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stefanovona350 260intervista a Stefano Vona raccolta da Ignazio Mazzoli – Stefano Vona, nell’articolo de L’Inchiesta dell’8 maggio, il resoconto della sua conversazione con l’autore Alessandro Redirossi si chiude con una constatazione: “Di certo c’è (nel PD ndr) una guerra intestina senza fine. E’ così a suo giudizio?
Il Circolo di Frosinone, lacerato da incomprensioni e lotte intestine, dopo oltre due anni di assenza di una guida politica, ha cercato, con l’elezione del Segretario Venturi, di avviare una una nuova stagione politica che potesse mettere insieme le diverse sensibilità interne con l’obiettivo di lavorare tutti insieme ad un progetto innovativo di presenza politica nella città capoluogo. Evidentemente, e lo dimostrano i tanti accadimenti degli ultimi mesi, l’attivismo e le indubbie capacità politiche del segretario non sono bastati a rendere il Circolo immune da certi meccanismi, che sistematicamente rendono la politica del Pd ingovernabile e schiava di logiche di appartenenza, di correnti e di aree che inchiodano il PD ad uno sterile dibattito concentrato tutto su se stesso.

2 – Lei afferma  “il partito padronale non fa certo per me”. Vuol spiegare ai lettori di unoetre.it che intende per “partito padronale”?
Cosa è un partito che si regge esclusivamente sulla leadership di 2 persone? Come definirebbe un partito dove le nuove adesioni di consiglieri comunali, avvengono ad una mozione o corrente, con disprezzo per gli organismi dirigenti? L’ultimo esempio è “l’ingresso” di Marzi nel Pd che invece di presentarsi al Direttivo del Partito ha presenziato una iniziativa d’area. Come definirebbe un partito dove le decisioni politiche di rilievo vengono prese da 4 o 5 persone? Come definirebbe un partito cittadino che organizza eventi e tenta di escludere alcune figure istituzionali che hanno l’unico limite di non appartenere a una certa mozione?

3 – Nei mesi che l’hanno vista impegnata come “Addetto stampa del Circolo PD di Frosinone” lei ha contribuito in prima persona a costruire iniziative che spingessero a discutere di argomenti politici e non di collocazioni personali con il coinvolgimento degli organi di informazioni e di singoli giornalisti (il convegno di Boville, i cento anni di Pietro Ingrao e il programma di eventi culturali del circolo frusinate). Tutto questo ora salta senza di lei? Pensa che verrà ripreso da qualcuno con la stessa visione?
Prima di ogni altra considerazione, voglio ringraziare il Segretario Venturi e il Presidente Brighindi per la fiducia accordatami per svolgere un così delicato ruolo. Con serenità voglio però dire che tutti sono utili, nessuno è indispensabile. Sicuramente le iniziative programmate salteranno perché organizzate e strutturate secondo una visione della politica che è latitante nel circolo cittadino.

4 – La causa scatenante delle sue dimissioni nel dettaglio quale è stata?
La mia esperienza mi porta a dire che nel partito ciociaro la maggior parte delle iniziative politiche sono spesso orientate al culto della personalità, alla promozione di un gruppo o a dare sfogo al proprio egocentrismo pensando che il Partito sia luogo di ricerca di potere e affermazione sugli altri. Ho detto no a chi afferma: “Se non ci sono io non si può fare!”. Ho detto no a chi voleva trascinare gli eventi culturali organizzati dall’ufficio stampa del circolo, in collaborazione con il quotidiano “L’inchiesta”, in strumenti di bilanciamento della presenza di un determinato politico rispetto a un altro, in manifestazioni organizzate da mozioni con il simbolo del circolo.

5 – Solo questioni di immagine? Lei fa un riferimento all’Asi, ci spiega compiutamente che cosa vuole chiamare in causa e come giudica l’operazione compiuta dal suo partito con la scelta di De Angelis?
Il Comune di Frosinone è il secondo azionista, dopo la Camera di Commercio, del Consorzio Asi. Un esponente di spicco del PD provinciale e iscritto al Circolo di Frosinone, viene indicato alla Presidenza di quell’Ente senza che il PD cittadino e il segretario siano stati quasi minimamente, interessati alla questione. Pongo allora un’altra questione, non meno rilevante: l’Asi svolge un ruolo di progettazione economica ed industriale del territorio consorziato; De Angelis svolge attività politica attiva ed è punto di riferimento di una mozione: come si può esercitare il ruolo di Presidente dell’Asi ed assicurare contemporaneamente agibilità politica nel Pd quando una parte, per forza di cose, intreccia la politica con la gestione diretta di interessi così particolari come quelli che promuove e tutela il Consorzio industriale? Non ce la si può cavare con l’affermazione “l’Asi è l’Asi e il “Pd è il Pd”. C’è un dato politico evidente e preoccupante, De Angelis è stato eletto all’Asi con i voti del Centrodestra così come è accaduto con Pompeo alla Provincia; Centrodestra contro il quale il Pd e il suo Gruppo consiliare sono impegnati giornalmente a svolgere una battaglia politica di opposizione sui temi strategici, come quello del nuovo Stadio.

6 – La vicenda Civati è una campanella d’allarme. il malessere è profondo, che cosa è necessario fare perché il PD diventi un organismo democratico capace di capire la società e in grado di rispondere alla sue esigenze? In particolare Come si supera la situazione frusinate?
In alcuni momenti, nel vivere la realtà del Pd frusinate, è forte la tentazione di mollare un partito dove è fortemente diminuita la praticabilità politica e dove vige la legge del più forte, dove si cerca di scimmiottare il premier cercando di recitare la parte degli uomini soli al comando. In Ciociaria credo che sia necessaria una rigenerazione del Pd attraverso quella che Enrico Letta definisce “la sfida della politica competente”, “una politica che approfondisce e cerca di capire, ma poi decide assumendosi le proprie responsabilità. Una politica, soprattutto, intesa come tensione etica e dedizione alla cosa pubblica, che vuole incidere sulla realtà, senza mai smarrire, però, la consapevolezza più importante: la differenza che passa tra governare e comandare”.

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