ceccano monumento 350 260

ceccano monumento 350 260da Roberto Giannetti riceviamo e pubblichiamo – Un grande risultato di raffinata ingegneria politica…in questo modo mi sento di definire il quadro raggiunto dal Segretario e dal Presidente del circolo PD di Ceccano.
Si rimane perplessi nell’accorgersi come, proprio a ridosso delle elezioni amministrative dei prossimi mesi, una discutibile condotta e un’inabile regia abbiano portato il partito ad un vicolo cieco.
La Federazione Provinciale del Partito Democratico, da tempo assente sul territorio e colpevole della mancanza di un’azione fortemente rinnovatrice, si vede oggi costretta alla rincorsa di simboli ed alchimie diventate purtroppo scatole vuote, semplici sigle da apporre sul proprio manifesto.
Non è purtroppo un mistero come le primarie del 25 gennaio si siano trasformate da strumento democratico per eccellenza, utile a costruire una piattaforma condivisa e collaborativa, in un sostanziale scontro tra gruppi di potere cittadino.
La mancanza di solide basi ed accuse di carnevalesche infiltrazioni hanno fatto il resto, decretando di fatto lo sgretolamento di quella che mai si è potuta definire una vera coalizione.
Il risultato di quest’abile condotta in capo a chi guida il primo partito cittadino, è un centrosinistra che si appresta a presentarsi alle amministrative di maggio in modo frammentato ,quasi polverizzato, in campo con ben tre candidati.
Luigi Compagnoni, vincitore il 25 gennaio, sostenuto da ciò che rimane della coalizione delle primarie, Gianni Querqui, fuoriuscito dalla stessa e con una storia politica di centrosinistra alle spalle, e Manuela Maliziola, già sindaco uscente di esperienza socialista.
L’aspetto bizzarro e quasi tragicomico è come un partito, mai stanco di definirsi per bocca dei suoi esponenti forte del 40% dei consensi, non riesca ad esprimere dei tre neanche 1 candidato alla guida di Palazzo Antonelli. Ma forse questa ad oggi è una fortuna!
Il declassamento della condotta politica del PD ceccanese e la riproposizione di personalismi ed azioni strumentali da parte di figure ormai politicamente logore, era già emerso nella gestione del tesseramento prima, e successivamente nello stesso congresso del partito cittadino.
La solita misera conta delle tessere, la completa assenza di dialogo e di prospettiva, una maggioranza raccolta intorno al semplice istinto di sopravvivenza politica, hanno concorso a frenare, almeno momentaneamente, qualcosa che nel partito ceccanese va faticosamente emergendo.
Ciò,definiva,nei comportamenti e nel merito,il vero punto di non ritorno per un chiarimento politico, utile se non addirittura fondamentale per avviare una necessaria e non più rinviabile ricostruzione del circolo del Partito Democratico di Ceccano, della sua azione politica e della nuova classe dirigente da costruire e sostenere.
Sarebbe tuttavia ingiusto addossare queste colpevoli mancanze totalmente all’attuale gestione, col rischio di coprire o peggio giustificare condotte passate poco meritevoli e mai appianate.
L’ingresso del pd nella prima giunta Maliziola, il congresso farsa del 2013, le dimissioni dal consiglio comunale e il soccorso alle destre per sfiduciare un sindaco eletto con la faccia e con i voti del centrosinistra, definiscono un contorno mai discusso e mai risolto.
Il tutto nella totale assenza di confronto e dialogo con gli iscritti e sotto gli occhi “distratti” della Federazione Provinciale.
Mi rendo conto che opportunità, tempi e circostanze per chiedere un passo indietro può sembrare pretestuoso alle porte di un appuntamento elettorale, ma invito fortemente, chi di questo partito si definisce dirigente locale e provinciale, a chiedersi cosa si vuole ancora difendere, che cosa stiamo cercando disperatamente di salvare a fronte di una fuga di ex candidati dalle nostre liste, della perdita del ruolo di perno del centrosinistra locale, e della messa in ombra di quanto di buono ancora sopravvive nel partito ceccanese?
La politica dei calci di rigore, dell’ultimo minuto, del recupero sul fischio finale non ha mai portato grandi risultati, e non comincerà certamente adesso.
Nella speranza, che dietro questo ennesimo barcollante scenario politico non ci sia la solita regia di qualche coordinatore, interno o esterno al pd,disposto a sacrificare la carta ceccanese per il più ambito scranno nel vicino capoluogo o di altri prestigiosi incarichi, auguro a tutti una buona campagna elettorale.
Roberto Giannetti 13-02-2015

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