolo Orneli, dietro il quale si celano i potenti assessori regionali (Mauro Buschini, Lucia Valente e Guido Fabiani) che dovrebbero invece trovare soluzioni alle difficoltà?
Che senso, ha dire di no a tutte le proposte per fronteggiare l’emergenza? È un chiaro segno di pregiudizio. Rispetto a cosa? Pare evidente, rispetto al proponente e ai proponenti di conseguenza. Il proponente in questo caso è Vertenza Frusinate che ha avuto l’ardire di ottenere il consenso di 74 sindaci? Che ha avuto l’ardire di mettere in evidenza l’inerzia di chi avrebbe dovuto difenderli? Che ha avuto l’ardire di farglielo notare. E, costoro per un maleficio che li ha resi succubi di alcuni partiti di governo (regionale) cercano vendetta contro chi ha avuto l’ “ardire”, rifugiandosi dietro l’arroganza della Giunta e della maggioranza Zingaretti. Non si spiega altrimenti. Ma quella maggioranza e lo stesso Zingaretti sanno perfettamente che dovranno arrivare a dei provvedimenti per l’emergenza. Ci arriveranno tardi, ma ci arriveranno. Ma a quel punto non sarà un loro merito. Sarà un successo conquistato da chi ha lottato. (pochi?) Mah, staremo a vedere, per ora pare proprio di no.
Il verticismo e gli ignavi
Quei 74 sindaci sono visionari o la Giunta regionale del Lazio è irresponsabile? Il verticismo che “sgoverna” questo paese è un nemico. Ignavi sono quelli che lo subiscono. In politica e nella società ci sono degli ignavi.
Fino all’ultimo giorno prima dei ballottaggi hanno avuto un solo obiettivo: anziché risolvere i problemi che conseguono l’emergenza disoccupazione si sono impegnati a umiliare i disoccupati che si sono organizzati per difendere il diritto loro e delle proprie famiglie a vivere. Cosa che non avrebbero dovuto fare loro. Anziché con onestà intellettuale riconoscere che hanno ragione e sono stati abbandonati da tutti, partiti, sindacati, istituzioni che fanno? Lavorano soltanto a non riconoscere la legittimità della loro protesta. L’Italicum di Matteo Renzi non vorrebbe fagli scegliere i propri rappresentanti e sul territorio si mina il diritto costituzionale della libertà di associazione come dispone l’art. 18 della Costituzione.
Oggi i disoccupati si prendono una soddisfazione. Chi li vuole ignorare ha puntato tutto nel fargli intendere che sono pochi. Ma forse volevano proprio dirgli, ma chi siete? “Ora lo sapete non siamo pochi e non siamo in vendita.” Hanno provato in tutti i modi a decapitare il movimento dei disoccupati tentando di dividere il comitato promotore di Vertenza Frusinate, di comprarlo con offerte di posti nella speranza che essendo solo loro, avrebbero stroncato così ogni altro tentativo di protesta.
Le verità dei disoccupati
Ma quali delitti hanno commesso? Hanno scelto di organizzarsi perché dimenticati da coloro che avrebbero dovuto difenderli. Vengono accusati da assessori e loro sottoposti di essere dei mantenuti e dei parassiti, ma che dicono mai? Dovrebbero vergognarsi. Hanno perso il lavoro, alcuni di loro, grazie agli ammortizzatori sociali previsti da una legge giusta e sensata, hanno potuto sopravvivere e chiedono di lavorare, di poter fare qualsiasi lavoro. Alcuni si sono offerti di lavorare, finanche gratis, per dimostrare la loro volontà, magari pulendo il piazzale antistante una ex fabbrica e l’Asi non ha
nemmeno risposto. Ora altri 352 hanno perso l’assegno di mobilità e saranno seguiti nelle prossime settimane da molti nelle stesse condizioni. Abbiamo visto sui volti di alcuni di loro il panico insieme alla disperazione.
Il timore che restino soli anche senza le loro famiglie. Un dolore profondo, inestinguibile. In questi lunghi mesi di denuncia e di cronaca abbiamo conosciuto Assunta, Giovanna, Monia e tante altre che hanno incoraggiato il loro uomini a tenere duro, forse qualche altro teme di non avere questa solidarietà e non gli resta che quella dei propri compagni di lotta.
I disoccupati non si vendono, hanno dichiarato per bocca di Gino Rossi “VERTENZA FRUSINATE CONTINUERA’ LA LOTTA CONTRO LA MANCANZA DI LAVORO, CONTRO LE INGIUSTIZIE SOCIALI. IL LAVORO E UN DIRITTO NON CARITAAAAAAAAAAAA”.
E ora, subito, L’Inchiesta quotidiano e UNOeTRE.it costituiranno il comitato per il “Fondo di dignità dei lavoratori”, si darà il via alla proposta del Presidente di ConfimpreseItalia Guido D’Amico per assicurare un’assunzione in almeno 500 aziende di alcuni disoccupati (giovani e vecchi) e verrà presentata in Regione una proposta di legge per il Reddito di cittadinanza.
Il diritto a vivere nessuno lo metterà in discussione.
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