di Gianmarco Capogna* – Si è tenuto sabato 20 dicembre a Ceccano l’evento sulle politiche di integrazione a cui ha preso parte l’Onorevole del Partito Democratico Khalid Chaouki, Martina Innocenzi, Coordinatrice regionale dei GD Lazio, Andrea Crescenti, ricercatore e studioso dei temi della non discriminazione e dei diritti dei migranti, e Rosalia Mattone, dirigente del PD locale e membro di Forum Democratico, associazione che ha pensato e realizzato l’incontro.
Ho accettato con piacere l’invito ad essere tra i relatori in qualità di Responsabile Diritti e Politiche Sociali dei GD Lazio per testimoniare come, insieme con Martina, siamo sempre pronti a portare il nostro contributo quando si parla dei temi veri che riguardano l’attualità politica delle nostre città. Un ringraziamento particolare è rivolto a tutti gli amici del Forum Democratico che a Ceccano stanno portando avanti un progetto importante che riporta la politica, quella vera, fatta di temi e contenuti, tra la gente, a testimonianza che la partecipazione politica, e più in generale democratica, non è solo quella che ci riporta alla mente gli scandali di Mafia Capitale.
La questione dei flussi migratori è sempre esistita ma ha raggiunto negli ultimi anni la connotazione di vera e propria problematica a causa della (mala)gestione che è stata portata avanti con politiche di non accoglienza e respingimento che non hanno favorito in nessuna maniera l’integrazione. Che poi integrazione non significa altro che incontrarsi, conoscersi, capirsi, rispettarsi e arricchirsi vicendevolmente. Tutto questo è alla base di una cultura della differenza (positiva); un tema sul quale dobbiamo investire di più per assicurare alle nuove generazioni una società che sia più giusta ed egualitaria. Una responsabilità che come Giovani Democratici raccogliamo con serietà e determinazione perché siamo consapevoli che spetti a noi accelerare sul percorso delle riforme riguardanti i diritti e le libertà degli individui per costruire, insieme ad un nuovo Welfare State, un nuovo paradigma sociale capace di trainare il nostro Paese in avanti. Riforme come quella riguardante l’acquisizione della cittadinanza di voto per chi nasce in Italia o del diritto di voto per chi risiede da almeno 5 anni nel nostro Paese non possono più essere accantonate. Non perché siamo alfieri di una battaglia ideologica bensì perché siamo convinti che non si possa più speculare e fare politica sulla dignità degli individui, siano essi migranti o autoctoni. L’Unione europea ci ricorda nel suo/nostro motto che dobbiamo essere uniti nella diversità, perché riconoscere la diversità come fattore positivo significa arricchirsi socialmente, culturalmente e anche economicamente. E allora è necessario cominciare ad investire seriamente in politiche di integrazione che a partire dalle scuole di primo ordine e grado si facciano portavoce di una sfida culturale per abbattere pregiudizi e stereotipi al fine di costruire una generazione aperta alla cultura della diversità. Una sfida difficile e importante che ovviamente richiede anche l’adeguamento degli operatori scolastici a cui devono essere destinati corsi di formazione specifica (come avviene in tante altre realtà europee) e allo stesso modo un controllo puntuale della comunicazione pubblica e politica strumento attraverso il quale si insinuano nell’opinione pubblica il razzismo e la xenofobia. In più è necessario che la politica si impegni a riformare il sistema di accoglienza e reinserimento delle persone migranti che arrivano in Italia prendendo spunto dai modelli del nord Europa e in particolare dei Paesi scandinavi. Inoltre come Giovani Democratici ci faremo carico di vigilare sul rispetto dei diritti umani fondamentali nel nostro Paese, per assicurare a chiunque, sia esso italiano, migrante o rifugiato, che nessuno calpesti mai diritti e libertà inviolabili. Per questi motivi proporremo di istituire a livello regionale una consulta sui Diritti Umani che possa vigilare su queste questioni in tutto il Lazio. Un Paese che non investe in integrazione, diritti e libertà è un Paese incapace di investire sul proprio futuro.
*Responsabile Diritti, Politiche Sociali e Comunicazione GD Lazio
La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Sostieni il nostro lavoro
unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie