Settima Salvaguardia 350 260

Settima Salvaguardia 350 260di Ignazio Mazzoli – Quanto entusiasmo e quante … ombre intorno alle notizie sulla “settima salvaguardia”, la misura legislativa che dovrebbe chiudere la vicenda “esodati” in cui anche altre lavoratrici e altri lavoratori rimasti “a metà del guado” dovrebbero rientrare, come tanti ex-Videocon della nostra realtà.
Tutto nasce dalla notizia della senatrice Anna Maria Parente capogruppo PD della Commissione Lavoro, di quel ramo del Parlamento, che annuncia l’accoglimento delle modifiche (suggerite dalla Cisl di Frosinone), che estendono il diritto ai cessati dall’attività lavorativa entro il 30 giugno 2013 facendo così rientrare sotto questo paracadute anche i lavoratori Videocon, dando una risposta alle tante famiglie coinvolte in questa vicenda.
E’ una delle pochissime notizie liete che raggiungono la piaga della disoccupazione nel frusinate. Tuttavia intorno ad essa si apre una discussione non priva di qualche lamentela. Chi è stato informato? Come? E perché non tutti?
Già nel primo tavolo InterIstituzionale svolto all’Amministrazione Provinciale si chiese che ogni novità fosse annunciata pubblicamente perché raggiungesse sempre tutti gli interessati. Chiaramente è ancora un diritto da conquistare.
Vediamo altro. Quanto conosciamo è avvenuto al Senato e perché sia una disposizione definitiva c’è ancora del cammino da fare. La platea delle persone lasciate senza lavoro e senza pensione dalla Legge Fornero si va sempre di più assottigliando grazie alle ripetute salvaguardie fino ad ora adottate. Con questa “settima”, il Governo, come il Presidente Renzi ha annunciato a “Che tempo che fa” dovrebbe definitivamente chiudere il capitolo esodati. Dovrebbe!? Infatti il Governo stima di salvare altri 30.000 soggetti con questa misura, ma secondo Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro presso la Camera dei Deputati, rimarrebbero fuori altri 20.000 esodati. Oggi vengono inclusi gli edili in mobilità e i lavoratori di aziende fallite, bene; ma essendo un provvedimento che si autofinanzia con i risparmi ottenuti dalle precedenti salvaguardie, così come riportato dall’articolo 23 della Legge di Stabilità, la misura deve essere estesa ulteriormente ai rimanenti (?) 20.000. Anche la Deputata Maria Luisa Gnecchi del PD, impegnata nella Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, ha annunciato l’arrivo della settima salvaguardia. Secondo la deputata la settima salvaguardia non sarà risolutiva di tutta la questione degli esodati ma ne serviranno altre nei prossimi anni. Non si può mettere la parola fine se non sono stati salvaguardati tutti i lavoratori senza tutela colpiti dalla riforma Fornero. “Non tutto è risolto sul problema degli esodati – spiega il presidente dell’Inps intervistato da Lucia Annunziata – siamo alla settima salvaguardia e si va verso l’ottava”.
E fin qui è chiaro che siamo ancora alla discussione.
C’è un altro aspetto da segnalare: La “settima salvaguardia” farà parte della Legge di Stabilità e questo ne condiziona tempi di attuazione e modalità. Come si ottengono i benefici è cosa che interessa più di ogni altra considerazione gli ex-Videocon, ma i criteri, saranno noti solo dopo l’emissione del decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che verrà emanato entro trenta giorni dall’entrata in vigore della Legge di Stabilità. Solo col suddetto decreto sarà possibile comprendere i criteri di accesso alla misura e la potenziale platea dei beneficiari.
“Sarà anche fastidioso per qualcuno”, come dice Gino Rossi, ma è mai possibile che rimangano nascoste le notizie, chi le da e chi le riceve, quali sono i lavoratori presenti agli incontri. “Non c’è mica da vergognarsi”, si tratta d’ informazioni che interessano tutti coloro che possono rientrare nella salvaguardia.
Perché questi silenzi? Ci vorrebbe un’assemblea nella quale chi ha informazioni spieghi a chi non sa. Seguiremo il cammino della “settima salvaguardia” fino al momento in cui si conosceranno le procedure di attuazione e se non lo faranno altri ci penserà la stampa amica dei disoccupati a convocare un’assemblea informativa.
In ogni caso teniamo tutti gli occhi aperti sull’insieme della disoccupazione. Le “misure contro il disagio” che il governo Renzi sta approntando costituiscono l’ennesima misura spot, disorganica perché frutto della sommatoria di voci di spesa diverse e emergenziali. Il Governo non si pone nemmeno fino in fondo l’obiettivo annunciato di ridurre drasticamente la povertà assoluta. Servono progetti veri e credibili e soprattutto agevolazioni alle assunzioni che con la nuova finanziaria scendono come importi e come durata: infatti si passa da 3 anni a 2 anni ed il tetto massimo scende da 8.060 euro a soli 3.250 euro. In un periodo dove la disoccupazione è ancora alta, bisogna ritornare a quanto stabilito per il 2015 a maggior ragione per le aziende del Mezzogiorno che sono al collasso.
1 novembre 15

