redditominimo 350 260

redditominimo 350 260di Ignazio Mazzoli – Mentre, oggi, si avvia la seconda giornata dell’assemblea per la Coalizione sociale che vuole unire ciò che è diviso (ne parleremo diffusamente a conclusione dei suoi lavori ndr), Roma ospita anche la mobilitazione, promossa dal Bin (Basic Incom Network), dal Cilap (Collegamento Italiano Lotta Povertà European Anti Poverty Network) e da molte realtà sociali e studentesche che hanno aderito alla giornata nazionale della dignità e per il reddito. Si impongono riflessioni ed azioni all’altezza della sfida per rispondere alla spaventosa crisi sociale e morale che sta scuotendo l’intera società. Mentre c’è chi inneggia alle ruspe, scopriamo invece attraverso Mafia Capitale un sistema di collusione e corruzione che ha superato ogni limite e svelato una profonda commistione con la politica istituzionale. “I più deboli e gli ultimi come schiavi e carne da macello sui quali costruire prima le proprie fortune economiche e poi quelle politiche, facendoci odiare gli oppressi ed amare gli oppressori”, dice don Giuseppe Gambardella, coordinatore nazionale di Miseria Ladra Libera/Gruppo Abele
Complici la difficile fase economica e il calo dei redditi delle famiglie, ad ogni tornata elettorale (amministrative comprese) si infiamma il dibattito sul reddito di cittadinanza, ovvero sulla proposta di reddito minimo garantito a tutti i cittadini – anche disoccupati – sostenuta da tempo dal M5S, ma che ha trovato ospitalità (e formule alternative) anche presso altre formazioni politiche. Nell’ultimo mese di maggio molte migliaia di post hanno dato conto delle opinioni, in Rete sui social network, su un tema che muove i sentimenti di giustizia e di equità degli italiani, alle prese con una quotidianità che ormai ha acuito le disuguaglianze di reddito e di opportunità.
Oggi si scende in piazza per priorità irrinunciabili e non più rinviabili. Ma se nel dibattito politico ciò non avviene, dobbiamo accettare di essere dinanzi ad una politica che è in parte il riflesso del paese e che evidentemente non considera queste come priorità. Uno scenario nuovo consolidato proprio dalla crisi, dalle privazioni e dai ricatti che ne conseguono in assenza di certezza di diritto, nel quale l’impegno e la partecipazione attiva diventano ancora più importanti, costituendo un argine democratico alla deriva che rischia di travolgere completamente la nostra democrazia.
Con l’iniziativa di oggi si indica nell’istituzione del reddito di dignità una delle principali proposte che movimenti e società civile portano avanti in tutta Europa per affrontare e risolvere la crisi. Il nostro paese è l’unico insieme alla Grecia a non aver adottato ancora questa misura che l’Europa ci chiede già dal 1992 e sia proprio tra i paesi con le più gravi diseguaglianze sociali ed i peggiori indici di dispersione scolastica, corruzione, working poors e povertà minorile. Dal 2008 al 2014 la crisi in Italia ed Europa secondo i dati Istat ha più che raddoppiato i numeri della povertà relativa ed assoluta. Più la povertà aumenta, più le diseguaglianze si ampliano, più le mafie e la corruzione come abbiamo visto si rafforzano. Per questo in Italia è necessario avere una misura come il reddito minimo o di cittadinanza. Uno scenario che non è lontano dai nostri territori con una disoccupazione che riguarda 115.00 nostri concittadini.
Dal 16 ottobre 2010, il Parlamento Europeo chiede all’Italia di varare una legge che introduca un “reddito minimo, nella lotta contro la povertà e nella promozione di una società inclusiva”. Una piattaforma per il Reddito di Dignità è disponibile sul sito www.campagnareddito.eu, ed ha già ottenuto l’adesione di tutti i gruppi parlamentari del M5S, di Sel, di Area Riformista del Pd e di altri parlamentari del gruppo misto..
Che cosa significherebbe in termini di aiuto in questa nostra provincia, è quasi intuitivo apprezzarlo. Landini, dall’assemblea della Coalizione sociale propone una mobilitazione d’autunno sul reddito di cittadinanza, e intanto le strade della solidarietà possono essere numerose e più ravvicinate. Pe esempio mettendo su un “fondo di solidarietà per i discoccupati grazie agli operai che fanno gli straordinari per devolvere una parte di stipendio ad un fondo per colleghi più sfortunati”. Ma ancora è bene ricordare che i comuni possono fare qualcosa: Il reddito di cittadinanza rientra nei livelli essenziali delle prestazioni sociali da garantire su tutto il territorio nazionale nell’ambito delle politiche di inclusione e coesione sociale promosse dalla Comunità Europea. Nel Lazio la Legge regionale n. 4/2009 si muove in questa ottica. Perché non se ne vedono gli effetti? I comuni di questa provincia la apllicano? Quanti? Anche in Campania esistono già misure di reddito di cittadinanza come contrasto alla povertà e all’esclusione, ma anche come strumento teso a favorire condizioni efficaci di inserimento e reinserimento lavorativo. Già perché “Il reddito minimo o di cittadinanza, è un supporto al disagio che garantisce una rete di sicurezza per chi non riesce a trovare un lavoro, per chi ha un lavoro che però non garantisce una vita dignitosa, per chi non può accedere a sistemi di sicurezza sociale adeguati”. E’ una misura necessaria.
E’ inaccettabile la posizione del Presidente del consiglio Matteo Renzi che definisce questa misura incostituzionale perché l’Italia è un Repubblica fondata sul lavoro, e si ricorda dell’articolo uno solo per dire no ad una misura di ammortizzatore sociale dopo aver massacrato i diritti dei lavoratori? L’esercito di braccia a poco prezzo deve essere proprio sterminato per lor signori?

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