frosinone corso della repubblica 350 260

frosinone corso della repubblica 350 260di Ivano Alteri – Il Frosinone, i suoi giocatori, la sua società stanno dando grandi soddisfazioni ai tanti tifosi e appassionati di sport, non solo della città e della provincia di Frosinone. La vittoria contro il Carpi, prima in classifica, rafforza la speranza che questa nostra squadra possa assurgere ai massimi livelli dell’agonismo calcistico nazionale, già in occasione del prossimo campionato di serie A.

Il loro impegno e i risultati conseguiti stanno riuscendo ad attrarre l’attenzione anche di chi, come noi, non si occupa molto di calcio, e di esso ne sa molto poco; così come di coloro che non hanno grandi riferimenti con la nostra terra (potrà sembrare pazzesco, ma abbiamo conosciuto un colleferrino tifoso del Frosinone! Da non credere). Se questa speranza si concretizzasse, noi ciociari ci ritroveremmo proditoriamente, e molto più di ora, scaraventati nell’agone nazionale, non solo calcistico; squadernati sotto gli occhi di tutti i nostri connazionali, con tutti i nostri pregi e difetti. Siamo pronti? Sarebbe un incubo o un sogno?

Un primo ostacolo verso il sogno, com’è noto, è costituito dalla inadeguatezza delle strutture disponibili, in particolare lo stadio. Se arrivassimo alla serie A come siamo giunti alla B, con le tribune del Matusa rabberciate in fretta e furia, l’incubo sarebbe certo. Ragionare, quindi, su come realizzarne uno all’altezza del compito dovrebbe essere impegno di tutti, considerando anche il suo carattere di “infrastruttura”, utile non solo ai fini sportivi. Purtroppo, l’approccio odierno non è all’altezza della situazione, caratterizzato com’è da facilonerie e sotterfugi inaccettabili e assolutamente deleteri, da parte degli amministratori; togliere fondi già stanziati per il Museo Archeologico Comunale e le strutture dell’Unitalsi, ed altre opere, non ci pare infatti un’idea degna di una buona amministrazione e completamente inadeguata allo scopo. Al contrario, ci sarebbe bisogno di maggior coraggio e determinazione, per porre il problema nella sua interezza, nella massima trasparenza amministrativa e col maggior coinvolgimento possibile dei cittadini frusinati e dell’intero territorio.

Secondo la nostra personale opinione, visto il nostro forte legame con l’ampio concetto di bene comune, la soluzione potrebbe essere una coraggiosa Tassa di Scopo finalizzata al completamento del Casaleno, che lo renda uno stadio degno del rango agonistico, dopo una specifica, diffusa e rapida discussione tra i cittadini e nelle istituzioni. Ma questa è una proposta da comunistacci tartassatori, e quindi da scartare senza indugio.

Allora, ne abbiamo raccolta un’altra, di stampo liberale, da una conversazione con l’amico Marco Mastronardi, il quale suggeriva l’ipotesi di una Pubblic Company, una società ad azionariato popolare, anch’essa capace di rendere il nuovo stadio un’impresa e una proprietà collettive.

Entrambe avrebbero il vantaggio di non mettere cittadini contro cittadini, di coinvolgere il territorio, di reperire risorse dignitose senza penalizzare altre opere, di restituire la giusta importanza alla costruzione dello stadio. Esse, potrebbero inoltre servire a dare un segnale, a noi stessi e agli altri, di essere in grado di coalizzarci ed operare collettivamente, condizione indispensabile per uscire dal pantano in cui stiamo affogando, non solo nel campo economico.

Una squadra di calcio, per quanto tenace e vincente, non può bastare, da sola, a risolvere i problemi di un intero territorio; ma può favorire la nascita della giusta consapevolezza collettiva, del coagulo territoriale necessario all’impresa; come un granello di polvere, sorprendentemente, favorisce la nascita di un candido fiocco di neve. Insomma, la costruzione di uno stadio di serie A può servire a realizzare un territorio di serie A. Ma per farlo bisogna avere idee e comportamenti freschi e cristallini.

Frosinone 26 aprile 2015

Di Ivano Alteri

Ivano Alteri: Libero professionista di Frosinone, esperto in problemi del lavoro, ha collaborato prima con edicolaciociara.it sul cui sito ha pubblicato interventi relativi al mondo del lavoro e alla politica più in generale. Ha collaborato alla ricerca sugli infortuni sul lavoro svolta dall'associazione Argo per conto della Provincia di Roma, poi pubblicata dalla stessa. Dalla nascita di unoetre.it è membro della sua Redazione

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