di Armando Mirabella – “Il Frosinone non deve mollare niente e deve dare tutto quello che ha soprattutto nelle partite casalinghe. Non credo che la linea della zona salvezza sia già tracciata. Quelle come quella di oggi sono partite che il Frosinone si deve scrollare subito di dosso, andare avanti e non guardare i punti. Io credo che una delle tre squadre che sono sotto poi risalirà”: sono proprio queste parole di Sarri, il proprio oggi cinquantasettenne trainer del Napoli Campione d’inverno, ad indicare il sentiero obbligato del Frosinone. Un sentiero, per la squadra di Stellone ora molto stretto, e con degli indicatori molto chiari: peggiore differenza reti della A (-21) grazie ai numeri della difesa, anzi della fase difensiva, con 41 gol subiti, oltre 2 di media a partita.
Incontro oggettivamente proibitivo
Certo l’incontro di oggi era oggettivamente proibitivo. Basti pensare che per i bookmakers la vittoria dei Leoni era quotata 10 e una rimonta addirittura 126. Ma i 50 metri palla al piede, da indisturbato, del Lazzaro slovacco Hamsik, al suo terzo goal consecutivo, sono la fotografia della difficoltà più grossa del Frosinone: quella di sostenere la fase difensiva con soli due interni di centrocampo. Una impresa oggi impossibile contro la perfetta macchina da guerra del centrocampo azzurro comandato da un robot infallibile come Allan. L’incessante turbinio di quel reparto, senza mai un errore di palleggio, ha impedito a Gucher e Sammarco di recuperare un sola seconda palla, portandoli a correre sempre senza mèta. Eppure il match di Sassuolo avrebbe dovuto insegnare che i tre centrocampisti centrali sono in questo momento una necessità assoluta per il Frosinone.
Dal nuovo laterale sinistro Kragl si è intravisto un buon tiro da fuori. Qualche lucina si è accesa all’ingresso in campo di Tonev e soprattutto di Soddimo, l’unico inventore nella rosa di Stellone. Drammatica la prestazione di Blanchard, seriamente implicato in almeno due goal dell’attacco del Napoli, in cui già i movimenti senza palla dell’onnipotente Higuain valgono da soli il prezzo del biglietto. Ciofani e Dionisi ingoiati dalla seconda miglior difesa del campionato.
La speranza di questa sera è che la combinazione del risultato del Matusa e di quelli di Genoa e Palermo non complichino il mercato di riparazione del Frosinone già alle prese con la telenovela Trotta e la versione 2.0 di quella di Gerson, in cui i tentennamenti erano precedenti agli odierni 4 punti di distanza dalla salvezza. Forse solo ingaggi più alti di quelli ipotizzabili ieri sera possono convincere chi esita a tentare una scommessa difficile. Ma non ancora impossibile.
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