faustobassetta 350 260

faustobassetta 350 260di Antonella Necci – Incredibile. Le volte in cui mi sarò recata al centro di Anagni, al Comune, in uno dei suoi uffici, si conta sul palmo di una mano e ricopre la mia intera esistenza.
A voler fare la spiritosa, oserei dire che, poiché ieri è stata una di quelle rare volte, io porto sfiga al sindaco Fausto Bassetta. Si, è vero che sono capitata lì ad evento accaduto, ma guarda un po’, che coincidenza!
Ho perso l’ennesima occasione di intervistarlo, e stavolta sarebbe stata interessante davvero.
Mentre i medici dell’ARES gli medicavano i graffi, avrei potuto chiedere: ”Cosa si prova a vedersi venire addosso una donna arrabbiata come una furia scatenata?”
Perché io penso che, per osare tanto, quella donna, sia pure con precedenti, doveva essere molto disperata. Stando alla nota giunta in redazione da LazioTV, e alla “vox populi” raccolta da Paolo Carnevale, direttore di Anagnia, pare che molte fossero le voci consenzienti a suo favore, dopo l’accaduto.
Ma si sa, un conto è “dire”, un conto è “fare”. Passare dal pensiero all’azione, per la gente comune, richiede o una buona dose di coraggio, o una buona dose di disperazione. E soprattutto nel caso in cui l’azione trasgredisca le regole formali della legge.
Certo, duole pensare che una persona intelligente e poco intollerante, compatibilmente con il ruolo istituzionale che ricopre, come il sindaco Bassetta, venga fatta oggetto di simili atti.
Alla memoria ritornano subito altri sindaci, altri city managers che, con arroganza, hanno mantenuto ed incrementato i propri interessi senza essere feriti o graffiati nemmeno dalle spine di una rosa.
Certo i borbottii, le cattive parole pronunciate nell’oscurità di un angoletto nascosto nella propria cantina ci saranno state. Si, e pure tante. Ma niente fatti. Niente male azioni. Come si dice: “ Tutte chiacchiere e distintivo!”. All’Italiana.
Già, perché il primo ragionamento che viene alla mente, nel commentare simili eventi è: ”Perché a rimetterci sono sempre coloro che vogliono usare l’intelligenza anziché il sopruso, e che vogliono rispettare e far rispettare la legge?”
Forse nella sua rigidezza da servitore dello Stato, il sindaco Bassetta ha sbagliato i tempi.
Se mi posso permettere, perché se non posso lo faccio lo stesso, vorrei proprio disquisire su questo punto, senza soffermarmi su altro.
Caro Sindaco, come lei avrà avuto modo di osservare, a sue spese, la Legge, in Italia, è opinabile, reversibile, cangiante, adeguatamente glissata. Qualcosa che si adatta alle circostanze, senza modificarle. E’ come il grigio. Sta bene su tutto e non serve a niente.
Quindi insistere, e pretendere che la gente, che in questo momento è un pochino stanca e provata da troppe angherie, dalla mancanza di punti fermi, dalla mancanza di lavoro o di lavoro stabile, da condizioni di indigenza in cui la cattiva politica dei furbetti city managers di tutta Italia li hanno gettati, segua pedissequamente le regole che la Legge impone, è pretendere la Luna.
E aggiungo, un po’ da blasfema, come si fa a dire di seguire la Legge, quando tutt’intorno è corruzione? E non vorrei citare come esempio i fatti quotidiani che sono negli occhi e nelle orecchie di tutti, perché solo a citarli mi si sporcherebbe l’articolo.
E’ ovvio che quella signora, nel sentirsi dire di dover compilare moduli, per poter entrare in una graduatoria, per poter accedere, non si sa quando, ad un diritto, di cui aveva bisogno nell’immediato, abbia rapidamente operato una scelta drastica.
Quella richiesta, ai suoi occhi, avrà assunto il valore della “goccia che ha fatto traboccare il vaso”. Capita, sa. A me capita spesso, di fronte alla gente ignorante. Poi il rispetto delle regole e del vivere civile hanno il sopravvento, e non reagisco. Ma a volte mi soffermo a pensare cosa farei se sprofondassi davvero in uno stato di disperazione.
Nel ragionare, penso che la strategia politica dei furbetti è proprio questa.
Far traboccare il vaso, per poter far ricadere le colpe su coloro che fanno politica con onestà.
E’ una bella strategia, e tanti uomini politici la adottano con successo. Dopo aver abilmente strumentalizzato le miserie altrui, rientrano nella politica, che magari li aveva cacciati a gran fatica, passando per la porta principale, seguiti da un codazzo di ruffiani, e addobbati con i panni del “Salvatore integerrimo dell’Umanità”.
Un esempio su tutti?
Analizziamo la politica di Giolitti. Oppure concludiamo con le parole famose del Gattopardo di Tommasi di Lampedusa “Bisogna che tutto cambi, perché tutto rimanga com’è”.
Ed in risposta a chi dice che la signora “ ha fatto bene” vorrei dire: “Non avreste di certo osato tanto di fronte a Franco Fiorito!”…… Si vede che è lui quello che vi meritate!

27/08/2015

 

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Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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