 

La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

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Settima Salvaguardia 350 260di Ignazio Mazzoli – Quanto entusiasmo e quante … ombre intorno alle notizie sulla “settima salvaguardia”, la misura legislativa che dovrebbe chiudere la vicenda “esodati” in cui anche altre lavoratrici e altri lavoratori rimasti “a metà del guado” dovrebbero rientrare, come tanti ex-Videocon della nostra realtà.
Tutto nasce dalla notizia della senatrice Anna Maria Parente capogruppo PD della Commissione Lavoro, di quel ramo del Parlamento, che annuncia l’accoglimento delle modifiche (suggerite dalla Cisl di Frosinone), che estendono il diritto ai cessati dall’attività lavorativa entro il 30 giugno 2013 facendo così rientrare sotto questo paracadute anche i lavoratori Videocon, dando una risposta alle tante famiglie coinvolte in questa vicenda.
E’ una delle pochissime notizie liete che raggiungono la piaga della disoccupazione nel frusinate. Tuttavia intorno ad essa si apre una discussione non priva di qualche lamentela. Chi è stato informato? Come? E perché non tutti?
Già nel primo tavolo InterIstituzionale svolto all’Amministrazione Provinciale si chiese che ogni novità fosse annunciata pubblicamente perché raggiungesse sempre tutti gli interessati. Chiaramente è ancora un diritto da conquistare.
Vediamo altro. Quanto conosciamo è avvenuto al Senato e perché sia una disposizione definitiva c’è ancora del cammino da fare. La platea delle persone lasciate senza lavoro e senza pensione dalla Legge Fornero si va sempre di più assottigliando grazie alle ripetute salvaguardie fino ad ora adottate. Con questa “settima”, il Governo, come il Presidente Renzi ha annunciato a “Che tempo che fa” dovrebbe definitivamente chiudere il capitolo esodati. Dovrebbe!? Infatti il Governo stima di salvare altri 30.000 soggetti con questa misura, ma secondo Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro presso la Camera dei Deputati, rimarrebbero fuori altri 20.000 esodati. Oggi vengono inclusi gli edili in mobilità e i lavoratori di aziende fallite, bene; ma essendo un provvedimento che si autofinanzia con i risparmi ottenuti dalle precedenti salvaguardie, così come riportato dall’articolo 23 della Legge di Stabilita, la misura deve essere estesa ulteriormente ai rimanenti (?) 20.000. Anche la Deputata Maria Luisa Gnecchi del PD, impegnata nella Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, ha annunciato l’arrivo della settima salvaguardia. Secondo la deputata la settima salvaguardia non sarà risolutiva di tutta la questione degli esodati ma ne serviranno altre nei prossimi anni. Non si può mettere la parola fine se non sono stati salvaguardati tutti i lavoratori senza tutela colpiti dalla riforma Fornero. “Non tutto è risolto sul problema degli esodati – spiega il presidente dell’Inps intervistato da Lucia Annunziata – siamo alla settima salvaguardia e si va verso l’ottava”.
E fin qui è chiaro che siamo ancora alla discussione.
C’è un altro aspetto da segnalare: La “settima salvaguardia” farà parte della Legge di Stabilità e questo ne condiziona tempi di attuazione e modalità. Come si ottengono i benefici è cosa che interessa più di ogni altra considerazione gli ex-Videocon, ma i criteri, saranno noti solo dopo l’emissione del decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che verrà emanato entro trenta giorni dall’entrata in vigore della Legge di Stabilità. Solo col suddetto decreto sarà possibile comprendere i criteri di accesso alla misura e la potenziale platea dei beneficiari.
“Sarà anche fastidioso per qualcuno”, come dice Gino Rossi, ma è mai possibile che rimangano nascoste le notizie, chi le da e chi le riceve, quali sono i lavoratori presenti agli incontri. “Non c’è mica da vergognarsi”, si tratta d’ informazioni che interessano tutti coloro che possono rientrare nella salvaguardia.
Perché questi silenzi? Ci vorrebbe un’assemblea nella quale chi ha informazioni spieghi a chi non sa. Seguiremo il cammino della “settima salvaguardia” fino al momento in cui si conosceranno le procedure di attuazione e se non lo faranno altri ci penserà la stampa amica dei disoccupati a convocare un’assemblea informativa.
In ogni caso teniamo tutti gli occhi aperti sull’insieme della disoccupazione. Le “misure contro il disagio” che il governo Renzi sta approntando costituiscono l’ennesima misura spot, disorganica perché frutto della sommatoria di voci di spesa diverse e emergenziali. Il Governo non si pone nemmeno fino in fondo l’obiettivo annunciato di ridurre drasticamente la povertà assoluta. Servono progetti veri e credibili e soprattutto agevolazioni alle assunzioni che con la nuova finanziaria scendono come importi e come durata: infatti si passa da 3 anni a 2 anni ed il tetto massimo scende da 8.060 euro a soli 3.250 euro. In un periodo dove la disoccupazione è ancora alta, bisogna ritornare a quanto stabilito per il 2015 a maggior ragione per le aziende del Mezzogiorno che sono al collasso.
1 novembre 15

 

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