di Lara Giovannangelo – “Per non dimenticare”- Gli allievi del “Liceo Pietrobono” di Alatri protagonisti presso la Biblioteca “Ceci” nel progetto “I crimini del nazismo tra il principio di malafede e la banalità del male”
Anche quest’anno, come tradizione, il Liceo Pietrobono ha partecipato attivamente alla Commemorazione della “Giornata della Memoria”, realizzando un progetto dal titolo “I crimini del nazismo tra il principio di malafede e la banalità del male”. Il predetto progetto, presentato in una sala gremita, nell’ambito della settimana del ricordo il 29 gennaio scorso, presso la Biblioteca “Luigi Ceci” di Alatri, ha visto protagonisti gli studenti delle classi quinte del Liceo Scientifico “Pietrobono”, che hanno elaborato il lavoro con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica ed incentivare i presenti ad una riflessione critica e consapevole dei crimini dell’olocausto. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con la responsabile SPI Cgil, prof.ssa Lucia Lisi che ha presieduto la giornata. Sono altresì intervenuti il Segretario provinciale SPI CGIL, dott. Domenico De Santis, nonché il Presidente Provinciale ANPI, prof. Giovanni Morsillo e il Segretario Regionale SPI CGIL, dott.ssa Anna Maria Cubeddu. E’ intervenuto anche il Sindaco Ing. Giuseppe Morini che ha presenziato ai lavori fino al termine, congratulandosi con la docente e gli allievi per gli interventi, palesando grande sensibilità, in rappresentanza dell’ente locale, nei confronti dei temi trattati. Non poteva mancare il Dirigente Scolastico, prof.ssa Roberta Fanfarillo, che ha portato i suoi omaggi agli studenti e alla docente, prof.ssa Lara Giovannangelo che, a sua volta, ha guidato i suoi allievi nella progettazione, nella realizzazione e nella successiva presentazione del lavoro.
Il progetto, particolarmente apprezzato dai presenti per l’impegno profuso, per la fine progettazione e la motivazione degli allievi, ha inteso, attraverso una ricostruzione storica attenta dell’ideologia totalitaria, focalizzare l’attenzione sulla lucidità della malafede che ha accompagnato la realizzazione dei piani di deportazione e di annientamento e sulla possibilità assurda di trovare, semmai sia possibile, una giustificazione o addirittura di considerare il male compiuto “banale”.cliccare sulla foto per ingrandirla
Le riflessioni di H. Arendt con costanti riferimenti all’opera “La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme” hanno permesso di affinare la consapevolezza sugli aspetti etici della tragedia, sul concetto di “crimine contro l’umanità” e la lettura di passi scelti ha offerto proficue occasioni per una riflessione personale e collettiva. La capacità introspettiva e la fine indagine presentata è stata integrata da riferimenti al filosofo ebreo Levinas attraverso la concezione della dignità dell’altro e del suo riconoscimento nell’epifania del volto. L’interrogativo sotteso a tutto lo sviluppo del progetto, in cerca di una possibile risoluzione, il seguente: “Fu davvero banale il male perpetrato?” Ma come potrebbe essere considerato banale il male, anche quando inconsapevole non può mai risultare banale, figuriamoci se può essere percepito come tale quando risulta volutamente cosciente.
Il progetto strutturato su ricostruzioni video, presentazioni, elaborazione di relazioni e di commenti, testimonianze eloquenti, è stato integrato dalla lettura di passi significativi e ha raggiunto il suo momento di massima tensione dapprima con la presentazione di un video anti razziale e successivamente con la lettura di poesie elaborate dagli allievi protagonisti e non solo. A coronare lo spazio dedicato alle emozioni, la lettura delle poesie è stata accompagnata da soavi melodie musicali (A. Scriabin – Studio op. 8 n.11) eseguite al pianoforte dall’allievo Leonardo Tolomei. Ha lasciato favorevolmente impressionato l’uditorio la capacità degli allievi di presentare i temi con padronanza e competenze argomentative di livello, ma ciò che ha colpito ancor più è stato il coinvolgimento emotivo che gli allievi hanno palesato.
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