Comunicato Stampa sezione ‘Sandro Pertini’ PSI Ceccano – I Socialisti di Ceccano seguono con estrema attenzione l’evolversi della vicenda legata al gestore del servizio idrico. Come già espresso in diverse occasioni, sono molte le riserve e le perplessità suscitate dalla condotta dell’amministrazione Caligiore. Anche noi, come tutti, ci auguriamo che il contratto che lega Ceccano ad Acea Ato 5 venga risolto ma il dubbio, più forte che mai, è quello di
ritrovarsi di fronte al solito bluff di un sindaco abituato, nella sua pur breve esperienza di governo, a fare promesse ed elargire proclami, salvo poi non mantenerli. Quindi, la delibera che Caligiore sottoporrà all’approvazione del Consiglio Comunale sarà in grado di chiarire molti aspetti. Sì, perché se il sindaco crede di poter presentare un atto che, nella sostanza, ricalchi con pochi aggiustamenti il ridicolo ordine del giorno presentato in estate, allora saremmo davvero alla farsa.
Come dev’essere la delibera
Affinchè l’atto deliberativo possa essere produttivo, questo non dovrebbe contenere semplicemente la volontà di rescissione del contratto con il gestore idrico, bensì un dettagliato schema di scadenze, date e modalità. I ceccanesi dovranno sapere quando il servizio tornerà di competenza comunale ed in che modo. Il Comune è pronto? È pronto Caligiore a riprendere possesso dei pozzi, delle condutture, della rete fognaria? È pronto ad attivare e gestire tutte le fasi del ciclo idrico, compresa distribuzione, depurazione e innovazione? Ne dubitiamo fortemente, anche e soprattutto perché nel bilancio approvato dall’amministrazione non c’è traccia di previsioni di spesa che riguardino, ad esempio, il personale, il mantenimento del servizio, il costo stesso dell’erogazione. Tutte queste delicatissime procedure, insieme a tante altre, non sono mai state menzionate: ecco perché non ci aspettiamo niente di buono per i ceccanesi. In sostanza, affermare di voler interrompere il contratto con il gestore idrico senza prevedere conseguenze, date e modalità di riattivazione del servizio, significherebbe prendere in giro (ancora una volta) i
Seguendo, inoltre, il dibattito sviluppatosi in Consiglio Comunale, riteniamo che il vicesindaco Ruspandini sia davvero l’ultima persona a poter pontificare e dare giudizi. Anni fa fu anche lui, in quanto membro della giunta provinciale di destra, ad essere protagonista di uno degli eventi più dannosi di questa spinosa vicenda. Far mancare il numero legale durante ben 4 assemblee dei sindaci tra il 2010 e 2011 significò affossare la proposta socialista di fissare la tariffa idrica a 0,75 euro al metro cubo. Ciò ha determinato l’avvento di un commissario ad acta che, di conseguenza, stabilì una tariffa di 1,36 euro: un macigno per le tasche dei cittadini. Dubbi e perplessità, dunque, rimangono sul tavolo nonostante i proclami improntati al populismo.
Staremo a vedere cosa accadrà ed in che modo l’amministrazione comunale di Ceccano, che fino ad ora ha vissuto solo di spot, pensa di gestire questa delicatissima fase.
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