dal Circolo PD Ceccano – Con grande stupore assumiamo consapevolezza del fatto che Ceccano sia amministrata da una giunta di destra. Chi lo avrebbe mai detto? E noi, ingenui, che avevamo creduto nello slogan ” né destra né sinistra”! Certo eravamo meno convinti sul “né affari”, ma qui stendiamo un velo pietoso. Ora addirittura constatiamo che nella nostra città sono in atto manovre, alquanto grottesche, per cercare di limitare la libertà altrui e detenere “il potere assoluto”, il Sindaco, con la sua corte, mira probabilmente a diventare “podestà”. La tanto agognata vittoria, deve aver dato alla testa ad alcuni amministratori, un po’ come accade a chi vince un grosso premio alla lotteria. A poche settimane dalla pessima figura fatta con l’assessore Regionale on. Mauro Buschini, che a dire del Sindaco avrebbe dovuto chiedere il permesso prima di presentarsi a Ceccano, come se il suolo pubblico ceccanese fosse una sua proprietà, abbiamo assistito sui social a una vicenda ancor più penosa. L’attacco verbale, durissimo, gratuito, offensivo, da parte di due assessori, di cui tranquillamente riportiamo i nomi, in quanto le loro esternazioni sono pubbliche su Facebook, Stefano Gizzi e Massimo Ruspandini, verso una libera cittadina, da sempre impegnata nel sociale e in iniziative culturali, e assolutamente lontana da logiche politiche. Quale grave reato avrebbe commesso per meritare un tale attacco, da cui si è tra l’altro difesa benissimo? Semplicemente ha espresso una ironica e legittima opinione su un evento organizzato dal Comune. Alle invettive degli amministratori suddetti si è unito il coro dei soliti 4-5 sostenitori, che hanno inasprito ancor di più lo scontro. Chi ha seguito le conversazioni avrà notato il linguaggio colorito di tali personaggi, che hanno inneggiato al fascismo, a Casapound, che hanno, con gli emoticon mimato il saluto fascista. Un simile trattamento era stato riservato, meno di un anno fa, ad una giovane studentessa, minorenne, con la passione per la scrittura, rea di aver semplicemente confuso una scena di tifo ultras per un episodio di razzismo. Giù con gli insulti! Aggiungiamo a questi episodi, gli sproloqui xenofobi, omofobi, razzisti che l’assessore Stefano Gizzi ci propina quasi giornalmente sul suo profilo Facebook, traendo, spesso, ispirazione da noti siti di “bufale”, da far vergognare l’intera cittadinanza.
Ci chiediamo in proposito, quando il Sindaco prenderà le distanze da tali comportamenti. Probabilmente mai, considerando che stiamo ancora aspettando che si esprima in merito a certe scritte intimidatorie contro l’ANPI a firma casapound, apparse qualche mese fa su alcuni muri della nostra città. In più abbiamo appreso da qualche giorno, che a Ceccano non ci si potrà più sposare presso il castello dei Conti di sabato e di domenica, limitando la libertà di scelta di chi fosse interessato alla location. Motivo? Non sarebbe disponibile personale addetto ad aprire e chiudere, o meglio il comune sembrerebbe non disposto a pagare gli straordinari ai custodi. Con dispiacere dovremo farcene una ragione. Chiediamo, altresì al Sindaco Caligiore di affrettarsi a rispondere alla assurda lettera scritta da un suo “balilla” un po’ più avanti con l’età, in cui, riassumendo, si sollecita l’amministrazione a demansionare, o far fuori, tutti i dirigenti e impiegati comunali che non abbiano votato Caligiore, mantenendo, naturalmente, al proprio posto gli altri. A questo punto non ci stupirebbe se venisse imposto, alla cittadinanza tutta, di giurare fedeltà al “fascio”, per poter compiere una qualsiasi attività in territorio ceccanese. A quanto pare, anche esprimere delle opinioni critiche nei confronti della attuale amministrazione, in luoghi pubblici, sarebbe, al dire di qualcuno, sconveniente, da impedire in qualche modo. Tutto ciò appare frutto di fantasia, ma, è quanto accade a Ceccano: oltre ad essere mal amministrata, e questo dopo un anno appare ormai evidente (finanziamenti persi per incompetenza e/o disinteresse, bilancio contestato, programmazione inesistente), è finita nelle mani della destra più becera, con l’appoggio, per pura convenienza, di chi, privo di una propria linea politico-ideologica, oltre che di dignità, è abituato a salire sul carro del vincitore. Triste constatazione, ma purtroppo vera. Noi, da parte nostra, ci scusiamo con i cittadini per averlo permesso. Ci assumiamo le nostre responsabilità e promettiamo di impegnarci al massimo per recuperare fiducia e consensi, al fine di “liberare” Ceccano. Perché la nostra città merita di più.
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