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amazon magazzino 350 260di Ignazio Mazzoli – Il pianto del coccodrillo e la rabbia (finta) degli impotenti o non volenti. Mi paiono incredibili le reazioni del gotha politico di governo provinciale, in particolare quello del PD. Attuale ed ex. Anzi mi sembrano una chiara manifestazione di ipocrisia, soprattutto se si addebitano responsabilità a soggetti che non governano in prima persona il territorio, su quello che per comodità chiamo “caso Amazon”.
La vicenda. Il 26 aprile 2015, su L’Inchiesta e su unoetre.it della manifestazione sul ponte dall’autostrada vicino all’ex-Videocon a cui diedero vita i disoccupati delle aziende in crisi nella zona industriale di Anagni con i sindacati chimici di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, scrissi: «sono “arrabbiatissimi” per le notizie di stampa apparse già nei giorni precedenti relative all’arrivo di Amazon in provincia di Frosinone. Così sintetizzavano nella pagina “NOI VDC” di Facebook le notizie su Amazon: “iniziamo col dire che è na vera ca…ata,,,,, ma se continuiamo a scrive ste ca…ate… manno detto che c’è gente che già vuole mandare curriculum,, ….state bonii stampa del cavolo non scrivete se non siete certi,, …poi la gente ce credeeeeeeeee si illudeee, mentreee voi fate solo scooooppppp, bastaaaaa fermateveeee de scrive ca… se so fiori fioriranno”. fin qui loro»
Avevo letto di Amazon a Rieti. Questa “prosa spontanea” mi spinse a telefonare a vecchie conoscenze reatine di qualche anno addietro e seppi che: «come si dice, due più due fa quattro. Dalla metà di marzo, cioè da qualche settimana addietro l’informazione che si pubblica in questa regione, cartacea e on line, ma anche quella dei telegiornali regionali hanno parlato del progetto che avrebbe Amazon, il grandissimo portale internazionale di commercio via internet, di realizzare un centro di smistamento per l’Italia centro-meridionale in provincia di Rieti a Passo Corese. con …contatti e consultazioni che vanno avanti dal 2014 per la realizzabilità del progetto in quella provincia. … E allora, perché mai all’improvviso verrebbero a Frosinone? Nel Lazio potranno esserci due centri uguali? … Ma i più maliziosi non rinunciarono a un po’ dietrologia per la serie…”ma il segretario regionale del PD non è di Rieti e di quella provincia ne è stato anche Presidente può mai essere che non voglia in qualche modo intercedere per la terra natale? E perché mai, poi, dovrebbe favorire, anche se potesse, una provincia che gli procura tanti dolori per quanto è malandato il PD? » E dicevo: «Forse è tutto campato per aria questo ragionamento, ma certamente un po’ di chiarificazioni che diano certezze non guasterebbero, anche perché … fa un po’ sorridere quando ci sono cifre che salgono all’improvviso dalle iniziali previsioni di 500 occupati a 2000 in pochi giorni come alcune locandine di quotidiani locali strillavano dalle edicole».

Il “caso Amazon” è figlio di un modo di fare politicaLa RABBIA di Anagni

Il lettore scusi l’autocitazione, ma il “caso Amazon”, è emblematico di un modo di fare politica in questo territorio frusinate. E appunto, non è questione da poco.
Dalla successione dei fatti appare evidente che si cercava di affrontare la protesta sociale con degli annunci anziché cercando di affrontare i problemi reali provando a trovare delle soluzioni. E’ un metodo che si ripete. Ancora in questi giorni basta leggere i comunicati e le prese di posizione dei movimenti per l’acqua pubblica e si coglie la protesta contro posizioni inconcludenti prive di sbocchi concreti. In questo caso, perché gli eletti e nominati in questa provincia non s’impegnano con tutto il coraggio e la dignità necessari a far approvare la legge di iniziativa popolare, presentata alla Regione Lazio, se veramente c’è la volontà di battere e allontanare la pessima gestione di Acea e cambiare metodi di lavoro dell’Ato5 e del suo STO?
Non voglio fare di tutta un’erba un fascio, ma certamente fino ad oggi ha prevalso un ceto politico di governo inaffidabile, impreparato e pasticcione che non sta mai dalla parte dei più deboli. E’ ora che, chi non si sente tale, faccia qualcosa per prendere le distanze da costoro.

Mi pare di poter dire che in questa realtà è mancata una opposizione organica, determinata, costante e costruttiva, soprattutto politica. Quella sociale si è manifestata sui problemi del lavoro, dell’acqua pubblica e della sanità, ma in qualche caso soffre di discontinuità soprattutto perché non ha rappresentanza politica. Nel consiglio comunale di Ferentino si manifesta un impegno che ha queste caratteristiche, infatti in quel consesso portano questioni ed esigenze dei cittadini e della città, non si tratta di contestazioni per strappare qualche interessato risultato individuale o di gruppo, come avviene nella maggior parte dei casi. Sicuramente non mancheranno altri buoni esempi di cui fino ad ora non ci sono notizie così dettagliate. Nelle ultime settimane ci sono state orecchie più attente alle esigenze sociali sia nel centrodestra che nel centrosinistra, soprattutto frai sindaci e ci sono forze come il M5S che nelle sedi in cui sono presenti hanno dato il loro massimo (AdP, Acea-Equitalia, reddito di sopravvivenza), ma non hanno rappresentanza ancora negli enti locali di questa provincia.
La lotta di opposizione è un dovere serio da svolgere con grande studio e rigore, senza di essa si finisce nell’attuale piattume servile che produce clientele in provincia e sudditanza al Governo Regionale e Nazionale. Che senso ha definirsi di centrosinistra o di centrodestra se poi non si fanno atti conseguenti, ma si cercano solo accordi per sopravvivere o autoriprodurre i propri benefici? Non c’è crescita e sviluppo senza opposizioni sociali e politiche vere.
Si deve riconoscere che la presenza della lotta dei disoccupati di Vertenza Frusinate, le battaglie per l’acqua pubblica e contro la mala sanità per impedirne la privatizzazione lasciano il segno anche nel nostro lavoro d’informazione.
Il disagio di questa provincia ormai è su tanti organi di stampa e giornali on line, speriamo che ora ne compaiano anche le cause e i responsabili, soprattutto in vista di un voto che in questa realtà interessa 27 comuni e potrebbe dare un salutare scossone. Donne e uomini ci sono per provare a cambiare.

24 marzo 2016

I brani virgolettati sono tratti dall’articolo pubblicato su L’Inchiesta del 26 aprile 2015 e su unoetre.it in questa pagina
http://www.unoetre.it/notizie/lotte-e-vertenze/per-una-vertenza-frusinate/item/1807-basta-annunci-siamo-arrabbiatissimi-cronaca-del-24-aprile

 
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