di Donato Galeone – Ridotta produzione di olive anche in Ciociaria e Lazio.
E’ riconosciuto da molti consumatori, non solo italiani, che l’olio extravergine di oliva prodotto nel basso Lazio di Ciociaria e nella Tuscia dell’ alto Lazio è ottenuto da olivi secolari e incentivati in parte, all’inizio dell’800, anche dallo Stato Pontificio.
Sono olivi prevalentemente impiantati su terreni collinari esposti a sud-est che caratterizzano un tipico ecosistema agroforestale paesaggistico rurale del frusinate circondato e coperto da circa il 70 % dai monti Ernici, Lepini, Aurunci e Ausoni.
In questo contesto agroambientale di inestimabile valore naturalistico, da salvaguardare, vegetano su circa 20.000 ettari gli olivi di Ciociaria coltivati da oltre 30.000 piccoli produttori impegnati a curare particelle di terreno olivato mnimali tra 0,50 e 0,75 ettari , ottenendo un olio di alta qualità destinato sia all’autoconsumo ma anche alla vendita delle olive o del restante olio, di anno in anno, al migliore prezzo di mercato locale.
Le buone e ridotte previsioni della produzione di olio extravergine di olive italiane 2015 oscillerà – in Italia – tra le 300 e 330 mila tonnellate (da Teatro Naturale n. 13 del 27 settembre 2015).
Si stima che Lazio e Toscana potranno contribuire con circa 12-14 mila tonnellate mentre appare sovrastimata – per la Ciociaria – una produzione di olive da raccogliere sulle 2.300.000 piante per ottenere – prevedendo una possibile resa 15-17 kg di olio/q.le di olive – circa 7.500 tonnellate di olio originato dalle olive della Provincia di Frosinone (stima letta dal comunicato stampa Coldiretti Frosinone del 5 ottobre 2015).
Ad oggi è da confermare, solo previsionalmente, che dai sopralluoghi effettuati nei campi olivati, da Vallecorsa al basso Lazio e dalle Colline Pontine alla Tuscia viterbese, che le olive vegetanti sulle piante – rispetto alla disastrata annata 2014 – sono di buona qualità ma di quantità ridotta rispetto alla possibile capacità produttiva della pianta.
Le olive, favorite in quese ultime settimane dall’attesa piovosità, attendono di essere raccolte e trasportate, con cura, al più vicino frantoio, partecipando e chiedendo anche informazioni, oltre i costi dovuti al frantoiano, su tutte le fasi operative e innovative del processo di trasformazione delle olive, in resa di olio da conoscere e comunicarla anche al consumatore per orientarlo verso l’acquisto – mediante prezzo trasparente – di un olio certificato e classificato extravergine ottenuto da olive italiane.
Un semplicissima esemplificazione che mi permetto definire “divulgativa”:
se da 100 kg di olive, quotate e pagate al migliore prezzo di mercato locale tra 50-55 euro /quintale e al frantoio spunta una resa tra 15-17 Kg di olio + il costo minimo della trasformazione di 0,10 euro kg di olive si può conteggiare un primo costo trasparente dell’olio:
€ 50,00 + 10,00= 60,00 € diviso 15 kg = 4,00 €/kg olio
€ 55,00 + 10,00= 65,00 € diviso 17 kg = 3,82 €/kg olio
Ma l’olio ottenuto deve essere trasportato e custodito a temperatura costante sotto azoto per una buona conservazione o si deve confezionare ed ecco un secondo costo aggiuntivo al primo:
€ 4,00 + 0,96 € (stoccaggio+confezionamento)=€ 4,96
€ 3,82 + 0,96 € ( “ “ = € 4,78
A questi costi basilari minimi, – verificabili – si deve aggiungere un terzo costo medio Kg/olio di 0,05 €/kg per l’analisi fisico-chimica e organolettica (panel test) del prodotto.
Fermo restando, quindi, queste semplici indicazionii – che possono localmente variare in più o in meno – la esemplificazione evidenzia gli essenziali costi possibili ed effetttivi della materia primaria, di trasformazione, di stoccaggio e confezionamento dell’olio extravergine di olive nella fase di franco luogo di partenza del prodotto, verso la vendita al consumatore – prevalentemente – tramite la Grande Distribuzone Organizzata.
Allora, massima attenzione, occhio alla etichettura per conoscere la “oirigine dell’olio” tenendo in conto i costi effettivi che superano i 5,00 €/kg (franco luogo di partenza) di un certificato olio extravergine di origine italiano che, peraltro e convenzionalmente, deve possedere specifiche caratteristiche analitiche che sono le seguenti:
l’acido oleico ( la cosiddetta acidità) non deve essere superiore allo 0,4%
i livelli di etilesteri devono essere massimi di 15 mg/kg
livelli di perossidi devono esesre massimi di 10 meq/O2/kg
Annata olivicola 2015 buona – ripeto – ma con produzioni ridotte anche di olio italiano in un mercato mondiale, nazionale e locale – prevedibilmente – più che movimentato oltre che speculativo nella qualità e prezzo, tra la domanda che supera l’offerta mondiale di prodotto commercializzato, merceoligicamente, “olio extravergine di oliva”.
Il Consumatore, a mio avviso, deve attivarsi per conoscere e ricercare l’autentico olio extravergine laziale e italiano – giorno dopo giorno – mediante un rapporto fiduciario più diretto tra i responsabili delle “filiere locali” che sono i Produttori, i Frantoiani e Confezionatori singoli o associati territorialmente.
Agr. Donato Galeone – Coordinatore Tecnico Organizzazione Produttori Le Badie Lazio –
(agr.galeone@virgilio.it cell. 347-8406072)
Frosinone, 09 ottobre 2015
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