intervista in testo e in video di Mirko Ferrari raccolta da Ignazio Mazzoli – La prima volta del M5S a Ceccano ha il volto di Mirko Ferrari. 31 anni, nato e vissuto a Ceccano, laureato in Economia, svolge la professione di consulente direzionale per alcune società, di una di queste è socio. Grazie al suo lavoro conosce bene il tessuto imprenditoriale della regione e della nostra provincia. occasionalmente segue dei progetti anche in Veneto.
Nel tempo libero ama molto leggere, in particolare scrittori americani come Chuck Palahniuk, Kurt Vonnegut e Cormac McCarthy, inoltre è uno sportivo fin da piccolo e appena può si dedica a qualche attività.
1) Cosa lo ha spinto o convinto a candidarsi?
La candidatura è stata la conclusione naturale di un percorso di attivismo fatto insieme a tante altre persone piene di entusiasmo e di energie. Ci siamo accorti che organizzandoci riuscivamo a portare avanti iniziative apprezzate dai cittadini, riuscendo a incidere sulla loro qualità della vita. Il commissariamento del Comune ci ha messi di fronte a una scelta e abbiamo deciso di proseguire e potenziare il percorso già intrapreso formulando una proposta elettorale. Il mio nome è emerso da un processo di selezione interna, con regole stabilite diversi mesi prima, e che ha preso in considerazione due variabili fondamentali: il livello di attivismo e il curriculum dei candidati.
2) E’ la prima volta del M5S a Ceccano? Perché prima no?
Innanzitutto perché prima del 2013 non c’era un gruppo a Ceccano. Il primo nucleo si è formato all’inizio del 2013, ma è con le politiche dello stesso anno che intorno al nucleo iniziale si sono aggregate più persone. I risultati ottenuti dal Movimento 5 Stelle, più di 3500 voti solo a Ceccano, ci hanno fatto capire che c’erano già le condizioni per avviare un cambiamento culturale nella politica locale. I progetti e le attività sono stati avviati ancora prima dell’avvento del commissario. Infatti, il progetto “Elezioni 2015”, che ci vede adesso impegnati in prima linea con una proposta politica completamente rinnovata rispetto al contesto esistente, si configura come uno fra i tanti progetti avviati e da avviare per il bene della nostra comunità.
3) Diventare sindaco per fare cosa?
Per riportare la cosa pubblica all’equilibrio giusto nei rapporti fra cittadino e amministrazione, che abbia come conseguenza il risanamento delle condizioni in cui versa la nostra comunità. I governanti degli ultimi tempi hanno dimenticato che il compito di un amministratore è proprio tutelare e valorizzare i Beni Comuni (acqua, aria, territorio, salute, educazione). Anzi, si sono riempiti la bocca di buoni propositi, soltanto in campagna elettorale, mentre di fatto si sono riempiti le tasche di profitti personali a discapito della cosa pubblica (clientelismo, interessi particolari, mancanza di trasparenza). Un comune a 5 stelle ha come bandiere la Trasparenza, l’Efficienza Amministrativa, la Competenza, l’Onestà e punta a fare il bene della comunità in tutte le sfere della vita pubblica. Basta guardare gli esempi che abbiamo dato sul tema Acea e le altre iniziative fattive che abbiamo promosso su territorio, edilizia scolastica ed efficienza energetica.
4) Come giudica il quadro politico della competizione elettorale?
L’attuale panorama politico, frammentato e caotico, è la conseguenza logica della mala politica degli ultimi venti anni. E non solo a Ceccano. Finché si continuerà a intendere la politica come scambio di voti e favori, e non nel suo senso più alto cioè la Politica (con la P maiuscola) per fare il bene della città, allora niente di questo cambierà. Ed è in questo panorama che emerge il 5 Stelle come unica alternativa al marcio, corrotto e insostenibile sistema politico. Probabilmente basterebbe confermare il risultato ottenuto dal M5S nel 2013 per poter aspirare a un ballottaggio. Sappiamo che è una sfida difficile, con tutte le vecchie forze politiche determinate a fare terra bruciata intorno al nostro progetto, ma in realtà sappiamo che il cambiamento è dietro l’angolo, e soprattutto alla portata di ciascun cittadino che, forte solo della sua coscienza, sa che il suo voto per il M5S alle prossime elezioni sarà la sola cosa che potrà risollevare le sorti di questa città.
5) Secondo lei perché si è arrivati al Commissariamento del Comune di Ceccano?
