di Danilo Collepardi – Nei giorni scorsi la FIOM , il sindacato dei metalmeccanici della CGIL, ha indetto uno sciopero nello stabilimento di Pomigliano d’Arco della FCA (ex FIAT per capirci). Su circa 1.500 operai, hanno aderito allo sciopero in 5 (cinque). La notizia è passata del tutto inosservata, non ci sono state grida e proteste da parte della sinistra così detta radicale, Fassina e Civati non hanno chiesto le dimissioni di Landini (segretario nazionale della FIOM) e stranamente neanche di Renzi a cui sicuramente addossano parte se non tutta la responsabilità, eppure il fallimento è assolutamente clamoroso. In altri tempi, dentro al PCI, avrebbero discusso, su questo disastro, per almeno una settimana (c’è da dire però che con il PCI Landini non sarebbe mai diventato segretario della punta di diamante del sindacalismo italiano). Questo triste evento ci dà la prova di quanto sia diventata grande la distanza tra certo sindacalismo radicaleggiante e i bisogni, i sentimenti e anche le paure della classe operaia italiana.
Altra notizia, SEL, M5S, Lega, FI e minutaglie varie di destra, insieme agli ineffabili Fassina e Civati, hanno abbandonato l’aula del Parlamento per protesta contro l’approvazione delle riforme costituzionali. Due considerazioni: Forza Italia dopo aver condiviso e votato la riforma, ora, tutt’ad un tratto, dichiara che trattasi di attacco alla democrazia; SEL e M5S, dopo aver tuonato per mesi (praticamente non hanno fatto altro), contro il patto del Nazzareno tra Renzi e Berlusconi per le riforme istituzionali, ora che il patto è rotto, si mettono con Berlusconi contro il governo Renzi. Ci trovate un briciolo di politica in tutto questo o almeno di razionalità? A parte il M5S che è composto da una miscellanea di orientamenti politici diversi e pertanto non ne possiede uno proprio se non quello di essere, per necessità, contro tutto e tutti, indistintamente, con una certa preferenza per il PD. Ma SEl, che è un partito che ha alle spalle una storia politica lunga e nobile, non si rende conto che rischia di isolarsi completamente dalle esigenze del popolo italiano? Ma se a indicare la strada a certa sinistra italiana deve essere Landini ci si deve rendere conto che quella strada porta da nessuna parte, è senza sbocco. Su Fassina e Civati stenderei un velo pietoso.
Si parla tanto ed a ragione, dello sbandamento del centro destra in Italia, con Berlusconi che non sa più che pesci pigliare, io a questo, aggiungerei e ne sono preoccupato, anche un disorientamento serio di parte importante della sinistra italiana. Dire che Renzi è come Berlusconi è solo uno slogan vuoto e manco più ad effetto e poi non fa una politica. La politica è cosa seria (checché se ne dica) necessita di idee forti, elaborazioni, obiettivi, passioni che spostino consensi , i soli slogan o anche le battutacce alla Grillo, non bastano.
Frosinone 16/2/2015
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