da L’Inchiesta del 24 dicembre 2014 – La rimodulazione dell’accordo di programma per l’area di crisi Frosinone-Anagni è al centro di una lettera inviata dal deputato dem, Alessandro Mazzoli, al Ministro della Sviluppo Economico, Federica Guidi, al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al presidente della Provincia di Frosinone, Antonio Pompeo, al presidente di Invitalia Giancarlo Innocenzi Botti, al presidente e al direttore di Unindustria Frosinone, rispettivamente Davide Papa e Corrado Felici, ai segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil. Rispetto alle richieste di Unindustria per un abbassamento del livello minimo degli investimenti per consentire l’accesso al bando rimodulato anche delle Pmi. Mazzoli propone anche la creazione di una “no tax area” nel comprensorio del sistema locale lavoro del nord della provincia.
«Gentile Ministro Guidi – si legge nella missiva -, Le scrivo in relazione all’accordo di programma finalizzato al “Sistema Locale del Lavoro di Anagni- Frosinone (31 comuni della provincia di Frosinone) ed al Comune di Fiuggi, alla salvaguardia e consolidamento delle imprese del territorio, all’attrazione di nuove iniziative imprenditoriali ed al sostegno al reimpiego dei lavoratori espulsi dalla filiera produttiva della ex VDC Technologies”, sottoscritto dai soggetti in indirizzo il 2 agosto 2013. Lo stanziamento complessivo di 92 milioni.di euro, è volto alla realizzazione di un percorso integrato di rilancio del comparto produttivo ciociaro e al reinserimento lavorativo in favore di 1146 destinatari. Sono previsti interventi a favore dell’efficientamento energetico, investimenti materiali, creazione di start-up, patrimonializzazione delle Pmi, ricerca, innovazione e internazionalizzazione delle reti di impresa. La Regione mette a disposizione altri 6 milioni di euro per la realizzazione di un percorso integrato di riqualificazione, formazione e reinserimento lavorativo dei lavoratori ex Videocon. Sono inoltre agevolabili programmi di sviluppo industriale e turistico e di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. È stato adottato, con circolare direttoriale 19 febbraio 2014 n. 5818, l’avviso pubblico per la selezione di progetti strategici da realizzare nelle predette aree, da agevolare tramite lo strumento dei Contratti di sviluppo.
Tra i requisiti per poter accedere alle agevolazione previste dall’accordo di programma vi è il limite minimo di investimento di 30 milioni di euro. Una partecipazione economica talmente elevata da far accedere ai fondi fino ad ora soltanto le multinazionali Sanofi Aventis e ACS Dobfar, escludendo ulteriori investitori delle Piccole e Medie Imprese che avrebbero, tramite un abbassamento di budget, la possibilità di presentare le proprie progettualità».
«Dopo anni di assenza di prospettive, l’accordo di programma dovrebbe stimolare la costruzione di un nuovo modello di sviluppo – analizza ancora Mazzoli – a partire dalle potenzialità sul territorio delle Pmi. Con la partecipazione di quest’ultime si darebbe vita a un profondo processo di riorganizzazione e riconversione produttiva. Maggiori investitori inoltre contribuirebbero maggiormente a riqualificare l’area interessata, ad accrescere il tessuto imprenditoriale locale e a ricollocare i lavoratori. Pertanto Le chiedo un incontro urgente con i sindacati, le parti sociali, le associazioni rappresentative delle imprese della provincia di Frosinone e i livelli istituzionali coinvolti, al fine di riesaminare alcuni punti dell’accordo di programma e ovviarne i palesi limiti. Tra questi mi permetto di segnalarLe la necessità di rimodulare i parametri, abbassando il limite minimo di investimento ad oggi di 30 milioni di euro; di operare una revisione e un adeguamento della normativa affinché si consenta alle Pmi di fare rete; di istituire, tramite il Ministero dell’Economia e delle Finanze, una “No tax area” in tutto il territorio inerente l’Accordo di Programma per favorire gli investimenti, almeno nella fase dì avvio. Certo dell’attenzione Sua e del Ministero che Lei rappresenta, resto in attesa di un vostro positivo riscontro».
Va precisato che solitamente una “no tax area” prevede rimborsi delle tasse alle start up e alle imprese che assumono per aiutare il tessuto produttivo locale a riprendersi dalla crisi economica. In genere si tratta di alleggerire la pressione fiscale sulle aziende del territorio, già alle prese con una recessione che sembra senza fine. Una sorta di “no tax area”, insomma, prevede il rimborso, per un periodo di tempo congruo, delle tasse comunali, tra cui Tasi, Tari, occupazione di suolo pubblico, fino all’Imu, per tutte le nuove imprese o per le attività che garantiranno turn-over assumendo lavoratori, e creando quindi occupazione. Un pacchetto di misure, quindi, che punta a dar respiro fiscale al tessuto produttivo per il tempo necessario a riprendere livelli occupazionali e produttivi in grado di far uscire un intero territorio dalla fase recessiva nella quale oggi versa. Vedremo quali saranno le reazioni alla proposta di Mazzoli visto che le organizzazioni imprenditoriali sono concordi nel ritenere che si debba intervenire con politiche attive di sviluppo e che non si possa perdere altro tempo.
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