di Antonella Necci – L’agricoltura italiana è la più green d’Europa (fonte: Pixabay)
Dai primati nella sostenibilità alla leadership nella qualità, dai record nella sicurezza alimentare al boom del biologico, l’agricoltura italiana è oggi la più green d’Europa con una crescita che ne alimenta il successo in tutto il mondo. E’ quanto emerge da un’analisi Coldiretti/Symbola diffusa in occasione della presentazione del Rapporto Greenitaly.
L’Italia è ai vertici mondiali per aree coltivate a biologico, ricorda Coldiretti, con 1,95 milioni di ettari nel 2018 pari al 15,5% della superficie agricola, ma è anche leader globale nelle produzioni di qualità con 5.155 prodotti agroalimentari tradizionali e con il 20% in più di denominazione di origine (Dop, Igp e Stg) rispetto alla Francia. Italia da record anche sul fronte della sicurezza alimentare, registrando tra i 5 stati europei più importanti dal punto di vista agricolo, il minor numero di prodotti con residui chimici oltre i limiti di legge, con lo 0,8% del totale contro l’1,3% della media Ue o il 5,5% dei prodotti extracomunitari. Il settore primario, inoltre, è tra i più sostenibili con il 7,2% di tutte le emissioni a livello nazionale, in calo dell’1% dal 2012 rispetto alla crescita registrata invece in Francia (+0,85%) Germania (+2,11%), Regno Unito (+2,29%) e Spagna (+10,55%).
Tra i dati suindicati non vengono indicati quelli inerenti alle aree SIN presenti sul territorio, in fase di bonifica e di rivalutazione.
Sarebbe interessante, nel caso tali dati non fossero presenti, come di fatto è, capire dove, in quali zone precise della penisola, realmente l’agricoltura sia in fase espansiva.
Non risulta infatti una politica indirizzata alla riqualificazione di ex aree industriali, mentre è più diffuso il percorso dedicato alle aziende agricole un tempo parte di beni sequestrati alle varie mafie.
Inoltre viene volutamente tralasciato di indicare se si sono rivalutate le aree oggetto di crimini di ecomafia.
La ricerca che parla di una Italia in fase crescente dal punto di vista agricolo, o non tiene conto di questo aspetto preponderante e che sta avvelenano il suolo e il sottosuolo, oppure vorrebbe implicitamente negare l’esistenza delle ecomafie quasi a voler dire che tali crimini non esistono solo in Italia, ma anche nel resto d’Europa.
Di fatto sancendo un resoconto poco probabile, magari veritiero solo in parte e solo in poche e selezionate aree del paese, che di fatto non vengono nemmeno rese note.
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