ceccano palazzo antonelli 350 253

ceccano palazzo antonelli 350 253di Luigi Compagnoni – “Unità del centrosinistra ceccanese? Con i veti di Maliziola iniziamo col piede sbagliato”.
Che il centrosinistra ceccanese abbia bisogno di tornare unito è fuor di dubbio. Soltanto tornando ad una progettualità condivisa, ad un’idea concreta di sviluppo che guardi ai bisogni della gente, sapremo catalizzare nuovamente l’attenzione ed il favore della gente. Come non pensare, ad esempio, alle grandi trasformazioni della società in termini di qualità della vita, lavoro e mobilità: la politica ha bisogno di parlare un linguaggio innovativo e di grande progettualità. Sono più che d’accordo, pertanto, quando si dice che bisogna partire al più presto, per non farci trovare impreparati ai prossimi appuntamenti cui saremo chiamati.
Allo stesso modo, però, non posso non sottolineare che c’è chi, come Manuela Maliziola, è già partito con il piede sbagliato. Non si può rispondere ad un appello all’unità come ha fatto lei, vale a dire elargendo o revocando patenti di appartenenza. Se iniziamo subito a spargere veleni, tanto vale non avviare per niente il processo. Maliziola parla di opportunismo e atteggiamenti camaleontici, evidentemente cercando di mettere una pietra tombale sul dialogo. Qual è, dunque, il suo concetto di unità? Riunirci tutti sotto il suo simbolo? Avrebbe fatto meglio, invece, a prendersi la sua parte di colpa, come tutti, (e come non faccio fatica a fare io, per essere rimasto per 16 anni, in seguito alla mia estromissione dalla seconda giunta Cerroni, ai margini del dibattito politico) e a dare la sua disponibilità per ripartire. Va considerato, infatti, che fu anche la Maliziola a non partecipare alle primarie di coalizione di gennaio, così come non diede alcun contributo nel ballottaggio del 14 giugno: dov’era, quel giorno, il centrosinistra?. Vogliamo parlare di rinnovamento: ricordo a tutti che, in caso di vittoria del sottoscritto alle scorse amministrative, il Consiglio Comunale avrebbe avuto 7 elementi nuovi su 10. Inoltre, tanto per fare qualche nome, se Giulio Conti, che può vantare un’alta mole di consensi, parla di riunificazione, bisognerebbe quantomeno ascoltare la sua proposta prima di cestinarla! Ciò detto, a Manuela Maliziola dico che il confronto è importante e va fatto con tutti, senza arrogarsi il diritto di ammettere o escludere qualcuno, magari sedendoci prima intorno ad un tavolo e fissando regole precise senza personalismi e preclusioni. Ruggini e rancori: il peggior modo per iniziare.
Dobbiamo ricostruire il centrosinistra di Ceccano? Benissimo, io ci sono e mi impegnerò con tutti. Ma, se le premesse sono quelle elencate dalla Maliziola, allora non supereremo mai l’impasse attuale in tal caso, è preferibile chi, come Giulio Conti, riesce sempre a ‘portare a casa il risultato’, di fronte alla presunzione di una superiorità intellettuale e politica che, alla fine, frutta poche decine di voti (come gli “autorevoli esponenti” del Pd a cui l’ex sindaco ha fatto riferimento).
E allora: via i pregiudizi. Mi rivolgo a Manuela Maliziola con immutata stima e simpatia: nessuno chiede o vuole primogeniture. Se le primarie non sono state in grado di superare le nostre divisioni, ragioniamo tutti insieme sulle regole del confronto, magari decidendo di lasciare più campo ai giovani. In seguito, però, dedichiamoci esclusivamente ai programmi, ai progetti, a quelle idee comuni in particolare alla difesa dei valori e dei principi democratici che hanno fatto la fortuna e la storia di Ceccano e del nostro schieramento. Con il ‘tu sì, tu no’ non andremo da nessuna parte .

 

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