
di Nadeia De Gasperis – “NON C’E’ PIU’ IL FUTURO DI UNA VOLTA”, questo è lo slogan con il quale la sinistra sorana, lo scorso 10 maggio, ha aperto le porte dell’Auditorium “Vittorio De Sica” ad una assemblea cittadina. Un lavoro di sei mesi ha elaborato la strategica necessità che obbliga alla partecipazione come attiva cittadinanza, che offra soluzioni programmatiche rassicuranti e concrete ai cittadini oppressi da ingiustizie, prevaricazioni, sperequazione dei diritti, vessazioni economiche, frutto di una economia liberista che ha di fatto smantellato lo stato sociale.
L’assemblea ha visto la partecipazione di un pubblico eterogeneo e corposo che ha risposto concretamente alla volontà di creare una sinistra che non sia una sommatoria di sigle ma sinergia di intenti, una sinistra di governo, che affronti la precarietà economica e lavorativa quanto quella progettuale, dei sogni e delle idee.
Non c’è più il futuro di una volta ma l’urgenza di un futuro prossimo che affronti da subito le conseguenze di una “gestione allegra” dei soldi pubblici da parte della attuale amministrazione comunale, con la
consapevolezza che a sinistra si può governare, e ne abbiamo concrete testimonianze: la costruzione di un palazzetto dello sport, di un auditorium comunale, di una biblioteca ecc.
E di cittadinanza attiva porta un esempio concreto la testimonianza della rete degli studenti, che racconta il progetto di Tor Bella Monica, “Tor Bella Ciao”, e la volontà di allestire anche a Sora un parco cittadino diffuso.
Che si parta dallo studio del bilancio comunale per verificarne le incongruenze e gli sprechi. Verificare i parametri per la tassazione dei rifiuti, porponendo una diversificazione delle bollette in base al reddito, nonchè un progetto alternativo di gestione dei rifiuti su rotaia. Afforntare il problema delle bollette ACEA coadiuvando la concreta partecipazione a sostegno dei ricorsi. Non da meno l’urgenza di informare e sensibilizzare i citttadini per ripristinare un clima di solidarietà e attenzione verso le esigenze dei rifugiati politici rpesenti sul nostro territorio, al fine di correggere gli atteggiamenti razzisirti e spesso violenti che si consumano ai danni di queste donne e questi uomini.
E questo non è che l’inizio. Buon lavoro a sinistra.
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