Il lavoro prima di tuttodi Ignazio Mazzoli – “We World”. Con questo titolo gli studenti del Liceo Artistico Anton Giulio Bragaglia di Frosinone hanno rappresentato i propri lavori, ispirati dai timori del precariato e della incertezza per il proprio futuro, con i quali si è conclusa la No stop promossa da unoetre.it nella Saletta centro delle Arti domenica 11 nel capoluogo frusinate. Come ha scritto Donato Galeone su Facebook: una “Originalissima e partecipata manifestazione pubblica per il lavoro, l’occupazione produttiva di giovani e meno giovani.”

Cosa ha voluto proporre la Redazione di unoetre.it al pubblico intervenuto e a quello che ha seguito la diretta streaming? Abbiamo preso in prestito da Robert De Niro l’espressione che pronuncia nel film “Gli intoccabili”, “tutto chiacchiere e distintivo”; non nel senso di disprezzo che il gangster rivolgeva contro i poliziotti che lo ricercavano, ma nel senso attuale che si ricava dalla comunicazione che rappresentanti dei partiti e delle istituzioni danno oggi a tutti noi cittadini italiani. Ci raccontano tanti titoli di iniziative intraprese di cui mai vediamo gli effetti e a cui dovremmo credere perché ci vengono dette da chi occupa posti di rappresentanza e di responsabilità (il distintivo).

Noi abbiamo voluto fare un primo tentativo di rovesciamento di questo schema comunicativo. Quel “We World” (siamo un mondo o siamo il mondo, come si preferisce) è una fetta di umanità senza voce, per molti addirittura invisibile. Noi siamo voluti partire da quel mondo a noi vicino e abbiamo provato a farlo parlare non solo per denunciare le grave situazione in cui vive ma per farlo dialogare con chi fino ad oggi non lo ha ascoltato e non lo ascolta ancora: le Istituzioni e i partiti. E, forse non solo loro.
Il programma dell’iniziativa ci pareva chiaro e ne siamo ancora più convinti stamattina leggendo apprezzamenti e critiche. Abbiamo voluto che prima la parola l’avessero i testimoni di chi è costretto a vivere nel disagio e senza prospettiva: disoccupati e precari, giovani e non più giovani. Poi abbiamo voluto che si conoscessero gli impegni di chi ha provato a raccogliere questo enorme disagio per dargli un possibile risposta.

Sul terreno proprio dell’informazione da molti mesi unoetre.it ha posto due grandi questioni raccolte dall’ansia dei disoccupati e dei precari. 1) Perché l’Accordo di Programma Anagni-Frosinone non da risultati? 2) Quali certezze le Istituzioni, Governo e Regione Lazio hanno preteso di conoscere da FCA (Fiat- Chrysler, per intenderci) sui progetti e sugli impegni per lo stabilimento di Piedimonte che riguarda una platea di oltre diecimila lavoratori in una provincia che ne ha 115.000 disoccupati. Sul punto due il silenzio è totale. Dannazione! Certi momenti viene il dubbio che per la Regione Lazio la proposta Morassut, che vuole l’accorpamento del territorio frusinate alla Campania, sia già operativa. Non una risposta, non un impegno rispettato. Bugia? Vedi Viadotto Biondi di Frosinone. Sopralluoghi, fanfare e nulla di fatto. Per carità di patria, poi, non parliamo di Sanità. Non ci si può innamorare delle soluzioni adottate. Se sono penalizzanti, sono sbagliate e se sono sbagliate bisogna cambiarle.
Ieri a migliaia di persone abbiamo fatto ascoltare e resa evidente la sofferenza, fra le altre, di un padre che confessa di risultare incomprensibile a suo figlio di 8 otto anni perché non può comprargli i giocattoli che hanno gli altri bambini suoi coetanei. Per noi, questo significa dare voce al disagio e proporlo a tutte le coscienze. Per questo, così generosa è stata la solidarietà concretamente espressa da pittori, scultori e musicisti con la loro presenza e le loro opere e le loro musiche. Grazie a tutti, essi hanno valorizzato questa iniziativa e il suo significato. Questo è l’esatto contrario delle tanto note passerelle di politici a cui ci hanno abituato i talk show. Chi pur di parlare le preferisce, lo dica apertamente. Gli unici rappresentanti delle istituzioni presenti e che sono stati intervistati, erano lì perché si sono presa la briga di ascoltare i lavoratori in difficoltà e fare proprie le loro proposte, si proprio quelle dei lavoratori.

Si, il sindaco di Anagni, una senatrice ed un deputato si sono incontrati in forme e tempi diversi con rappresentanze di disoccupati e hanno deciso di prendere delle iniziative concrete: istituire una unità di crisi, chiedere alla ministra dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, un impegno per adeguare l’Accordo di Programma Anagni-Frosinone in modo tale che possa dare risposte concrete all’enorme platea di disoccupati. Questi eletti dovevano riferire del loro lavoro e quindi dovevano esser ascoltati. Questo si chiama far conoscere come stanno le cose. Basta così? No di certo. E’ solo un inizio, è solo una ricerca di impegni su un provvedimento parziale, ma è pur qualcosa difronte alla più completa INDIFFERENZA di cui parla sempre l’operaio Gino Rossi. Questi eletti meritano un plauso. Chi lo sa? Lo vedremo dai risultati. Il problema non è questo, se lo fosse sarebbe ridicolo. Ma chi se lo pone? Vanno sicuramente incalzati e messi alla prova. Questo però dobbiamo farlo tutti.

C’è un bel titolo del Il Messaggero di oggi, 12 gennaio, che condividiamo: “Emergenza lavoro: serve mobilitazione”. Appunto serve unire le forze, scendere in piazza non dare tregua a chi sonnecchia e insieme riappropriarsi del proprio ruolo di cittadino-lavoratore che con il suo impegno e le sue lotte si assicura futuro e certezze. Il sindacato che ha voluto essere presente si è impegnato in tal senso. Verificheremo anche questo proposito.
Una cosa per chiudere questa nota sul senso della giornata dedicata alla “Voglia di lavorare”: ricollocare dei disoccupati, dare prospettive a un fiume di giovani precari non è materia da “Piccolo è bello”. Non è “roba” da soluzioni individuali. La crisi investe grandi numeri di persone, le soluzioni devono dare grandi numeri di risposte che si possono avere solo stando insieme senza esclusivismi e senza ricerca di primati.
12 gennaio 2015

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Tutti i nomi dei protagonisti della No stop

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