
di Antonella Necci – L’iniziativa messa in atto il 29 aprile in Piazza Cavour dall’amministrazione del comune di Anagni, dal quotidiano L’Inchiesta, dal quotidiano online unoetre.it e dal Comitato promotore di Per una Vertenza Frusinate è fallita.
A nulla vale strapparsi i capelli, che buona parte degli intervenuti non possiede più, o battersi il petto con mea culpa ritardatari, o puntare il dito accusando qualcuno per non aver voluto o potuto partecipare. A nulla vale recriminare sul fatto che la piazza fosse colpita dal sole forte e battente per gran parte del tempo.
La rivoluzione si fa a prescindere dalle condizioni meteorologiche.
Immaginate se i poveri francesi, nell’organizzare la presa della Bastiglia, si fossero posti il problema ” farà caldo? Pioverà? Ci sarà il sole battente per gran parte del tempo? Che tempo farà il 14 luglio?”
Il direttore di unoetre.it mi ha riferito che erano circa cento, qualcuno degli intervenuti ha detto ottanta, anagnia.it ha scritto sessanta. Dalle foto io vedo venti persone in tutto. E sempre le stesse.
Ora, valutando che avrò problemi nel convincere a far pubblicare l’articolo proprio da chi fa parte del fallimento, io provo lo stesso a tirare le somme di quanto, presumo, sia accaduto. Partiamo dai fatti, nudi e crudi.
1. Non si organizza un’iniziativa prossimi al ponte del Primo Maggio.
Siamo in Italia. Non penso di dover aggiungere altra retorica.
2. Effettivamente la condizione meteorologica può ostacolare. Meglio la Sala della Ragione. È la mia preferita. Lì dentro qualsiasi cosa ha un significato diverso. Degna di essere scenario dei più bei film di carattere medievale.
3. Anagni non piace al resto della provincia. Restiamo antipatici, perché abbiamo troppo spirito di iniziativa. Scusate se mi inserisco anche io tra gli anagnini, anche se non lo sono, ma vivo la stessa condizione anche nell’ambito lavorativo. I Ciociari che sono a Roma per lavorare e viverci sono distinti in due categorie: quelli della Ciociaria nord e quelli che stanno vicini a Napoli. Noi del nord siamo “Posh”, raffinati, i prossimi a Napoli sono ancora rozzamente retrogradi. Ma con malizia io mi chiedo” sarebbero intervenuti di più se tutto si fosse spostato a Cassino? “
4. I politici non li ascolta più nessuno. E questo è il dato più serio tra tutte le amenità che ho scritto. Far scendere la politica a livello della gente, porta i politici a comportarsi come la gente comune. Da qui litigi, zuffe, lancio di oggetti. Tenere la politica separata dalla gente significa parlarsi addosso e non risolvere nulla. Qualche giorno fa ho visto un vecchio filmato nel quale il Presidente della Repubblica Sandro Pertini parlava con un gruppo di ragazzini della scuola elementare in visita al Quirinale. Chiedeva loro domande e dava loro risposte dal valore elevato e nello stesso tempo semplici. Dobbiamo aspettare la prossima guerra per avere personalità così?
5. Ma l’iniziativa dedicata ai disoccupati si può fare dalle quattro del pomeriggio? Scusate se mi permetto di dire tante sciocchezze, ma se uno è disoccupato e ha famiglia a carico, pensate che davvero aspetta le vostre chiacchiere per mangiare? Ognuno si arrangia come può. I lavoretti per tirare avanti esistono e per sfamare una famiglia se ne devono fare parecchi. Ma chi può perdere un pomeriggio di lavoro appresso alle chiacchiere dei ” si vedrà, cercheremo, faremo, andremo, firmeremo?”
A pancia piena non si organizza la rivoluzione e a pancia vuota oggi non ci sta più nessuno! Troviamo un punto d’incontro. Un compromesso valido per entrambi le parti.
In ultimo. Io spero che di iniziative di questo tipo ce ne siano ancora. Il problema della disoccupazione nel Frusinate è davvero drammatico. Bisogna mantenere viva l’attenzione anche con le sconfitte. Ricordiamoci che solo dopo tante sconfitte arriva la vittoria più importante. Se non sappiamo accettare le negatività non sapremo mai apprezzare i valori positivi, e mai riusciremo a combattere per questi.
01/05/2016
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