Il lavoro prima di tutto

Il lavoro prima di tuttodi Stefano Vona – Fermare il declino e l’aumento dei disoccupati e dei giovani in cerca di prima occupazione non può che passare attraverso un ripensare il modello di sviluppo locale.
In assenza di una politica industriale nazionale servirebbe, alla Provincia di Frosinone, un progetto di territorio elaborato con il concorso di tutte le energie endogene e i soggetti pubblici locali, mettendo da parte l’atteggiamento di chi aspetta che venga dall’esterno il salvatore. Forse possiamo ritrovare qui un vizio storico della Ciociaria che, stretta tra le grandi aree urbane di Roma e Napoli, in una posizione per certi versi strategica ma per altri strutturalmente critica, sul lungo periodo ha sempre vissuto di svolte subite guidate dall’esterno, alimentate spesso da risorse esogene.
Non basta pensare allo stabilimento, come invece continua a fare una certa politica e un certo sindacato che alimentano false speranze in una popolazione ridotta allo stremo dalla cassa integrazione e dall’assenza di reali progetti per il rilancio dello sviluppo economico. Occorre ripensare la città e il territorio, e in questa direzione elaborare un progetto imperniato sulla bonifica e rigenerazione delle aree industriali e sulla considerazione degli impianti dismessi non solo come archeologia industriale ma popolazione ridotta allo stremo dalla cassa integrazione e dall’assenza di reali progetti per il rilancio dello sviluppo economico.
Occorre ripensare la città e il territorio, e in questa direzione elaborare un progetto imperniato sulla bonifica e rigenerazione delle aree industriali e sulla considerazione degli impianti dismessi non solo come archeologia industriale ma come incubatori culturali per la diversificazione dell’offerta turistica e l’ implementazione di ricerche dei centri di produzione del sapere.
Un progetto di respiro regionale, nazionale ed europeo, ma elaborato da una comunità locale attraverso reti di collaborazioni tra pubblico e privato. Un progetto strategico di archeologia industriale, che al pari dell’esperienza di altre regioni europee (Rhur, ecc.) sia in grado di rianimare economicamente e culturalmente l’area Frosinone-Anagni, non rinunciando all’identità industriale, ma aggiornandone i significati e mettendola a frutto secondo la filiera conoscenza-tutela-valorizzazione. La collocazione geografica che unisce mirabilmente tradizioni rurali e industriali, rendono la Ciociaria ancora più adatta a una simile progettazione, rendendola suscettibile di divenire in prospettiva attrattiva turisticamente e culturalmente. In tale contesto gli elementi di forza di uno sviluppo endogeno territoriale dovrebbero essere proprio i beni culturali (diffusi o puntuali, nei quali rientra a pieno titolo l’archeologia industriale), le produzioni agricole, il paesaggio, i boschi e i centri storici, le tradizioni. Tutto ciò deve essere maggiormente integrato con l’obiettivo di promuovere un turismo equilibrato e consapevole, in simbiosi con le attività e la cultura locale. Una visione del turismo non settoriale, dunque, che superi l’idea di sempre nuovi insediamenti edilizi e di un mercato del lavoro sostanzialmente precario e dequalificato.
Insieme all’archeologia industriale, il patrimonio di conoscenze ed esperienze, di cultura del lavoro, che si è accumulato nel corso degli anni grazie a dirigenti, tecnici e operai non deve andare disperso. È una ricchezza che il territorio deve saper sfruttare per i suoi progetti strategici, per superare i momenti critici, per riconquistare fiducia e per rilanciarsi come importante polo economico-produttivo nell’ottica dello sviluppo sostenibile.
Non si tratta di rinnegare un’esperienza, quella dello sviluppo industriale, ma di far prevalere un modello integrato e sostenibile di sviluppo locale, imperniato sul rilancio in chiave produttiva ed occupazionale delle vocazioni autentiche e delle risorse ambientali del territorio, superando la monocultura industriale che ha prodotto, insieme ad altri fattori, il disastro economico e sociale che stiamo vivendo.

pubblicato sul quotidiano L’Inchiesta del 28 febbraio 2015 con il titolo Vona (PD): non ci saranno salvatori esterni, nelle cronache di “Vertenza Frusinate”/ il dibattito sul futuro possibile del lavoro in provincia, lanciato da Mazzoli

La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

 

Di Autore/i esterno/i

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.