1e3inchiesta 350 260Al Prefetto di Frosinone, agli eletti in Parlamento e in Consiglio regionale, al Presidente ed ai Consiglieri della Provincia di Frosinone, ai Sindaci della provincia di Frosinone.
I direttori de L’inchiesta-Quotidiano, Stefano Di Scanno, e del giornale on line unoetre.it, Ignazio Mazzoli, quale atto conclusivo della iniziativa “Per una Primavera del Lavoro”, svoltasi ad Anagni in Piazza Cavour nella serata di venerdì 29 aprile 2016, con la partecipazione dei senza lavoro del Comitato Vertenza Frusinate, propongono alle autorità in indirizzo di studiare e mettere in atto, con le dovute e inevitabili correzioni tecniche, le seguenti proposte: per un intervento immediato verso le famiglie rimaste senza lavoro e senza reddito, residenti nei Comuni della provincia di Frosinone e per l’isittuzine di un osservatorio dell’occupazione e delle condizioni di lavoro nel Frusinate.

Istituzione del Fondo per la Dignità dei Lavoratori

1) E’ istituito presso la Prefettura di Frosinone il “Fondo per la Dignità dei Lavoratori” con lo scopo di dare un soccorso immediato seppure temporaneo alle famiglie rimaste senza reddito a causa della perdita del posto di lavoro o cessazione di ammortizzatori sociali o per altre cause collegate con la crisi economica in atto, residenti in Provincia di Frosinone.
2) Il Fondo servirà solo ed unicamente per interventi nei confronti di quelle famiglie che hanno perso qualsiasi tipo di sostegno e di reddito che presenteranno domande alla Prefettura di Frosinone entro e non oltre il trentesimo giorno dal verificarsi della cessazione completa del reddito.
3) La Prefettura provvederà a insediare una commissione che verificherà le condizioni di inesistenza del reddito e di necessità delle famiglie e provvederà in tempi rapidi alla liquidazione di un assegno mensile netto di 700 euro che dovrà accompagnare la famiglia per un periodo limitato nel tempo (non inferiore a 12 mesi) ma sufficiente ad acquisire un nuovo reddito per le esigenze vitali e primarie del nucleo familiare stesso.
4) Il Fondo dovrà avere una capienza mensile di non meno di 300mila euro per consentire, per l’immediato, di far fronte alla cessazione della mobilità per i lavoratori ex Videocon. Ma la capienza andrà implementata progressivamente per consentire interventi in tutto il territorio della provincia di Frosinone.
5) Il Fondo viene alimentato mensilmente da quote singole di 3mila euro elargite da Prefettura, Amministrazione provinciale di Frosinone, Comuni, enti pubblici di ogni tipo e livello (Saf, Asl, Ater, si, Cosilam, Consorzi di Bonifica, società pubbliche partecipate). Contribuiranno con somme pari ad 1/10 di quanto percepito i parlamentari nazionali eletti in provincia di Frosinone, i consiglieri e asessori regionali, i consiglieri e assessori di tutti gli altri enti territoriali. Il Fondo sarà aperto all’apporto di banche, aziende e società private con quote che saranno descrizionalmente scelte e versate dagli imprenditori e dai consigli di amministrazione sensibili al problema. Tutti i lavoratori della provincia di Frosinone saranno invitati a contribuire versando una quota di 10 euro l’anno su un conto corrente appositamente aperto e intestato alla Prefettura di Frosinone con la dicitura “Fondo per la Dignità dei Lavoratori”.
6) La Prefettura di Frosinone sarà tenuta a fare un bilancio annuale dell’attività del Fondo pubblicandolo su un’apposita pagina web all’interno del sito istituzionale.

 

Un osservatorio dell’occupazione e delle condizioni di lavoro nel Frusinate

Sono ormai alcune settimane che media locali parlano con continuità della grave disoccupazione in questa nostra realtà territoriale, le interviste di LazioTv, alcuni quotidiani oltre L’Inchiesta e unoietre.it, come La Provincia e CiociariaOggi, rendono consapevoli di una situazione che pure l’amministrazione Provinciale ha reso evidente insieme a 74 sindaci che hanno sottoscritto un documento di allarme e di proposte tese anche a fronteggiare l’emergenza.
L’ultimo rilevamento sulla cassa integrazione evidenzia un aumento del 665% nella nostra provincia rispetto all’anno precedente. Il calo dei consumi (la gente non spende, e anche i supermercati come Coop chiudono), un aumento della povertà e dei tassi di disoccupazione, la moria dell’imprese, le gravi difficoltà del commercio e dell’artigianato indicano un alto grado di criticità che può compromettere ogni tentativo di ripresa economica.

Che cosa può fare l’Informazione scritta, televisiva e online?

L’Inchiesta e unoetre.it hanno reso evidente, in 18 mesi, come parlarne con continuità, testimoniando criticità e iniziative, rompendo in ogni caso la barriera del silenzio ha determinato sicuramente un ascolto prima inesistente.
Forse non basta più. Ci vuole qualcosa di più incisivo e più corale (come nelle ultime settimane), ma non solo: occorrono dettagliati dati informativi sulle sacche più gravi e consistenti, sui dati delle povertà e delle indigenze (nel capoluogo l’Auser assiste oltre 300 famiglie che non sono in grado di autosostentarsi. Alto questo dato per una cittadina di poco più di 50.000 abitanti).
Facciamo ancora un esempio. Si sente parlare dei voucher lavoro occasionale, detti anche buoni lavoro, e la legislazione più recente mira, in qualche modo, ad incentivarne l’uso. Nel 2014 il ricorso ai buoni lavoro è aumentato del 69,6 per cento rispetto al 2013 mentre nei primi mesi del 2015, alla luce degli ultimi dati disponibili, si è registrato un nuovo picco con un altro +67% rispetto all’anno precedente. (orami si tratta di milioni di voucher). Con ogni probabilità questa tipologia di “ingresso” nel mercato continuerà a riscuotere successo anche nel 2016, sebbene si tratti di una nuova frontiera del precariato. Qual è il livello di utilizzo di questo strumento qui in provincia?
Sono solo alcuni esempi che suggerisco come insieme all’emergenza bisogna pensare a descrivere e raccontare come si lavora qui da noi.
Occorre una fonte a disposizione dell’Informazione in grado di fornire dati certi, perché verificati, da funzionari pubblici. Può essere provinciale, ma possono essere anche fonti comunali purché cooordinate da direttive uguali per tutti. Sarebbe già un contributo importante per consentire un lavoro documentato, che certamente non esclude l’indagine e la ricerca giornalistica sulla qualità delle condizioni di lavoro e sulle certezze dei diritti. Oggi questa estesa disoccupazione, favorisce la svendita del proprie prestazioni a chi non lavora. Tenere d’occhio questi aspetti può sicuramente interessare alcune testate.
Recapitolando: “Un osservatorio dell’occupazione e delle condizioni di lavoro nel Frusinate”, risultato di una iniziativa pubblica aperta ai soggetti sociali (Sindacati, Imprese e giornali) con riconosciuto diritto di interloquire e contribuire all’acquisizione di notizie e informazioni, anche quelle da verificare. Insomma interventi a sostegno della dignità dei disoccupati e condizione certe per descrivere e raccontare la crisi e il modo di lavorare hanno bisogno di interventi pubblici, quelli fino ad ora negati, inspiegabilmente, per chi come un giornalista racconta di tante iniziative occasionali anche ludiche che godono di denari pubblici prioritariamente rispetto al disagio delle donne e degli uomini di questo territorio e di quello regionale.

 
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