disoccupazione precariato 350 260

disoccupazione precariato 350 260di Daniele Riggi*Il percorso coraggioso intrapreso dal “Comitato promotore per la Vertenza Frusinate contro la disoccupazione e la precarietà” rappresenta, oggi, l’ultimo baluardo di speranza per i disoccupati, i lavoratori in difficoltà e i giovani ragazzi precari della nostra provincia.
Questa nuova realtà, che è nata dall’esigenza dei molti lavoratori rimasti disoccupati di unire le forze e di resistere, è il simbolo tangibile dell’incapacità delle forze politiche, delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni del nostro territorio di riuscire a contrastare gli effetti devastanti della crisi economica che ci ha colpiti negli ultimi anni. Oramai non c’è più tempo da perdere, infatti già dal primo di maggio è terminata la mobilità per molti degli ex lavoratori della Videocon, che quindi non beneficeranno più dell’assegno che gli permetteva di sopravvivere. Per evitare che la situazione abbia esiti drammatici è necessario prima di tutto trovare delle soluzioni straordinarie ed immediate per quei lavoratori che non sono più coperti dal sistema degli ammortizzatori sociali. Contemporaneamente è necessario creare i presupposti affinché si torni ad investire nel tessuto produttivo del nostro territorio.
La vicenda Amazon, purtroppo, ci ha fatto capire come nel nostro territorio questi presupposti non siano stati ancora creati. Il colosso americano del commercio elettronico, infatti, invece di scegliere i prati verdi della Ciociaria ha scelto quelli di Passo Corese. La scelta non è di certo avvenuta per caso: se l’area di Rieti potrà beneficiare entro il 2016 di 1000 nuovi posti di lavoro è solamente grazie all’impegno e alla capacità della classe politica e delle istituzioni locali, che, avvalendosi di cospicui investimenti, sono riuscite nell’impresa di realizzare un polo logistico efficiente, in grado di attrarre ed ospitare aziende importanti, anche di livello internazionale.
Rieti ci ha dimostrato che, nonostante la drammatica crisi economica, è ancora possibile attrarre imprenditori e aziende nel nostro paese. Per far sì che ciò accada è necessario che la classe politica e le amministrazioni della nostra provincia, invece di limitarsi solamente a gestire (tra l’altro con poca efficienza) le scarse risorse che ci restano, comincino, da subito, a programmare lo sviluppo produttivo del nostro territorio; per raggiungere risultati significativi è necessario, prima di pensare a qualsiasi accordo di programma o di sviluppo, fare una riflessione seria, che purtroppo non viene fatta da molto tempo, su quale sia oggi la vocazione di questa provincia: agricola, industriale, turistica, incentrata sui servizi ?
L’istituzione del tavolo di crisi è certamente un primo passo positivo, però oggi è necessario che i partiti della nostra provincia, specialmente quelli appartenenti alla sinistra, tornino a rappresentare convintamente ed efficacemente le istanze di questi lavoratori che, ad oggi, sono senza rappresentanza.

Solamente una sinistra che si schiera convintamente dalla parte del lavoro e dei lavoratori può ritrovare quel forte potere contrattuale che gli permetta di ottenere dei risultati concreti.
Dobbiamo cambiare e rinnovarci se non vogliamo scomparire dalla scena della storia, perché una sinistra senza popolo e senza lavoratori non ha motivo di esistere. Serve un nuovo patto generazionale tra studenti, lavoratori in difficoltà, pensionati e giovani precari e serve soprattutto che i sindacati e le forze di sinistra del nostro territorio, con molto coraggio, diano dei segnali forti attraverso il rinnovamento della classe dirigente, magari accettando anche di farsi rappresentare, proprio da quei cittadini che oggi non hanno più diritti.

*Segretario dei Giovani Socialisti Frosinone

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