aquilone 350 260

aquilone 350 260di Antonella Necci – Oggi voglio raccontare una storia che sembra la ricetta di come si possa vivere felici senza tecnologia e soprattutto quante soddisfazioni personali si ottengono.
Prendiamo un professore di Scienze con la passione per la radio, ammiratore profondo di Guglielmo Marconi, informato all’inverosimile sui risultati ottenuti da una simile invenzione oggi considerata obsoleta, ma che solo un centinaio di anni fa ha salvato vite umane.
Uniamo quel professore con il suo amico del cuore. Bel ragazzone dall’occhio ceruleo, bravo cuoco anche se ama un po’ troppo piatti a base di peperoni, che a me piacciono poco. Questo secondo giovanotto fa di mestiere il serio prof. di Matematica e fisica. Entrambi i protagonisti della nostra storia lavorano in licei di Roma.
Mettiamo che i due baldi giovanotti decidano di provare un esperimento sulla spiaggia di Passo Scuro, alle porte della Capitale.
L’esperimento è eseguito con una radio a galena, cioè una di quelle radio che si alimenta da sola e che capta segnali dall’etere senza bisogno di stare collegata alla corrente elettrica. Un bell’esempio di ingegno congiunto al sano senso utilitaristico. Questa radio a galena, per poter captare i potenti segnali di stazioni come Rai o Radio Vaticana, ha bisogno di un’antenna volante. Nel caso dell’esperimento che vi sto raccontando i nostri eroi hanno deciso di far volare davvero l’antenna, agganciandola prima a due palloncini da compleanno dalle dimensioni e dalla consistenza un po’ più superiori del normale, e poi ad un aquilone.
L’esperimento è stato battezzato “the Kite waverunner”!

“The Kite waverunner”

Con questo esperimento, che all’apparenza sembra un innocente gioco per bambini, i due seri docenti hanno voluto dimostrare che chiunque, trovandosi in condizioni estreme, può costruire una radio e captare od inviare segnali. Da novelli Robinson Crusoe sulla spiaggia deserta di Passo Scuro, i due prof. hanno impiegato un sabato per il perfezionamento di un esperimento da provare a scuola, insieme ai ragazzi, stimolando in loro la voglia di sapersi distaccare dalla pappa tecnologica bella e pronta, che assorbe le energie positive e che rilascia un vuoto interiore che a confronto il deserto dei Tartari è uno stadio stracolmo. E lo hanno insegnato anche a me, che malata di tecnologia e poco propensa a beccarmi il freddo dello scorso ed eccessivamente ventilato sabato ho deciso di declinare il loro entusiastico invito.
La radio a galena, contenuta dentro uno scrigno di legno color noce, acquistato dal “cinese” di Monte Mario, ha fatto il suo mestiere. Adesso è pronta per essere riprodotta e posta in opera dai volenterosi pargoli dei rispettivi licei.
Legge 107/2015 permettendo. Faraone e altri ministri che puntano sull’ appiattimento delle menti permettendo.
I miei due colleghi, quando ho manifestato il desiderio di scrivere su di loro, si sono dimostrati un po’ dubbiosi. E timorosi. “Non è che si inventeranno qualche tassa da farci pagare perché captiamo le onde radio?” Mi è sembrato un timore assurdo,ma mi hanno subito ricordato” stiamo in Italia. Qui può accadere di tutto.”
Già ho meditato io qualche attimo dopo. Può accadere anche che persone meritevoli perdano il posto e vengano gettati nei calderoni degli ambiti territoriali, perché un comitato per la valutazione dei docenti, voluto dalla Legge 107/2015 e formato da burocrati piatti e arroganti non riconosca la genialità di qualche docente, ma solo la piaggeria e la meschinità di quelli che si assoggettano. Altro che volare in alto. Altro che aquiloni. “Siamo in Italia”. E Guglielmo Marconi è dovuto volare in America per inventare la radio.

PS. Di quell’esperimento non ho foto da mostrare perché Claudio si è dimenticato di caricare il cellulare che avrebbe potuto farle! Se esiste qualcuno che rappresenta la negazione della sofisticata tecnologia quello è lui insieme al suo amico Roberto! Ma sono miei amici anche per questo!

14 Marzo 2016

 
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Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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