stefaniacatallo 350 260UNOeTRE.it ospita per la prima volta uno scritto di Stefania Catallo, fondatrice del Centro antiviolenza “Marie Anne Erize” di Roma che si occupa di problemi e storia delle donne. Ha trattato il tema delle marocchinate nel libro“Le Marocchiante” (2015, Sensibili alle Foglie) e portando in teatro la pièce “La Marocchinata” nel 2013. Attualmente sta promuovendo il libro e l’argomento nei comuni e nelle scuole della Ciociaria. Qui Stefania Catallo aggiunge, spiegandone le motivazioni, la sua critica al calciatore del Genoa che ha volgarmente offeso le vittime ciociare dei marocchini e non solo.

di Stefania Catallo – «Le polemiche suscitate dall’esternazione del calciatore Perin, in forze alla squadra del Genoa, il quale rivolgendosi ad un tifoso frusinate diceva: “A Vallecorsa cambiò la storia, tuo nonno parla arabo…il mio fondò Littoria!”, riflettono con molta chiarezza quanto la ferita delle marocchinate sia ancora profonda e sentita nel basso Lazio, laddove 72 anni fa i goumiers nordafricani inviati a rompere la linea Gustav e ricacciare i nazisti verso il nord, copertina marocchinate 1diedero vita a scempi e violenze inauditi e inimmaginabili. Questo dolore, portato con grande dignità dalle donne ciociare, prime vittime di quelle violenze, non può e non deve essere dimenticato; e proprio per questo, dopo la pubblicazione del mio libro “Le Marocchinate” (2015, Sensibili alle Foglie), ho iniziato a girare per i comuni ciociari cercando di incontrare quante più persone possibili, soprattutto giovani e studenti, grazie soprattutto alla collaborazione fattiva sia con le amministrazioni locali e sia con l’associazione Famiglia Futura di Ceccano, che ha sempre sostenuto, promosso e condiviso questa opera di diffusione culturale. Credo che la conoscenza della Storia vada acquisita in modo obiettivo, ascoltandone i testimoni e sgombrando il campo da qualsiasi forma di revisionismo storico o di strumentalizzazione politica, che suonano come un’offesa al dolore di quanti hanno pagato sulla loro pelle le scelte scellerate di personaggi senza scrupoli. Come diceva Socrate “È sapiente solo chi sa di non sapere, non chi s’illude di sapere e ignora così perfino la sua stessa ignoranza.” Pertanto questo ragazzo, oltre alle scuse ufficiali alle vittime delle marocchinate, dovrebbe iniziare a sgombrare la mente da falsi miti, documentarsi e leggere molto sull’argomento. Se poi non ne avesse il tempo, allora che si limiti a fare il suo lavoro, e solo quello. Per rispetto delle circa ventimila marocchinate, e in virtù del loro dolore che le rende prime tra le donne della Resistenza.»

 

 

 
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