papa francesco al parlamentoeuropeo 2014 11 25 350 260

papa francesco al parlamentoeuropeo 2014 11 25 350 260di Ermisio Mazzocchi*Colgo nel suo messaggio ai fedeli in occasione del nuovo anno, pubblicato su “Ciociaria”, elementi di riflessione su i temi della società del nostro tempo e impongono una risposta al suo appello alla “politica”. Lei ha posto problemi la cui soluzione positiva è molto importante per l’avvenire della società italiana e sollevato questioni che sono divenute in questi ultimi tempi oggetto di un confronto profondo e serrato, talvolta aspro. Lei pone un punto essenziale relativo “alla politica e ai politici che devono fare il loro lavoro” che considero necessario definire nei suoi aspetti ideali e progettuali, specificandone la collocazione nello schieramento politico del nostro sistema costituzionale.
Non c’è dubbio che in Italia la crisi economica, la precarietà del lavoro, le incertezze dei diritti, una scadente qualità della vita rischiano di portare il paese verso condizioni di impoverimento del suo tessuto sociale ed economico e di disgregazione dei valori morali ed etici. Uno scenario ricco di insidie che per rimettere in marcia l’economia richiede una politica che esalti i fattori di vantaggio competitivo del paese a partire da territorio, dalle sue specificità e dai suoi talenti, dalla cultura, investendo nel merito e nella mobilità sociale, eliminando rendite e privilegi e allo stesso tempo valorizzando gli elementi di coesione sociale.
Un lavoro di costruzione difficile, ma non impossibile. Abbiamo accettato come Partito Democratico questa sfida. Le pongo questa attenzione in funzione del suo appello che non può essere lasciato cadere e abbiamo l’obbligo di rispondere. Le considerazioni che sono venuto facendo mi portano a rimarcare, come Lei ha fatto, quel passo di Papa Francesco nella “Evangeli Gaudium” dove si denuncia un fastidio a parlare di etica, di solidarietà, di distribuzione di beni, della dignità dei deboli.
Il PD ripudia questo “fastidio” e pone l’impegno a soddisfare le esigenze primarie dei cittadini, combattendo le ingiustizie sociali, la corruzione, il malaffare, la criminalità organizzata. I “panni immondi” della preghiera di Isaia. E lo stiamo facendo con grande lena. Lei sa bene che il nostro sistema democratico consente la presenza di una molteplicità di partiti, con la loro storia e la loro cultura. Deve essere altrettanto evidente mantenere chiari e distinti le proprie diversità. Per quanto riguarda il PD Lei non troverà mai in noi una astrattezza né una indefinita cornice di identità di un Partito, il PD, che è proteso a elevare il profilo di un nuovo riformismo italiano nell’alveo di quello del socialismo europeo.
Lei afferma che esiste “una crisi di civiltà che investe i fondamenti della convivenza” cui occorre lavorare, ritengo, perché sia risolta e noi vogliamo che sia risolta. Il nostro Stato democratico è sorto su basi sociali ampie e popolari che potrebbe dissolvere se stesso e lasciare scomporre una coesione sociale se non interviene con determinazione per una sua profonda riforma, sorretta da forze democratiche e progressiste. Il PD si schiera su questo crinale della democrazia per fare la sua parte nel solco delle migliori culture politiche della storia del riformismo italiano. A questa ispirazione posso assicurarLe, signor Vescovo, che il PD si è mantenuto e si manterrà fedele.
*Direzione provinciale PD
Frosinone 5 gennaio 2015

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Di Ermisio Mazzocchi

Ermisio Mazzocchi: nato a Vetralla (VT) il 7 agosto 1946. E' laureato in Filosofia presso l'Università di Roma "La Sapienza". Nel 1972 è dirigente nel PCI nella Federazione di Frosinone. Dal 1985 assume l'incarico di Presidente della Confederazione italiana coltivatori (oggi CIA) che lascerà nel 1990 per ricoprire incarichi politici nel Comitato regionale del PCI e in seguito PDS del Lazio. Si è occupato di agricoltura e dei suoi prodotti come Presidente della Consulta regionale e nell'ambito dell'ARSIAL. Nel 2004 tiene su incarico dell'Università di Cassino un corso sul tema "Storia della bonifica pontina". Nel 2003 pubblica il suo primo libro sulla storia dei partiti cui segue il secondo nel 2011 sullo stesso tema. Il suo impegno politico è nel PD. Studia avvenimenti storici ed economici.

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