Un po’ per i motivi appena descritti e un po’ perché evidentemente a un certo punto la Maliziola non rappresentava più quella figura che potesse fare da collante tra i vari pezzi del vecchio sistema e quindi è stato attuato dalla maggioranza un vero e proprio ammutinamento, al quale, per ovvie ragioni di convenienza politica si è unito il centrodestra. Purtroppo però la Maliziola sapeva benissimo fin dall’inizio chi fossero i suoi sponsor ed era prevedibilissimo che potesse finire così. Oggi notiamo che una parte dell’opposizione che tanto si è spesa per far cadere la giunta, ha inglobato ben 2 assessori su 5 della di quella stessa giunta, contraddicendo la sua azione politica e ragionando semplicemente in termini di acquisizione di pacchetti di voti.
6) Chi è l’avversario da battere e il principale per il M5S?
L’avversario da battere è l’immobilismo. Noi, gli attivisti, ci siamo posti un problema chiave: o continuiamo a subire le cattive scelte di coloro a cui abbiamo affidato la nostra terra, o ci muoviamo, ci impegniamo in prima persona per modificare lo stato delle cose. Noi rappresentiamo un altro modo di fare politica, ma soprattutto rappresentiamo il FARE, non il PARLARE. Siamo stanchi delle solite chiacchiere. Un esempio su tutti, nei due mesi in cui abbiamo analizzato il problema della gestione del servizio idrico da parte di ACEA ATO 5 e in cui abbiamo fatto pressione sul Commissario e sul Comune abbiamo ottenuto dal di fuori un risultato storico, quello delle ordinanze di riallaccio. Invece tutte le forze che oggi si presentano alle elezioni, pur avendo avuto l’opportunità di fare qualcosa dall’interno non hanno mosso un dito. Da questo punto di vista, come è evidente, non abbiamo concorrenti.
7) Quali le emergenze di Ceccano?
Le condizioni attuali in cui versa Ceccano sono gli effetti nel tempo di tante emergenze che hanno portato all’esasperazione le persone e il territorio. Le emergenze principali sono sicuramente l’assenza di politiche di sviluppo economico, con una disoccupazione cittadina che si attesta intorno al 17%, ben 4 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale; la tragica situazione ambientale con livelli di inquinamento che ci collocano ai primi posti in Italia e per finire la scarsa trasparenza nella gestione della cosa pubblica con scambi di favori e gravi inefficienze all’ordine del giorno.
8) Le tre cose che vorrebbe fare subito dopo eletto?
Tre emergenze prioritarie tra le nostre prime azioni sarebbero le seguenti:
a. Importante lavoro di razionalizzazione dell’uso delle risorse pubbliche. A titolo di esempio se solo consideriamo tre voci di bilancio, c’è 1 milione di euro da incassare da Acea per canoni di concessione, oltre 1 milione di canoni di urbanizzazione da incassare e 500 mila euro di risparmio energetico conseguibili sull’illuminazione pubblica, parliamo di oltre 2 milioni e mezzo di risorse che potrebbero essere usate, tra le tante opzioni, per creare un fondo per la microimpresa e le startup e alleggerire la pressione fiscale.
b. Impegnare con continuità il tavolo di lavoro dei sindaci della Valle del Sacco per coordinare e monitorare il lavoro di bonifica, che coinvolge anche altri livelli amministrativi quali Regione e Governo. Quello che possiamo fare inoltre è un monitoraggio di tutti gli inquinanti con rilevazioni puntuali e in tempo reale su acqua, aria e suolo al fine di individuare le relazioni tra cause ed effetti, che poi è il lavoro che abbiamo già avviato con il nostro progetto della Mappa dei rischi per la salute.
c. Creazione di un regolamento, al quale stiamo già lavorando, per gestire in maniera trasparente l’assegnazione degli incarichi sotto soglia, prevedendo una commissione indipendente di cittadini che valuteranno caso per caso l’aderenza ai criteri stabiliti per l’assegnazione dei lavori a imprese e professionisti. In questo modo intendiamo chiudere le corsi preferenziali delle quali alcuni soggetti con legami politici potrebbero usufruire. Queste sono tre aree di intervento, ma non vanno dimenticate altre aree importanti sulle quali intendiamo intervenire come la gestione dei rifiuti, sulla quale stiamo formulando una proposta e la risoluzione del contratto con Acea Ato 5 di cui abbiamo già esposto i dettagli sul nostro sito web.
La video intervista
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