IL lavoro è vita

IL lavoro è vitadi Ignazio Mazzoli – Ieri da queste colonne abbiamo dato notizia della convocazione, per lunedì 11 gennaio alle ore 12, del 2° Tavolo InterIstituzionale per la disoccupazione. L’abbiamo annunciato con il motto “Gutta Cavat Lapidem” (la goccia perfora la pietra) perché appunto è stato un approdo lento e sofferto dal primo incontro svolto il 17 giugno 2015.
Tuttavia la pressione è stata costante ed è ripresa in particolare dopo il deludente incontro del 24 settembre scorso alla Regione, con l’Assessora Lucia Valente, che non produsse alcun risultato tangibile neppure per fronteggiare qualche voce dell’emergenza. Si deve arrivare al pomeriggio del 18 novembre 2015, quando una delegazione del Comitato promotore della “Vertenza Frusinate” riuscì ad incontrare nuovamente, negli uffici della Provincia di Frosinone, il Presidente Antonio Pompeo e ascoltò il suo impegno per la convocazione di una seconda riunione del Tavolo InterIstituzionale. Quella che, solo, ora arriva, ma ci sono volute numerose sollecitazioni promosse da più parti. Il due dicembre e il 5 gennaio sono arrivate alla Provincia le email del Deputato Luca Frusone. Già una sollecitazione era giunta dall’incontro che il Comitato insieme al M5S aveva avuto con la Presidenza dell’ASI e dallo stesso Presidente Francesco De Angelis. Si è arrivati al 4 gennaio e con l’avvio ad Anagni, davanti alla ex Videocon, della raccolta delle firme per far discutere in Consiglio Regionale la Mozione 352 sulla disoccupazione nel frusinate si è cominciato a muovere qualcosa. Ad ogni azione corrisponde una reazione, ci insegna la fisica….

Perchè ci vuole tanto tempo per discutere un’emergenza?

C’è un argomento che abbiamo ascoltato più volte dai disoccupati, ma anche da semplici cittadini, negli ultimi giorni seguendo la raccolta di firme. «Perché ci vuole tanto tempo per discutere di un’emergenza? Se una casa brucia i pompieri arrivano subito e se non lo fanno, per lo meno, si aprono delle inchieste. Qui in questi tanti anni di crisi con migliaia e migliaia di disoccupati nessuno ha aperto un procedimento per capire che è successo, di chi è la colpa e perché chi dovrebbe intervenire è inerte?» La questione è ben riassunta nelle parole di Gino Rossi ad Anagni: «Non abbiamo più tempo. l’emergenza richiede subito misure tampone per defiscalizzare gli oneri comunali, l’alleggerimento delle bollette di acqua luce e gas, la rapida approvazione di una legge per un “Reddito di Cittadinanza Attiva” e per chi non avrà più la mobilità per poter utilizzare la “Settima salvaguardia”, già approvata nel documento di Stabilità occorrono informazioni precise e tempestive e trasparenti per godere dei benefici di quel provvedimento.» Come si vede nessuna richiesta demagogica o populistica, come si usa dire oggi impropriamente per liquidare ogni sacrosanta rivendicazione di diritti, ma proposte realizzabili solo con un po’ di volontà politica.
Si capisce allora perché, circolando fra coloro che partecipano alla raccolta di firme presso i banchetti, si sente quanto è dura la critica che si fa ai rappresentanti dei partiti che danno vita alla maggioranza che governa la Regione, perché «dimostrano una totale insensibilità ai problemi della crisi occupazionale di questo territorio».
Che si dirà lunedì? Non è facile saperlo. E’ più facile sapere cosa la delegazione di 4 rappresentanti del Comitato per la vertenza Frusinate non vorrebbe ascoltare.

Cosa vorrebbero i disoccupati

Primo, non vorrebbero che si ripetesse la declinazione dello scarica barile che ci fu nell’incontro del 17 giugno; secondo, che non si ripetesse l’elencazione delle meraviglie che la Regione Lazio farà dal 2018 in poi; terzo, che i sindacati fossero presenti per far sentire la loro voce; quarto, nessuno venga a dire che stanno scrivendo la legge per il “Reddito di Cittadinanza Attiva”. Qui gli unici che scrivono preoccupati siamo noi giornalisti riportando esigenze e proposte di chi vive nel disagio. I disoccupati e chi vive nel disagio economico voglio conoscere il testo, le coperture finanziarie certe e la data in cui arriverà in consiglio per l’approvazione. Sesto e non per importanza, tutti, ma proprio tutti i ciociari vorrebbero per una volta “un miracolo”: Riusciranno a trovare unità al di là degli orgogli di appartenenza e dei tornaconti elettorali i partiti di questa provincia? Che succederà martedì 12 in consiglio regionale? I frusinati troveranno l’unità nel votare la richiesta a Zingaretti che il bilancio contenga fondi per interventi finalizzati alle richieste della Vertenza Frusinate come è contenuto nell’odg Denicolò? Gli appelli all’unità di tutte le forze politiche e sociali di questa provincia continueranno a cadere nel vuoto come è successo per gli appelli di rappresentanti del M5S, del Psi, del Pcd’I e della Coalizione Sociale, di Possibile Frosinone e di Futuro a sinistra?
Settimo, infine, si definisca una volta per tutte una scadenza ricorrente di convocazione del “Tavolo”, facilitato anche dall’individuazione di un gruppo operativo più ristretto delle rappresentanze lì presenti, in modo da rendere gli incontri più frequenti e più intenso il dialogo fra le parti proprio in vista delle scadenze che ci sono perché la manifestazione dei bisogni di questo territorio sia costante e continua quanto serve e non frutto di convulsioni che lasciano il tempo che trovano.
Non è bello dover leggere ancora email, in cui un Deputato di questa provincia, Luca Frusone, deve lamentare il silenzio del Presidente della Provincia: «A un mese dalla Sua precedente mail, non ho ancora avuto una data precisa per l’incontro e l’emergenza lavoro è una questione su cui è necessario urgentemente confrontarsi e che non può essere ulteriormente rinviata….» No, non è proprio bello né per il galateo di Monsignor Della Casa, né per la credibilità della politica.
9 gennaio 2016

 
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