ladignitàdelledonne

ladignitàdelledonnedi Maria Luigia Pietrobono* – A Pechino ’95 i movimenti provenienti da ogni continente affermarono la pretesa di “guardare il mondo con gli occhi delle donne e proclamarono che i diritti di queste ultime,sono diritti umani”.
Le parole chiave della Conferenza furono “punto di vista di genere,empowerment, mainstreaming” e ” necessità di riformare l’intero sistema educativo.”
Nella sessione speciale dell’Assemblea dell’ONU Pechino+5 si ribadì “i programmi di studio devono affrontare il tema degli stereotipi di genere considerati come una delle cause della successiva segregazione nel mondo del lavoro”.
Nel 1997 in Italia si inserì in un ddl a firma Finocchiaro la necessità di concordare con le case editrici pubblicazioni che rispettassero il codice Po.li.te un acronimo che “indica pari opportunita’ nei libri di testo.”

I progetti di educazione scolastica alla parità di genere furono pensati ed eseguiti, purtroppo, solo in alcune, poche, realtà scolastiche.
In seguito alla adesione da parte del nostro Parlamento alla Convenzione di Istanbul, delle linee guida sono state indicate in maniera più precisa sia a livello regionale con il ddl a firma Lupi in cui si legge: “pur nel rispetto dell’autonomia scolastica devono essere inserite nei programmi di studio: educazione di genere, differenza di genere e stereotipi”, sia a livello nazionale art.5 ddl 1680 prima firmataria V. Fedeli.
A questo punto sorge spontanea una domanda : quali sono gli ostacoli che si frappongono tra l’approvazione di un ddl regolarmente sottoposto alla discussione parlamentare e la sua trasposizione nelle istituzioni di riferimento?
Perché la scuola che ha non soltanto il compito di istruire ma anche quello di educare e formare non ha recepito le indicazioni che le arrivavano non soltanto a livello nazionale ma anche internazionale dal momento che il contrasto alla violenza sulle donne inizia proprio dalla acquisizione di un linguaggio e di un comportamento che non sia sessista e non discrimini?
L’idea che si debba iniziare finalmente un percorso virtuoso anche nelle scuole del nostro territorio, sta animando l’impegno della consigliera di parità della Amministrazione provinciale di Frosinone professoressa Fiorenza Taricone che ha in animo di stabilire un contatto con dirigenti ed insegnanti di ogni ordine e grado.
Ella, fin dai primi mesi del suo insediamento, ha messo in evidenza il ruolo strategico della formazione antidiscriminatoria per le giovani generazioni che hanno certamente bisogno di una maggiore conoscenza delle politiche di pari opportunità.
«La legge sulla ” buona scuola”- ha dichiarato (Fiorenza Taricone ndr) – al di là di ogni valutazione politica che la riguarda, offre l’occasione di inserire nel POF l’insegnamento delle pari opportunità e della cultura di genere. Se questo fosse stato già attuato- prosegue la consigliera – non avremmo assistito a quelle oscurantiste discussioni di cui un’Italia retrograda è stata protagonista,distorcendo totalmente lo scopo del l’insegnamento di una cultura che si basa sulla semplice constatazione che i generi sono uguali nella diversità .»
È ancora solo l’inizio di un percorso che, spero, incontrerà il consenso di dirigenti ed operatori scolastici perché la lotta alla violenza contro le donne non passa solo dall’inasprimento delle pene ma anche e soprattutto dall’educazione.

*Maria Luigia Pietrobono conferenza nazionale delle donne Pd

 

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