
di Ermisio Mazzocchi – (Risposta a Pellecchia) Alcuni anni scorsi Maria Bruna Pustetto, studiosa di comunicazioni e noto consulente politico, pubblica “Il manuale del candidato politico” in cui traccia il tragitto che un candidato deve percorrere per vincere le sfide alle urne. E questo dando per presupposti il buon programma politico, la serietà e l’onestà della persona. Una precisa strategia di marketing, una ben definita politica di immagine, l’analisi dettagliata del pubblico, una scelta accurata degli strumenti di comunicazione sono ingredienti che “Il manuale” suggerisce ai futuri amministratori, occupandosi dei singoli e non dei partiti.
I mutamenti intervenuti recentemente sullo scenario socio-politico nazionale, l’evoluzione e le trasformazioni del sistema elettorale, impongono al candidato di ripensare in modo nuovo alle campagne elettorali e alle strategie per conquistare e mantenere il consenso. Le ultime competizioni elettorali hanno dimostrato che si è esaltata la personalizzazione della politica che tende a privilegiare il candidato al partito. Considerazioni che ci inducono a più di qualche riflessione che ci devono portare a ritenere possibile individuare soluzioni a temi che riguardono, di fatto, la democrazia.
Le nuove modalità di comportamento danno una misura dei cambiamenti nei rapporti tra elettori e candidati che, a mio parere, non inficia la validità del sistema politico democratico italiano che rimane fondato su i partiti.
Le valutazioni di Fausto Pellecchia (L’Inchiesta 18 dicembre 2015 e unoetre.it) invitano ad aprire un confronto, anche se le sue argomentazioni non mi convincono del tutto. I fenomeni da lui descritti non hanno una eccezionalità ma si inseriscono in un processo che ha altri riferimenti. Non si può tenere presente il cambiamento del sistema elettorale. Si consideri l’elezione diretta dei sindaci e dei presidenti di regione e province, pensata come un rimedio ai misfatti degli apparati partitici. In realtà come i fatti hanno dimostrato, è cresciuta una categoria amministrativa totalmente indipendente dai partiti, che sono identificabili con il loro leader. La relazione tra il leader e le masse viene garantita dalla potenza comunicativa televisiva e giornalistica.
Questo non esclude la centralità del “Programma” che fa la differenza tra i vari competitori e schieramenti. Io non credo che l’elettorato non sia in grado di comprendere le differenze e fare una scelta. La tesi di Pellecchia potrebbe essere estesa a qualsiasi competizione elettorale da quella europea a quella comunale, ma non ha ragione di essere considerata valida proprio perché in ciascuna di esse viene presentato un programma che sostiene il riconoscimento del candidato.
Un partito non può rinunciare alla capacità di elaborare una proposta politica con l’intento di conservare una posizione di centralità entro la costellazione di scelte disponibili per l’elettorato. Questa ragione è tanto più necessaria dal momento che si accentua sempre più la crisi del voto di appartenenza. In sostanza il programma diviene l’elemento qualificante del partito proponente.
A ciò va aggiunto che il fenomeno della progressiva delegittimazione dei partiti politici, come dimostra una forte tendenza a formare liste civiche che escludono i simboli dei partiti, rende più difficile la canalizzazione del consenso e l’integrazione politica per i partiti strutturati e radicati sul territorio con la loro identità progettuale per il paese in un contesto europeo. La proposta politica, il programma, rimane l’architrave su cui poggia la forza di un partito e la credibilità dei suoi candidati considerato che siamo in uno Stato democratico come democrazia dei partiti e attraverso i partiti. Senza partiti organizzati non esiste partecipazione e di conseguenza non esiste democrazia.
Convengo con Pellecchia che i programmi fanno la differenza tra gli schieramenti. Penso che non si possa ritenere che ci sia una scarsa attenzione o una impoverimento dei programmi.
Cassino si appresta a divenire sempre più il punto focale di un riassetto complessivo del territorio, il suo ruolo si accresce in una prospettiva di centro propulsore di un cambiamento che coinvolge tutta l’area sud delle provincie di Frosinone, Latina, Abruzzo. In questa dimensione non si può ricorrere a forme propagandistiche misere e di scarso valore o mistificatori strumenti di persuasione. Né tanto meno a rappresentazioni parcellizzate delle esigenze della città.
Occorre avere una visione complessiva per formulare un programma che moduli il percorso di costruzione di una città moderna e polo centrale di profonde trasformazioni socio-economiche. Le scelte che dovranno essere compiute determineranno l’affidabilità di chi le proporrà e sosterrà.
Una sfida che, ritengo, le forze progressiste, della sinistra, devono raccogliere, proseguendo nel solco di una amministrazione che quanto meno ha marcato una distinzione dal centrodestra.
Non mi convince lo sbrigativo “non expedit” di Pellecchia che la cittadinanza dovrebbe esprimere nei confronti del governo cittadino di Petrarcone per un programma che risulterebbe insoddisfacente che deve essere del tutto dimostrato. Mi limito a osservare che la “coerenza, la credibilità, la fattibilità” sono state prioritarie nella gestione del governo cittadino e non mi pare che siano prevalse “simpatie” personali.
Siamo alla vigilia di una campagna elettorale in cui le forze politiche dovranno qualificare la propria proposta programmatica. Sono convinto che non ci sarà un “vuoto di idee-progetto” perché è diffusa la consapevolezza che siamo a un periodo cruciale del futuro di Cassino, che richiede uno sforzo e un impegno straordinario. E’ su questo terreno che dovranno essere fatte le scelte e segnare le differenze tra gli schieramenti politici. Il governo di questa città, ritengo, dovrebbe essere riconfermato a quelle forze che hanno assunto un ruolo di responsabilità amministrativa con ombre e luci e fatto le differenze. In questa competizione un loro allargamento potrebbe rafforzare una idea compiuta convincente per elevare sempre più la qualità di una città moderna. Il programma è la guida di questo obiettivo. Senza dubbi.
martedì 26 gennaio 2016
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