di Alessia Lambazzi – Sono le 10,30 di venerdì 17 luglio 2015, quando nonostante l’assenza delle rappresentanze politiche locali, la conferenza stampa che vede riuniti numerosi disoccupati e Fabio Bernardini, Segretario Provinciale della Fim-Cisl davanti all’Ilva di Patrica, ha inizio. A prendere la parola è una delle tante vittime della crisi occupazionale che investe la nostra provincia, il quale ricorda i motivi principali dell’incontro: la necessità di un appoggio politico che continua a mancare, il bisogno di accelerare l’incontro con il Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) e soprattutto una discussione sulla proposta di riacquisizione del sito dell’Ilva con conseguente riassunzione dei dipendenti, da tempo rimasta in sospeso. E’ Fabio Bernardini a dare le prime risposte dipingendo il quadro attuale della situazione. Risale al maggio 2014 la proposta presentata al Ministro Guidi del piano industriale per il rilancio del sito con priorità di ricollocamento di ex impiegati ed operai Ilva da parte di Arianna Sim, la quale ha offerto 5 milioni di euro per il rilevamento del sito alle condizioni di stato attuale. La proposta d’investimento nel nostro territorio, che dovrebbe innescare uno slancio di entusiasmo nella politica, risulta essere ferma da tempo sul tavolo dei tre commissari incaricati dal Governo di occuparsene impedendo un primo importante rilancio dell’occupazione nel nostro Paese. Allo stesso modo la ripartenza della Fiat di Cassino, alla ricerca di partner che possano offrirgli materiale zincato, dovrebbe rappresentare un grande messaggio di ripresa e di partnership forte che potrebbe assicurare ai lavoratori dell’Ilva il recupero di un posto e nuove assunzioni, ma anche in questo caso il silenzio la fa da padrone.
Intanto il Parlamento Italiano discute per l’emanazione di un Decreto riguardante la cessione della Newco Ilva, la parte buona verrebbe rilevata e la Bad Company lasciata a gravare sulle tasche dei cittadini, replicando in un certo qual modo la questione Alitalia.
In questa cornice l’urlo dei tanti uomini, donne, ragazzi rimasti senza lavoro rischia di rimanere silente davanti all’indifferenza dei politici e si spera in una maggior chiarezza, un segnale che possa far comprendere se effettivamente esiste una volontà politica.
Una prima proposta di risoluzione da parte di Bernardini è l’organizzazione di un sit-in di protesta di fronte al Ministero dello Sviluppo Economico che coinvolga tutti i disoccupati. A rincarare la dose è l’ex dipendente Videocon Gino Rossi il quale, con il suo intervento, propone un’iniziativa provinciale che non veda protagonisti solo i dipendenti Ilva, in modo da unire le forze al fine di distruggere quest’aura di indifferenza. Obiettivo che il Comitato per la Vertenza Frusinate contro la disoccupazione e la precarietà sta già tentando di raggiungere attraverso le numerose iniziative portate avanti e con la redazione di un documento che contenga le questioni più urgenti da affrontare, unendosi con i senza lavoro della provincia al fine di far ripartire l’occupazione e l’economia.
Consapevoli del quadro poco incoraggiante dove non si dà liquidità al territorio estromettendo le piccole e medie imprese, in una Regione, la Regione Lazio che risulta essere la seconda per chiusure di aziende, 7193 per la precisione e, che a causa del grande carico di richieste non riesce ad organizzare trattamenti di mobilità, s’intende lanciare un messaggio di speranza. E’ con questi propositi e proposte che i partecipanti all’incontro decidono di lasciarsi portando con loro un barlume di gioia. Il 31 luglio alle ore 10 di fronte allo stabilimento dell’Ilva, i disoccupati e le loro famiglie, s’incontreranno di nuovo alla presenza dei sindacati per capire chi continuerà a sostenere questa battaglia che li vedrà protagonisti a settembre al Mise, pronti a chiedere che quello al lavoro possa tornare ad essere un diritto.