di Ignazio Mazzoli – Un comunicato dell’Ufficio Stampa del Sindaco di Anagni informa dell’incontro svolto nel pomeriggio di lunedì 4 fra il sindaco Fausto Bassetta, l’assessore Aurelio Tagliaboschi e i sindacati che si occupano delle vertenze relative alle aziende fallite o in crisi di Anagni e del territorio. “Per i sindacati erano presenti Ennio La Bella della Femca Cisl, Mauro Piscitelli della Uiltec Uil, Enzo Valente e Gianfranco Giuliani della Ugl Chimici e Paolo Sabatini della Usb”, così dice il comunicato.
L’incontro si è svolto proprio nel giorno in cui il sindaco di Anagni avrebbe dovuto essere davanti alla Regione Lazio insieme alle rappresentanze degli ex dipendenti Videocon e Marangoni Tyre e delle tante aziende in difficoltà, ma questa iniziativa è stata annullata. Ancora nessuno ne conosce le ragioni e neppure chi ha preso la decisione di annullare la manifestazione annunciata.
Pensiamo che convocare una riunione presso il comune di Anagni nello stesso giorno in cui si doveva andare a Roma abbia un significato. Ancora una volta il sindaco Bassetta vuole dimostrare che ha messo in campo l’impegno della sua amministrazione per affrontare i gravi problemi occupazionali che hanno investito l’area nord della provincia di Frosinone come è rimarcato dalla decisione di rilanciare l’impegno con “Una giornata per il lavoro”, attraverso “una manifestazione che si terrà nella Sala della Ragione del Comune di Anagni il prossimo 11 giugno con la partecipazione di sindacati, amministratori, rappresentanti regionali, industrie e lavoratori” (questi sempre in fondo).
Bene per la determinazione del sindaco. Ma in molti si chiedono perché non si sia svolto il previsto incontro con la presenza dei lavoratori a Roma e ancor più, cosa e chi l’abbia ostacolato o peggio l’abbia impedito. Circolano voci che meritano di avere una risposta. Mentre i disoccupati, i lavoratori in difficoltà cercano un contatto con le istituzioni si crea sempre un ostacolo, qualcosa o qualcuno si frappone a questo dialogo. Non lo vuole Zingaretti? Non lo vogliono i partiti e gli eletti della provincia di Frosinone e se è così che ne pensano i sindacati? Quante domande, nessuna risposta. Purtroppo è sempre così.
Abbiamo postato il comunicato di Anagni sulla pagina Facebook della consigliera Bianchi che cortesemente così ha commentato: «Si è tenuto due settimane fa presso la Regione, un incontro con l’Assessorato al Lavoro e l’Assessorato allo Sviluppo. Presenti all’incontro i sindacati, il Sindaco Bassetta, l’Assessore Tagliaboschi. Nell’incontro si è discusso proprio dei punti evidenziati nell’articolo (comunicato ndr) e sono state prospettate le misure di intervento che la Regione sta mettendo in campo per il sostegno all’occupazione. Sono stati inoltre chiariti i punti relativi all’attuazione dell’Accordo di Programma. Se non ricordo male c’era l’impegno delle parti (Sindaco e Sindacati) di diramare un comunicato stampa con i contenuti dell’incontro …»
Bene per l’informazione. Purtroppo non ci dice perché l’incontro del 4 non si è svolto. Perché una riunione di dieci giorni prima avrebbe dovuto chiarire i punti sui quali i disoccupati volevano sentire direttamente le risposte? Sappiamo, però, che avrebbe dovuto esserci un comunicato, che mai è stato emesso e nulla si sa di cosa si sia discusso e quali sono state le conclusioni.
Alcune questioni reclamano chiarezza. 1) E’ finita la mobilità per circa 170 ex-Videocon che dal primo maggio non hanno più l’assegno che permetteva loro di sopravvivere. Si dice che potrebbero essere ricollocati grazie alle norme (sperimentali ndr) che saranno utilizzate verso gli esuberi di Alitalia Etihad. In che tempi? 15 giorni, 15 mesi, o…? Il tempo non è indifferente; 2) Quali sono i chiarimenti relativi all’Accordo di Programma? Che le due industrie farmaceutiche dichiarano la disponibilità ad assumere poco più di cento lavoratori? Chi saranno? Chi deciderà la selezione? E tutti gli altri che faranno, si gireranno i pollici?; 3) Si dice che la proprietà del sito dismesso di località Frattarotonda (Vdc Technologies) è disponibile alle decisioni che prenderanno le istituzioni. Perfetto, visto che sarà una offerta golosa per chi vorrà fare impresa, sul piatto della bilancia quante centinaia di lavoratori ex-Videocon e quanti disoccupati “dovranno” esser assunti perché chi ne fa richiesta sia prescelto? Si può richiedere che tutta la zona colpita dalla crisi di tante industrie diventi una “No Tax area” negoziando con determinazione riassunzioni e nuove assunzioni?
Le iniziative da intraprendere per uscire dall’impasse possono esserci, ma non possono stare nelle mani di pochi perché devono essere trovate soluzioni condivise con gli interessati che oggi sono in drammatica difficoltà. Non si può continuare ad escluderli da ogni incontro ed ogni trattativa. Per chi è stato al Primo Maggio di Isola del Liri è apparso chiaro come fra i disoccupati e i precari, che sono decine e decine di migliaia, alberghi solo sfiducia nera. Queste lavoratrici e questi lavoratori non possono esser trattati come cittadini di serie “c” o peggio e lasciati nell’emarginazione e tanto meno possono essere menati per il naso. Hanno scoperto con intelligenza la favola di Amazon. Perché continuare ad insistere. Non c’è più molto da scoprire. Leggete. Sul quotidiano “la Repubblica.it” alla pagina
http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/02/03/news/amazon_a_passo_corese_ok_al_polo_logistico_del_commercio_online-106393768/, pubblicato il 3 febbraio 2015, si trova scritto quanto segue: «L’idea (del centro Amazon nel Lazio ndr) – spiega Ferroni (Andrea Ferroni è il presidente del Consorzio industriale di Rieti ndr) – non nasce dall’oggi al domani. È stato infatti necessario prima di tutto trovare i partner privati disposti a investire nel progetto. Poi si è passati all’espropriazione di alcuni terreni e alla messa a norma e organizzazione di tutto il Polo. Solo gli espropri sono costati 26 milioni di euro, mentre in totale l’investimento è di 70 milioni».
E’ chiaro? “Solo gli espropri sono costati 26 milioni di euro”, cioè sono stati già fatti. Allora parliamo di cose concrete e realizzabili o dovranno pensarci gli Stati generali dei disoccupati e dei precari?
6 maggio 2015
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