ceccano palazzo antonelli 350 253

ceccano palazzo antonelli 350 253di Luigi Compagnoni Consigliere comunale di Ceccano – La notizia della valorizzazione dell’area della Fontana del Gatto di Ceccano rende senza dubbio felici. Io per primo, infatti, non vedo l’ora di poter tornare ad usufruire di questo patrimonio comune. Ai volontari che se ne occuperanno, dunque, rivolgo il mio apprezzamento e un sincero in bocca al lupo: come già a più riprese affermato, rimarrò a disposizione per qualsiasi contributo.
In parallelo, tuttavia, non si può non evidenziare che questa notizia rappresenta comunque una sostanziale ammissione di errore da parte dell’amministrazione comunale di Ceccano. Mi riferisco, in particolare, al citato artico 24 dell’ormai noto Decreto Sblocca Italia. Che questo articolo prevedesse per la gestione di spazi verdi comuni anche l’affidamento ad associazioni di volontariato, cittadini e altri organismi civici, noi lo sapevamo da tempo.

Gli sprechi

Lo sapevamo talmente bene da chiedere più volte all’amministrazione, durante tutto il primo anno di consiliatura Caligiore (vedasi al riguardo i miei interventi nelle sedute del Consiglio comunale del 10 novembre e del 12 dicembre dell’anno passato nonché le interrogazioni del 18 agosto sempre del 2015 e del 16 aprile del 2016) di servirsi di questo articolo per procedere alla salvaguardia del verde e, contemporaneamente, evitare spese di denaro pubblico. Come continua ad avvenire da mesi, nessuno diede ascolto a questi richiami. Al contrario, furono sborsate decine di migliaia di euro, come continua tutt’ora, per gli ormai celeberrimi fiori e per altre simili iniziative. Nessun aiuto da parte delle associazioni fu evidentemente ritenuto utile, eppure lo Sblocca Italia era in vigore anche allora!
Ora, all’improvviso, scopriamo che lo ‘Sblocca Italia’ è utile per la Fontana del Gatto. Rinnovando il mio apprezzamento per l’iniziativa, sottolineo comunque l’esistenza di queste anomalie che tradiscono, a mio giudizio, la solita approssimazione di una compagine amministrativa in perenne ritardo. Nell’estate del 2015 e per il primo semestre del 2016 lo Sblocca Italia non andava bene e si procedette a spendere una bella fetta di soldi pubblici per opere di manutenzione e di decoro urbano: oggi, invece, scopriamo che va bene e che serve per risparmiare e per valorizzare il patrimonio pubblico.
Vedremo quali e quanti altri spazi verdi della città saranno affidati ad organizzazioni di volontariato.
A proposito, per la manutenzione delle aiuole spartitraffico di viale dell’Industria non si è ritenuto opportuno affidarsi allo Sblocca Italia e si è intervenuti direttamente con fondi di bilancio comunale. Ma questo è un argomento su cui torneremo a tempo debito, visto che ho presentato una interrogazione a risposta scritta il 16 maggio a cui, prima o poi, qualcuno dovrà rispondere.

 
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