di Ermisio Mazzocchio – Raccolti intorno a un tavolo a raccontare storie di uomini e donne della Ciociaria coinvolti nel dramma della Seconda guerra mondiale. Sabato 11 giugno si è svolto a Giuliano di Roma un convegno di presentazione del libro curato da Lucia Fabi e Angelino Loffredi “Il dolore della memoria. Ciociaria 1943 – 1944”. Una partecipazione commossa e vissuta da parte di un pubblico attento e sensibile ai ricordi e alle testimonianze di quegli avvenimenti. I lavori aperti da un saluto del Sindaco, Adriano Lampazzi, sono stati coordinati da Marzia Felice, giornalista, che con molta sobrietà ha rivolto agli autori domande specifiche su quanto avvenne nel territorio di Giuliano. Si è così sviluppato in vivace dibattito che ha avuto al centro i momenti più terribili di quelle giornate in cui il fronte bellico si attestò tra i monti Lepini. Una rievocazione è stata compiuta dal ricercatore di storia locale Cesare Anticoli che, leggendo dei passi del libro, ha commentato in modo particolareggiato le angosce e i rischi che molti abitanti di questo paese hanno corso durante gli scontri tra l’esercito nazifascista e quello degli Alleati. Lo stesso Alessandro Felici, assessore dell’amministrazione comunale, ha sottolineato le devastazioni e le vittime che hanno colpito gli abitanti di Giuliano. Momenti di toccante emozione da parte di tutti i partecipanti sono stati raggiunti quando si è affrontato la storia delle violenze e degli stupri compiuti dai soldati marocchini in queste zone. Trenta donne, anche di sfollate provenienti da altri comuni, subirono in questo territorio il martirio dello stupro. Il numero è ripreso dalla lettera che il parroco di Giuliano invia al Vescovo per informalo di quanto è avvenuto. La proiezione di un video con filmati su queste truppe marocchine e le dichiarazione di donne che subirono violenza ha lasciato tra il pubblico un senso di profondo sconcerto e commozione. Una dimostrazione che quei dolorosi avvenimenti non sono scomparsi dalla memoria dei cittadini giulianesi. La stessa autrice del libro, Lucia Fabi, con evidente trepidazione, ha confessato una sua difficoltà per l’angoscia che l’assaliva nel trattare questa materia così pregna di umiliazione umana che ha colpito le donne. In questo clima di forte emozione vissuta dai partecipanti si è compiuto un atto simbolico di testimonianza e di riconoscimento di quei sacrifici e della deturpazione della dignità umana. Il sindaco a nome di tutti ha consegnato una composizione floreale a Rosa Capodaglio, oggi ottantaquattrenne, sopravvissuta grazie all’intervento di un soldato americano che, raccolte anche altre donne, compresa l’allora dodicenne Rosa, in un casolare, le protesse dalla violenze dei marocchini. Si è conclusa, così, una manifestazione su un libro di memoria per non dimenticare il passato e guardare al presente, di oggi, costellato dal travaglio di interi popoli travolti da guerre che non hanno nulla di diverso da quelle del ‘900. Lucia e Angelino hanno offerto a tutti un utile strumento di riflessione, fiduciosi che la pace sia universale tra tutti i popoli, colorata da questo azzurro pianeta.
lì 12 giugno 2016