veroli comune 350 260

veroli comune 350 260di Ignazio Mazzoli e Gabriele Gennaro – Sono passati otto giorni da quando il capogruppo della lista “Cittadini di Veroli”, Lazzaro Cestra, sentì il bisogno di fare precisazioni in merito alle dimissioni dell’Assessora Barbara Crescenzi dalla Giunta comunale di cui ha fatto parte.
Gli interrogativi e la curiosità intorno a questa decisione della signora Crescenzi, che era espressione, appunto, della lista “Cittadini di Veroli”, ancora attendono una risposta esauriente che il garbo e la buona volontà del comunicato di Lazzaro Cestra evidentemente non sono stati in grado di dare.

Si sa per certa “La decisione del Sindaco di procedere all’avvicendamento degli assessori in Giunta è stata comunicata sin dall’insediamento dell’Amministrazione nel primo Consiglio Comunale”, ribadita anche alla stampa, come riportano alcuni giornali del 13 dicembre 2015 dove Cretaro dichiarava testualmente: “Subito dopo le festività Natalizie si procederà ad un’alternanza in Giunta, e la stessa avverrà in modo graduale”.
L’assessore Barbara Crescenzi, subito dopo le festività natalizie, dopo una lunga assenza causata da ragioni di salute, presenta improvvisamente le dimissioni.
“Una presa di posizione forte” – scrive Cestra e aggiunge – “senza preavviso alcuno, nemmeno al nostro gruppo consiliare che l’aveva proposta al Sindaco”.
Già c’è quanto basta per solleticare la curiosità di sapere “il che c’è dietro” che non solo si può liquidare dicendo che è “un atto personale a cui deve rispondere esclusivamente la Crescenzi, senza gettare responsabilità su altri”. Eh no! Non basta. Anche perché la signora Crescenzi, non contenta, ha emesso un comunicato con il quale parla di divergenze con l’Amministrazione.
Non basta “manifestare sorpresa”.
Non è questa la sede per valutare se e come questa decisone ha avuto un percorso completo dei passaggi con gli attori dell’organismo in cui ha operato, non perché li sottovalutiamo, tutt’altro, ma perché il contenuto ci pare abbia una priorità.
Abbiamo cercato fra la gente di conoscere le opinioni intorno a questa decisione. Compito non facile in un comune, come tanti qui da noi, dove quasi tutti si conoscono. Ma qualcosa abbiamo potuto cogliere e ci auguriamo che sia abbastanza “veritiera”.
La prima, che abbiamo raccolto soprattutto fra i giovani, è che la signora Crescenzi gode di molta attenzione e apprezzamento per il suo impegno verso le questioni che attengono alle politiche e alle iniziative per lo sport.
Ma legato intorno a questo apprezzamento si è manifestato anche un certo fastidio per la tracimazione dell’invadenza di qualche funzionario del ramo, che è arrivato finanche a rimbrottare infastidito chi cercava di parlare con l’Assessora anziché con lui.
La terza voce richiede qualche risposta. Si dice che è saltato l’accordo della durata del mandato da assessore da 2,5 anni a 1 anno e 6 mesi. E’ vero?
Ma l’ultima è politicamente più rilevante, se affonda le radici nella verità dell’esperienza compiuta: sembra che l’Assessora Crescenzi si vedesse bocciare molte proposte e posizioni come quella in cui ha manifestato contrarietà alla proposta di riassunzione di un ex dipendente comunale. Questa voce da sola merita un’attenzione ad hoc in una stagione di grande disoccupazione e non si può accettare a cuor leggero che chi decide di lasciare il posto fisso, come fa Zalone in “Quo Vado” per tentare l’avventura imprenditoriale, poi, scottato dalla delusione o fallimento trova sponsor che lo vogliono riassumere, in un ente pubblico. Almeno verifichiamo regole e comportamenti giuridicamente certi per tutti.
Queste ragioni se verificate possono portare a dimettersi.
Ma c’è una domanda che se fossimo amministratori ci porremmo: siamo proprio sicuri che queste Giunte così formate da membri che non rendono conto agli elettori e che ruotano per accontentare i partner di coalizioni molto composite siano funzionali e diano buoni risultati?

Fare l’assessore significa anche imparare contenuti normativi e giuridico-amministrativi nuovi. Questo richiede tempo. Quando si è imparato qualcosa, inizia altra persona a fare tirocinio. Qualcosa non quadra. E, non quadra partendo da una domanda: una Giunta comunale o di altra Istituzione è un organo politico dove si formano volontà di decisione o è lo staff di un sindaco o di un Presidente? Sempre più le Giunte, ovunque, si trasformano in staff del capo dell’amministrazione. Questa condizione ne fa, obiettivamente, un organo sordo alle esigenze degli elettori, dà poteri straordinari e non di competenza alle burocrazie degli apparati e mortifica così anche il ruolo dei consigli comunali e dei dibattiti che lì si svolgono. Forse è proprio qui che bisogna cominciare a riflettere.

15 gennaio 2016

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