di Pietro Fargnoli – Ritardi sulla Roma-Cassino: la Regione cosa ne pensa?
Siamo lusingati dall’attenzione rivolta da Ternitalia verso i pendolari della FL6 e verso le osservazioni provenienti dalla nostra Associazione. Notiamo infatti che, dopo il primo comunicato diramato il 10 febbraio, Trenitalia ha ritenuto di pubblicare un ulteriore approfondimento esclusivamente dedicato alla nostra linea. Quello che stride in questo virtuoso confronto tra pendolari e gestore del servizio è invece la completa assenza della Regione che dovrebbe invece avere un ruolo di controllo sulla qualità del servizio.
I ritardi secondo Trenitalia
Ammirando la buona volontà da parte di Trenitalia nel pubblicare alcuni dati, dobbiamo sottolineare come questi siano stati comunicati in maniera oltremodo propagandistica lasciando spazio alle perplessità che elenco nel seguito:
I valori assoluti della puntualità (il comunicato diceva che il 91.2% dei treni è puntuale, ma la percentuale cresce al 94% se si escludono le cause esterne) sono riferiti alla scala nazionale. Un dato così generico, a parte il valore propagandistico per l’azienda, non fornisce alcuna informazione di dettaglio agli 1,6 Milioni di viaggiatori che fruiscono del servizio essendo una media tra le prestazioni stellari che si verificano ad esempio in Toscana e di quelle drammatiche che si verificano ad esempio sulla Roma-Viterbo.
I dati forniti per ciascuna regione, invece non sono mai forniti in valore assoluto, ma solo in termini di incremento rispetto all’anno precedente. Si capisce così che nel Lazio la puntualità è aumentata del 6.6% rispetto al 2015: ma in valore assoluto? Siamo passato dal 10% al 16% o dal 90% al 96%? Questo dato è importante perché da questo derivano le penali, che invece la Regione non ha mai pubblicato. Inoltre in queste percentuali, sono compresi i ritardi per cause esterne o no? Stesso commento vale per gli incrementi di puntualità comunicati per le fasce orarie 6-10 e 16-20.
Più interessanti invece i dati forniti ieri da Trenitalia: 89.7% di puntualità sulla linea FL6 nei rimi 40 giorni del 2016 contro l’88.6% dell’intero 2015. Nelle fascia pendolare delle 6-10 del mattino la puntualità scende dal 90.8% del 2015 all’88.6% del 2016; nella fascia 16-20 invece la puntualità aumenta dal 85.7% dell’intero 2015 al 90.4% del 2016. Qui il netto miglioramento rispetto agli anni passati appare meno chiaro, ma consideriamo un esempio concreto, cioè le tante persone che la mattina partono da Frosinone alle 6.43 e ripartono da Roma alle 17.07: dai nostri dati risulta che nel mese di Gennaio 2016 queste persone siano arrivate puntuali a Roma solo l’87% delle volte, mentre siano rientrate puntualmente a Frosinone solo il 68% delle volte accumulando un ritardo totale di 175’. Pur essendo confermato il miglioramento delle prestazioni di Trenitalia a scala regionale e nazionale, cosa possiamo dire a queste persone? La loro sofferenza deve restare invisibile e non risarcita?
I ritardi e le inadeguatezze della Regione Lazio
L’attuale contratto di Servizio richiede l’89% di puntualità sui treni di tutta la Regione. In questo modo la Regione ammette che i treni della Roma-Civitavecchia (forse una delle linee più efficienti) facciano media con quelli della Roma-Viterbo (una delle più disastrate); inoltre secondo questo criterio la puntualità del regionale che la domenica alle 11.12 porta da Frosinone a Roma non più di 200 persone vale come quella del regionale che parte alle 6.07 da Cassino e porta a Roma almeno 1200 persone ogni giorno. Un contratto di Servizio così fatto è una presa in giro per i pendolari e non fornisce alla Regione uno strumento adeguato per stimolare Trenitalia a migliorare effettivamente le proprie prestazioni. Ecco, noi siamo d’accordo con Trenitalia sulla necessità di muovere da una analisi obbiettiva dei dati, ma a nostro avviso non può essere Trenitalia (che è il fornitore del servizio) a garantire l’oggettività dei dati. È indispensabile, e lo chiediamo da anni, che la Regione definisca parametri minimi di puntualità differenziati a seconda delle fasce orarie e delle linee e, una volta definiti, che effettui un controllo stringente sul rispetto di questi parametri da parte del gestore.
Duole riconoscere invece che ad oggi l’assessorato ai trasporti e la propria struttura tecnica hanno mostrato di essere inadeguati al controllo dell’operato del gestore (l’assenza di dati pubblici sulla qualità del servizio lo dimostra) e della normale amministrazione. Tale incapacità non può che farci rassegnare a veder naufragare la nostra proposta di utilizzo della linea Alta Velocità che, pur essendo inattaccabile dal punto di vista tecnico ed economico, va ben oltre le capacità di gestione di questa amministrazione.
Pietro Fargnoli
Pres. Roma-Cassino Express
Tel. 349 866 3051
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